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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 812 d.C.

(Vedi QUI i singoli periodi in
"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA")

*** BISANZIO: UN IMPERATORE DI TROPPO

L'Imperatore di Costantinopoli MICHELE I accetta la proposta di Carlo Magno, di inviare alcuni suoi funzionari ad Aquisgrana per confermare che lui riconosce il Re Franco come Imperatore. Ed infatti, i suoi ambasciatori nella cattedrale di Aquisgrana acclamano Carlo Magno imperatore sia in greco che in latino. In cambio viene riconosciuto che anche Michele possa chiamarsi " Imperatore ", ma "di Costantinopoli".

Tuttavia i bizantini con Michele e poi anche i suoi successori, si sentivano sempre come pari ai vecchi imperatori di Bisanzio ai tempi della caduta di Roma. Da questo momento in poi i sudditi continuarono a chiamare il loro sovrano non solo come "Imperatore" ma sempre come "Imperatore dei romani". L'orgoglio di conservare quel titolo era troppo forte.

 

Per Carlomagno invece era salvata la finzione dell'unità dell'impero, come se l'occidente e l'oriente non fossero in realtà due imperi diversi e separati. Carlo si sentiva indiscusso monarca di tutta l'Europa continentale, ad eccezione della penisola iberica e di quei pochi avamposti che erano ancora sotto la protezione più che altro formale dei bizantini, come la Sicilia, e alcune coste della Calabria e della Puglia.
Inoltre se i bizantini si accontentavano di così poco, meglio, lui non aveva certo problemi di forza, ne' si sentiva rispetto a loro a pari condizione. Lui non era forte perché c'era un passato di secoli di potere, lui era semplicemente forte perché dominava i territori del presente con il suo esercito, e questo era più che sufficiente per considerare la questione chiusa per sempre.


MICHELE aveva dimostrato un po' di saggezza, visto che non aveva le forze per contrapporsi; ma nel fare quella richiesta, aveva dimostrato una ambizione puerile e questo atteggiamento non piaceva alla fazione di interventisti nati e sempre pronti per una qualsiasi guerra offensiva. Preoccupato della piazza, l'Imperatore bizantino cercò con i mezzi piu' convincenti, quelli del denaro, di comprarsi anche l'appoggio del clero e di alcune fazioni opportuniste, quelle che cercano solo la contropartita venale e sono sempre pronte a schierarsi dalla parte di chi da' o promette qualcosa.

Ma queste spese extra, ingenti, provocano ancora una volta come ai tempi di Irene, il collasso delle finanze pubbliche. Queste sarebbero state meglio impiegarle per la difesa a est dell'impero ormai alla mercè del khan dei Bulgari Krum, il quale proprio in giugno sferra il suo attacco a Develtus, una città fortificata sul golfo di Burgas, sul Mar Nero, poche miglia a sud di Anchialo. Dopo averla conquistata, la fa distruggere completamente e con una lunga marcia trasferisce tutti gli abitanti in Bulgaria dove sono impiegati come schiavi. Stessa sorte tocca a Debelt e così a Mesembria una citta' portuale.


IN SPAGNA un trattato di Carlo Magno con l'emiro di Cordova HAKAM, stabilisce lo stato di pace fra le due potenze con il riconoscimento della sovranità franca sulle marche spagnole della Navarra e della Catalogna. E' uno dei primi tasselli e una strategica testa di ponte verso la riconquista della Spagna.

 

IN GIAPPONE finalmente l'esercito imperiale riesce a sottomettere quella singolare popolazione di cui abbiamo accennato nelle precedenti pagine; cioé la tribu' degli AINU. Vengono sottomessi ma non si integreranno mai con i giapponesi, neppure nel corso dei successivi 1200 anni, tanto da essere ancora oggi una piccolo popolo che ha le stesse caratteristiche di allora. Ammontano oggi a circa 15.000 individui che secondo alcuni studiosi dovrebbe essere all'incirca lo stesso numero che erano presenti in questo 812 di cui stiamo parlando. Nessuna tendenza ad unirsi sessualmente con altri soggetti, ne' alcuna ambizione a cambiare le proprie abitudini, pur essendo in contatto con la incredibile e tecnologica popolazione delle grandi metropoli giapponesi. E' ancora un mistero genetico di cui presto prestissimo conosceremo i precisi meccanismi che ne regolano il comportamento. (Il Programma Genoma)

 


ARTE - Nella zona del santuario che ci siamo lasciati alle spalle con quell'Alfonso II re dell'Asturie (Campostela) che è impegnato a far arrivare pellegrini , il paesaggio è completamente cambiato, non piu' un paesino di poveri agricoltori che facevano la fame seminando qualche pugno di miglio, ma hanno ora una manna dal cielo, una moltitudine di gente che giunge dai quattro punti cardinali e che porta benessere alla popolazione locale. Popolazione che ha ben presto cambiato mestiere; sta costruendo ristoranti, edifici per il pernottamento, negozi di souvenir, ma soprattutto Chiese e ancora Chiese per i numerosi fedeli, quasi in gara con le stupende moschee di Cordova, volute dall'emiro HAKAM. Infatti, viene costruita quest'anno S. Julian de los Prados a Oviedo (città santa) le cui pitture, purtroppo oggi molto rovinate, sono ancora con lo stile degli usi iconografici che iniziate nel IV secolo andranno avanti fino alla fine di questo secolo di cui stiamo parlando, il IX. Lo stile pittorico è sempre quello della mancanza della prospettiva, la cosiddetta " trompe l'oeil".

CONTINUA ANNO 813 > >