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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1795
LA RIVOLUZIONE E L'EUROPA
  - 
NAPOLEONE ANNO  per  ANNO   
o
I PERSONAGGI DELLA RIVOLUZIONE

Eventi della Rivoluzione francese
ALTRI EVENTI:  "FINIS POLONIAE"

Gennaio Riconquista dell'Olanda-Proclamazione della Rep. Batava
1-2 Aprile Tentativo di insurrezione popolare
Aprile Trattato di pace con la Prussia
20-23 Maggio Fallisce l'ultimo tentativo di insurrezione popolare
Luglio Trattato di Basilea-Pace con la Spagna
22 Agosto  direttorio - Costituzione dell'Anno III
5 Ottobre Fallita l'insurrezione Realista contro i Termidoriani
4-5 Ottobre Il Destino si diverte con Napoleone
26 Ottobre Elezione del nuovo Direttorio Esecutivo

LA INCREDIBILE METAMORFOSI DI NAPOLEONE

L'EVENTO DELL'ANNO E' LUI:
NAPOLEONE e l' INSURREZIONE REALISTA
  
Torniamo ad alcuni mesi indietro, alla caduta di Robespierre.   Napoleone - pur con la sua grande impresa a Tolone, viene sospettato di aver concepito con lui un piano liberticida e con aspirazioni dittatoriali, solo perchè il giovanissimo generale è amico del fratello Augustin conosciuto proprio a Tolone.  Napoleone viene arrestato, condannato. Finisce nel carcere di Antibes il 9 agosto dello scorso anno. Con questa condanna il mondo di sogni del giovane ufficiale crollava dentro il chiuso di una cella, mentre fuori la ghigliottina mieteva - nel periodo più turbolento della Francia - senza posa; e in questo clima, senza tanti processi, su quel baldacchino poteva finirci anche Napoleone da un momento all'altro. Erano gli umori degli uomini che decidevano, non le sostanziali accuse.

Il successivo 21 agosto veniva  per buona sorte del destino, scagionato dall'accusa, Napoleone  usciva di prigione ma veniva comunque privato da ogni comando, perchè intorno a lui si era ormai creato un clima di diffidenza, questa condanna era finita scritta nelle sue note caratteristiche del quartier generale. Era già molto se Napoleone aveva ancora attaccato  la testa al collo.

 Napoleone andò quindi incontro a un periodo piuttosto burrascoso. A Parigi in questo inizio anno, vive un lungo periodo in triste solitudine. Ma il destino si divertì a chiamarlo  un'altra volta alla ribalta, per divertirsi con lui, con un'altra durissima e umiliante esperienza. L'infamia... e la radiazione dall'esercito. Come riuscì a salvarsi un'altra volta dalla ghigliottina resta un altro mistero del destino, che si divertiva a perseguitarlo ma nello stesso tempo gli offriva anche occasioni straordinarie.

Il 25 maggio di quest'anno,   Napoleone destituito, dopo un breve soggiorno   in Corsica, era ritornato a Parigi.  Vi soggiorna  l'intero mese di giugno. Fin quando - diminuito quel clima di diffidenza dopo il poco simpatico soggiorno nelle carceri di Antibes, seguitando a frequentare il comando - viene richiamato dopo pochi mesi, a settembre, per tornare in servizio. Nominato comandante di Brigata di Fanteria (visti i buoni risultati a Tolone e Oneglia) viene destinato all'armata dell'Ovest, nella Vandea.

Il 15 settembre - Napoleone  non  raggiunge il suo posto di comando all'armata Ovest, e il suo rifiuto è considerato una grave insubordinazione,  si pensa a un tradimento.  Con un brutale decreto delle alte gerarchie (che non hanno dimenticato la sua precedente "avventura" in carcere)  il generale Napoleone Buonaparte viene cancellato dalla lista degli ufficiali in servizio,  radiato  dai quadri "per non aver assunto il posto che gli era stato assegnato". Non può più ovviamente indossare la divisa. -  "Non volevo uno Stato contro lo Stato, una Nazione contro la Nazione, una Francia contro la Francia, i Francesi contro i Francesi" (scriverà poi nelle sue  Memorie ricordando questi terribili eventi, molto bui).

Non voleva una lotta di "cortile", fra esercito e tanti poveri diavoli; lui pensava in grande! Purtroppo l'improvvisa radiazione lo fece ripiombare in un altro periodo di amarezze e di triste solitudine a Parigi, peggiore di quella precedente. Vive mesi in uno stato di angoscia. Non poteva ora nemmeno mettere più piede dentro i comandi militari. In borghese, abbandonato da tutti, si lascia andare a  profonde e amare riflessioni  sugli uomini.
Ma il destino si divertì, moltissimo, e in piena notte, bussò ancora una volta alla sua porta. Era la nuova  Rivoluzione! Approfittando del crollo di Robespierre i realisti avevano alzato la testa, decisi a rovesciare la Convenzione. 

Il Destino si diverte con Napoleone per la seconda volta. (e ci sarà anche la terza: a Marengo, quando era ormai spacciato. Lo leggeremo nel 1800)

La rivolta a Parigi era scoppiata questa volta violenta. Un momento grave per la Francia e per la Convenzione. Ore drammatiche. Ed ecco saltar fuori quell'uomo che aveva criticato Napoleone a Tolone, che si era unito alle critiche sul giovane comandante, ma che poi vedendolo all'opera, aveva alla fine riempito un rapporto sulle sue note caratteristiche molto singolare.

Cos'era accaduto a Tolone il 18 dicembre del '93? - Un fatto curioso che ci rivela il forte carattere di Napoleone. Per pura coincidenza (il titolare era stato ferito, e lui giovane ufficiale di artiglieria si trovava al comando per puro caso) fu promosso quasi nei corridoi comandante dell'artiglieria per affrontare gli inglesi.
Era presente il commissario della Convenzione nazionale  presso l'esercito, Barras. Il giovanissimo neo comandante, dopo aver sistemato  alcuni cannoni sulla rocca, Barras intervenne e diede lui l'ordine di spostare una batteria. Napoleone non esitò ad affrontarlo quasi brutalmente: "Cittadino, fate il vostro mestiere e lasciatemi fare il mio. La batteria sta bene dove l'ho messa io". Barras non rimase soddisfatto da quell'arrogante trattamento, e non mancò di schierarsi con i critici di Napoleone su come stava approntando l'offensiva. Poi si smentì. La vittoria su Tolone fu merito proprio di come Napoleone aveva disposto in un modo singolare i cannoni e aver poi guidato personalmente i tiri,  dando, gridando ordini e saltando da una postazione all'altra come un "indiavolato"; risultato:  mise in fuga gli inglesi e tolse l'assedio a Tolone
Barras   fu affascinato dal giovane  23enne, e nel suo rapporto scrisse "Eccezionale soldato: dall' irrefrenabile attività. Ha addosso il "moto perpetuo", un'agitazione fisica che comincia dalla testa e non si ferma nemmeno alle ultime estremità del corpo". Promosso  colonnello prima dell'azione, finita la battaglia, si guadagnò un'altra promozione.

Cosa aveva fatto di strabiliante Napoleone con quei cannoni? Prima i pezzi li usavano sparpagliati, ogni reparto ne aveva in dotazione uno; più per far rumore che altro. Ognuno sparava a suo piacimento senza  coordinare i tiri, senza una strategia comune. Napoleone quando volle fare un sopraluogo, l'aiutante che era già sul posto non sapeva neppure dov'erano dislocati i pezzi. Ogni reparto ne aveva uno o due, ma sempre usati in forma occasionale, per fare i "botti". Inoltre non li sapevano usare con la tecnica matematica del puntamento, tiravano "a vista".
Napoleone li aveva riuniti, messi in serie, poi sistemati  su una altura, puntandoli verso il mare, verso le navi inglesi ancorate al largo in stato d'assedio. A molti la sua sembrò  una follia.  Inconsueta perchè le distanze sul mare sono difficilissime da calcolare, non si hanno punti di riferimento e la prospettiva della superficie essendo piatta inganna. 
Per i critici del nuovo comandante questo modo di agire era solo uno spreco di munizioni; i proiettili avrebbero fatto solo tanti buchi nell'acqua; e in effetti i primi tiri fecero solo quelli.
  Ma lui era Napoleone! Alle sue batterie di cannoni ad ognuno diede un alzo tiro a diverse distanze, sequenziale;  sparati i primi colpi, individuò quello che era arrivato più vicino alle navi; poi subito individuato il cannone che lo aveva sparato,  fatti i suoi rapidi calcoli, correndo come un forsennato da un cannone all'altro diede un'altra precisa sequenza agli alzi tiro,  e così restrinse sempre di più la zona,  concentrando e vomitando  fuoco solo su quella.  Se gli inglesi non levavano le ancore in fretta, procedendo a questo modo  con i successivi sempre più precisi tiri,  le loro navi Napoleone le avrebbe affondate tutte. 
Il suo insegnate alla scuola di artiglieria non era stato un buon profeta quando gli disse che "la matematica non era una scienza per bestioni come lui". 
In una settimana da sconosciuto capitano, aveva bruciato tutte le tappe, promosso sul campo per questa impresa, era già generale a 23 anni.

Il rapporto di Barras, così insolito per giudicare un soldato, non poteva essere più fedele al carattere di Napoleone. Era infatti, Napoleone! Questo Barras doveva averlo capito subito! 

In quest'ora critica di Parigi,  Barras membro del Direttorio che governava la Francia dopo la caduta di Robespierre, proprio lui si ricordò del "moto perpetuo" di quel giovane comandante a Tolone.  Nessuno gli aveva mai parlato così, con una "arroganza così affascinante". Quell'uomo era quello che ci voleva a Parigi.
Nell'ora più turbolenta e ribelle della Francia, il destino dunque a tarda sera del 4 ottobre,  bussò ancora alla porta di un Napoleone sopraffatto nella sua stanzetta, dalla solitudine e dallo sconforto. 
Solo, perchè due giorni  prima  il fratello si era sposato ed era  ripartito per la Corsica per non far più ritorno a Parigi.  Napoleone si pentiva di non averlo seguito sposando la cognata Desirèe, la sorella di Julie che Giuseppe aveva preso in moglie.
Solo poche ore prima - nelle frenetiche strade di quella Parigi che stava preparandosi al "grande giorno" innalzaldo le barricate - passando  con Junot, un ufficiale che aveva conosciuto a Tolone, l'unico amico che non si era mai allontanato da lui dopo la "disgrazia", guardando i preparativi degli insorti contro... la Convenzione (che ora nelle sue miserabili condizioni Napoleone odiava)  aveva esclamato "Se costoro (gli insorti) mi eleggessero capo, farei aprire le Tuilleris in due ore e caccerei quei miserabili della Convenzione".

Poi giunse il tocco del destino che voleva cambiare un'altra volta la direzione della sua storia e della Storia; alle 2 di notte bussava alla porta Barras in persona, che  non esitò un attimo a togliere dall'ombra Napoleone, per offrirgli a lui l'incarico di annientare  i movimenti sediziosi. Barras era convinto che non c'era un uomo deciso, energico e capace come Napoleone in tutta  Parigi e fra tutti i generali di Francia. Non si sbagliava!   Ed era anche arrivato appena in tempo! Napoleone con il veleno che aveva in corpo stava passando quasi dall'altra parte della barricata. Sarebbe bastato solo uno che glielo avesse chiesto.

Il 5 ottobre- (13 vendemmiao) riassunto repentinamente  in servizio come comandante della piazza di Parigi, Napoleone in un baleno appronta le difese, schiera i suoi cannoni e annienta in poche ore "a suo modo" la rivolta parigina realista. L' affronta di petto; con tanto cinismo non esita a dirigere sugli insorti il fuoco dei suoi  cannoni con  alzo zero.


Fa una strage, 400 MORTI, stronca ogni altra velleità. Dalla triste solitudine della stanza, all'uomo che il governo definisce ora  "il salvatore" della patria erano passate solo ventiquattro ore. (si ripeteva la scena "lampo" di Tolone)
L'episodio lo rese famoso in tutta Parigi;  metà dei parigini lo soprannominarono "il mitragliatore", l'altra metà il "Generale Vendemmiao", riferendosi non solo al mese ma al modo energico di come aveva affrontato la situazione; cioè aveva  fatto diventare  "rosse" le strade.  Ritornò a fare il generale, ma questa volta di Divisione con un'altra immediata promozione-premio.
(appena avremo tempo riporteremo  di questa spregiudicata azione-strage,  le giustificazioni politiche che Napoleone scrisse nel suo Memoriale di Sant'Elena)

La straordinaria fortuna di Napoleone, inizia proprio nella notte del 5 ottobre, in seno al governo. In poche ore dopo aver sedato una rivoluzione in quel modo, rimuovendo ogni velleità futura, fu l'unico  tema del giorno di cui si parlò.  Questo  doveva essere indubbiamente opera di un uomo eccezionale. Su questo ormai erano tutti d'accordo. L'uomo di Tolone, non si era smentito nemmeno a Parigi.

Il 16 ottobre, la fama  di questi dieci giorni, porta con sè onori,  gradi   e amori. Napoleone è festeggiato ovunque, riceve la nuova nomina come comandante del Corpo d'armata dell'interno, e ha l'occasione di conoscere la vedova del Generale Beauharnais (finito sul patibolo): la bella trentaduenne creola GIUSEPPINA Tascher de la Pagerie, nata in Martinica; che il ventisettenne Napoleone sposerà dopo pochi mesi, il prossimo 9 marzo.
La Convenzione, finita la rivolta, per prudenza aveva ordinato alla popolazione la consegna di ogni tipo di armi. Giuseppina fu costretta a consegnare la spada del defunto marito. Napoleone ricevette una supplica dalla donna; intervenne  e con gesto cavalleresco gli fece restituire l'arma.  La vedova il giorno dopo andò a ringraziarlo di persona per aver ricevuta la spada indietro, ma nel farlo, con un'altra spada (quella del suo fascino e dell'amore) gli  trafisse il cuore sull'istante. Quattro mesi dopo era sua moglie: il prossimo 9 marzo.
Napoleone in questo periodo cambia anche il cognome che da Buonaparte diventa BONAPARTE.  
 Dopo la sua impresa che ha fatto fallire l'insurrezione popolare, il 26 dello stesso mese la Convenzione si scioglie e viene insediato il primo Direttorio.

Gli inglesi approfittando dei grossi problemi interni che aveva in questo periodo la Francia hanno invaso il territorio puntando sulle coste francesi. A dar loro uno sgradito benvenuto e quindi a sconfiggerli, c'é il giovanissimo generale, già conosciuto dagli inglesi a Tolone:  NAPOLEONE BONAPARTE, che anche sul campo aperto come stratega si fa subito notare.

Il giovane coraggioso condottiero che era stato  promosso generale per la sua determinante e azione prima a Tolone, poi a Parigi, in questo scontro in campo aperto, nei movimenti a carattere offensivo e controffensivo anche qui non delude. Napoleone alla fine della vittoriosa campagna é portato in trionfo dai suoi militari;  segue poi una grande esaltazione di popolo.
Questo grande successo e con il dilagante entusiasmo,  dopo aver superato la "grande paura" di una invasione inglese, - che sarebbe stata la fine della Francia - il popolo spontaneamente dà vita a formazioni di battaglioni di volontari, attribuendo così alla guerra un carattere fortemente popolare, alimentato da un grande spirito nazionale, ma soprattutto perché a comandare nei reparti ora vi sono giovani ufficiali, che provengono dal popolo e non dalle classe privilegiate dei nobili. Nella coscienza collettiva questo diventa una delle componenti essenziali dell'affermarsi dello "spirito napoleonico" e della nascita del mito "Bonaparte".
Un suo avversario dirà di lui: "Rompe tutti gli schemi della guerra e delle battaglie; te lo trovi davanti, poi subito dietro, oppure nei lati, non si capisce più nulla, e questi non sono i classici schemi".

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I FATTI DELL'INTERO ANNO
CRONOLOGICAMENTE

 

2 GENNAIO -  Come era avvenuto nel 1788-1789, anche l'inverno 94-95 si manifesta estremamente rigido mettendo in seria difficolta' le popolazioni gia' stremate da anni di carestia e di disoccupazione.

8 GENNAIO - LA GUERRA:- L'armata del Generale Pichegru attraversa il fiume Waal gelato e si dirige verso Amsterdam.
19 GENNAIO -  Il Generale Pichegru entra ad Amsterdam. Lo Stathouder (autorita' cittadina) si rifugia in Inghilterra.
23 GENNAIO - LA GUERRA:- Cattura della flotta olandese, bloccata dal ghiaccio sullo Helder, da parte della cavalleria francese. E' forse l'unica volta, in tutta la storia, che una intera flotta viene sconfitta con una carica di cavalleria (!) Questa singolare impresa portera' alle stelle la fama del Generale Pichegru; nel 1797 verra' acclamato presidente del Consiglio dei 500.

30 GENNAIO - PARIGI: - La Sezione parigina del Tempio denuncia, per eccessivo estremismo, il suo vecchio Comitato Rivoluzionario.

2 FEBBRAIO -  PARIGI: - La Gioventu' Dorata e gruppi di sanculotti si scontrano per le vie della citta'. IL 19 GENNAIO a Parigi al caffe' Chartres (Palais Royal) la Gioventù dorata aveva cantato per la prima volta l'inno "Risveglio del Popolo".

3 FEBBRAIO -  LA GUERRA:- Dopo le vittorie conseguite nei Paesi Bassi, i francesi proclamano la nascita della Repubblica Batava, satellite politico della C.N.

5 FEBBRAIO - Appare un violento articolo sul Moniteur che ricorda il ruolo di Marat e dei suoi scritti, con i quali aveva incoraggiato gli eccessi sanguinosi della rivoluzione.

8 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE:- Viene decisa l'espulsione dal Pantheon dei resti di:
. Marat . Bara . Viala . Dampierre- Facili entusiasmi e sciocche rivalse sui morti, rischiano di rendere caotico e ridicolo il traffico negli avelli del Pantheon. In futuro verra' posto rimedio stabilendo di accogliere nel Pantheon gli uomini illustri deceduti da almeno 10 anni.

9 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE:- Firmato un trattato di pace tra la Repubblica ed il Gran Ducato di Toscana.

12 FEBBRAIO - LA VANDEA:- Apertura dei colloqui di pace a La Jaunaye (presso Nantes) tra i rappresentanti della C.N. e quelli della Vandea.

14 FEBBRAIO - LIONE:- La reazione scatenata dai contro-rivoluzionari si manifesta con l'assassinio di numerosi giacobini, per le vie della citta'. - Nel Gennaio del 1795, i piu' arrabiati contro- rivoluzionari avevano costituito, a Lione, la Compagnies de Jesus, detti anche gli sgozzatori, con il compito di sterminare i giacobini. - In Provenza analoga iniziativa faceva capo alla Compagnies du Soleil, con gli stessi scopi. Queste compagnie cesseranno la loro attivita' nel Giugno 1975, dopo aver fatto qualche migliaio di vittime, per il deciso intervento di alcuni rappresentanti in missione della Convenzione.

17 FEBBRAIO - LA VANDEA:- Firma degli accordi di La Jaunaye che concedono l'amnistia ai vandeani, il riconoscimento della liberta' di culto ed il diritto di conservare le proprie armi all'interno della Guardia Territoriale da loro costituita e rientrante nel quadro generale della Guardia Nazionale della Repubblica.

21 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE:- Decreto, su proposta del deputato Boissy D'Anglas, che proclama la liberta' dei culti e la separazione tra stato e chiesa. Una separazione di fatto gia' avvenuta dopo i provvedimenti del 18/9/1794.

22 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE:- Discorso del deputato Rovère che chiede misure contro gli ex-terroristi e che giustifica i massacri di Lione del 14 Febbraio, ritenendoli un atto di giustizia. "Se voi non punite questi uomini, non c'e' francese che non abbia il diritto di sgozzarli".
Per terroristi, o ex terroristi, vengono ora indicati gli elementi giacobini, di estrema sinistra, che sono pesantemente intervenuti nel corso della Rivoluzione.

23 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE:- Decreto che obbliga alla residenza coatta i funzionari destituiti dopo il 10 Termidoro, ed istituisce una legge dei sospetti riguardante gli "ex-terroristi".
NIMES:- Assassinio di quattro terroristi detenuti nelle prigioni cittadine.

24 FEBBRAIO - LA CONVENZIONE:- Istituzione di scuole centrali e dipartimentali secondo quanto previsto in proposito dal rapporto del deputato Lakanal.

1 MARZO -  LA CONVENZIONE:- Attacco del deputato Fréron contro la Costituzione dell'Anno I, promulgata il 4/8/1793.

2 MARZO - LA CONVENZIONE:- Votata la messa in stato di accusa dei rappresentanti: Barère, Billaud-Varenne, Collot D'Herbois e Vadier, per atti commessi prima del 10 Termidoro.

5 MARZO - TOLONE:- Misure contro i "terroristi" che avevano partecipato al massacro della popolazione nel Dicembre 1793. Una corte marziale repubblicana condanna a morte 52 giacobini.

17 MARZO - PARIGI:- L'inverno ha colpito pesantemente la popolazione. Le scorte di viveri sono minime e provocano moti per la fame in citta'. - Si sono verificati casi di suicidio di madri e di padri non piu' in grado di sfamare i propri figli. Intere famiglie si sono suicidate in blocco nella Senna.
Le scorte di farina sono completamente esaurite. Caduta degli assegnati all'8% del loro valore iniziale.

21 MARZO - PARIGI:- Nuovi moti per reclamare il pane e l'applicazione della Costituzione del 1793.
LA CONVENZIONE:- Su proposta di Sieyès, viene votata una legge che prevede la pena di morte per gli autori di movimenti sediziosi contro la C.N.

1 MARZO - PARIGI:- Insurrezione dei sanculotti parigini che invadono la sala della C.N., poi la evacuano all'arrivo della Guardia Nazionale. La C.N. mette Parigi in stato di assedio e fa deportare, senza processo, alla Guyana (la ghigliottina secca):. Barère. Billaud-Varenne. Collot D'Herbois
mentre altri 8 deputati detti "crétois" (montagnardi di estrema sinistra) vengono arrestati.
Sono gli ultimi colpi di coda di una Rivoluzione che sta' ormai languendo.

2 APRILE - PARIGI:- Il Generale Pichegru reprime una nuova sommossa al faubourg Saint-Antoine, promossa da gruppi di sanculotti. il 10 la CONVENZIONE:- emana il Decreto che ordina il disarmo dei "terroristi".

24 APRILE -LA CONVENZIONE:- La C.N. concede pieni poteri al suo comitato militare al fine di epurare gli stati maggiori dagli elementi terroristici. -LIONE: - Massacro di terroristi imprigionati nelle carceri cittadine.
4 MAGGIO - LIONE: - Massacro di altri terroristi imprigionati. Questi massacri si estendono a tutte le regioni che erano state pesantemente controllate dai rivoluzionari.
MARSIGLIA: - Una donna avendo dichiarato in tribunale di avere fatto ghigliottinare molta gente e che ne avrebbe fatta ghigliottinare molta di piu', avendone ancora la possibilita', provoca una enorme indignazione ed una rabbiosa sommossa tra la folla che uccide 25 detenuti.

CONTINUA LA SECONDA PARTE 

continua  > >