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CRONOLOGIA

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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 788 d.C.

(Vedi QUI i singoli periodi in
"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA")

*** L' INUTILE SBARCO DEI BIZANTINI IN ITALIA
*** SPAGNA: MUORE L'EMIRO ABD ar-RAHMAN
*** CORDOVA CENTRO CULTURALE


I bizantini dopo avere accolto le richieste di ADELCHI il figlio di Desiderio per riconquistare il trono e favorire nuovamente il dominio dei bizantini che stanno perdendo definitivamente, sbarcano finalmente in Sicilia facendone una testa di ponte, per poi dirigersi nei confini e fare l'invasione del beneventano.

I franchi di Carlomagno dovrebbero pensarci loro a contrastare questa invasione per la difesa dei confini beneventani ma anche dello Stato Pontificio. Ma non hanno bisogno di intervenire perchè mantenendo fede alla parola data a Carlo il duca di Benevento GRIMOALDO riesce anche a convincere il duca di Spoleto ILDEBRANDO alla sua causa, e aiutato anche da una piccola guarnigione di Franchi, muove contro gli invasori e li sconfigge clamorosamente prima ancora del loro arrivo ai confini. A lasciarci la pelle è il duca di Spoleto Ildebrando.
Su questo ducato viene messo da questo momento un duca fatto giungere dalla Francia, così la fedeltà a Carlomagno è assicurata una volta per tutte. In quello di Benevento ovviamente rimane Grimoaldo che con il suo comportamento si è guadagnato la fiducia di Carlo, ma anche la nomina a duca, su un ducato longobardo, dove però regna un re francese.

IN BAVIERA invece di fiducia a Carlo non ne da nessuna il solito TASSILONE, che spinto pare dalla moglie rompe ancora il giuramento appena rinnovato l'anno scorso, cercando alleanze con Bizantini e gli Avari. Ma le spie di Carlomagno sono sempre efficienti e, come al solito, in anticipo gli rivelano le mosse dell'eterno ribelle; questa volta però viene arrestato, processato ed infine rinchiuso definitivamente in un convento per non più nuocere. Il suo ducato viene affidato anche in questo caso a un duca franco nominato naturalmente da Carlo Magno.

C'è un piccolo strascico perchè gli Avari chiamati da Tassilone nel frattempo erano entrati in Italia, si trovavano nei pressi del confine del Friuli pronti ad intervenire a un suo cenno; ma non vedendo maturare l'azione e ignorando che era stato scoperto, destituito e processato, divenuti impazienti autonomamente attaccano, per rifarsi almeno con il saccheggio del Friuli, ma la difesa franca capitanata da un marchese, fa molto bene il suo dovere e vengono subito ricacciati indietro.
Sembra proprio che le difese dei confini degli uomini di Carlomagno, funzionano egregiamente su ogni settore, in quello bizantino, degli avari, dei Sassoni, e nei Pirenei nei confronti degli Arabi che al di fuori di qualche banda di predoni, che nulla hanno a che fare con il governo centrale, la Spagna araba non darà piu' fastidio ai Franchi; fra l'altro in questo periodo a Cordova avvengono cambiamenti dinastici, infatti.......

IN SPAGNA muore quest'anno l'emiro ABD ar-RAHMAN, senza poter realizzare la riconquista del trono di tutti gli arabi e di tutto l'Islam, com'era suo desiderio. A Bagdad come sappiamo nella scissione avevano dominato gli Abbasidi, sterminando nel 749 con una sanguinosa carneficina tutti i discendenti Omayyadi, meno un giovanotto ventenne -appunto che salvandosi gettandosi nel Tigri riuscì a fuggire, e quindi divenne l'unico superstite della dinastia Omayyade. Nella sua fuga aveva attraversato tutta l'Africa, e raggiunto il Marocco si unì agli scontenti berberi, e con loro fatto il grande salto alla conquista della Spagna lacerata dalle lotte instestine. Quel ventenne era ABD ar-RAHMAN.

Da quell'intervento andato così a buon fine, pur riuscendo a imporre la sua dinastia omayyade e creando un emirato che darà lustro non solo alla Storia Spagnola ma più tardi anche a quella Europea, ABD ar-RAHMAN coltivò il suo sogno di tornare a Baghdad, di cacciare l'usurpatore e ripristinare la sua dinastia anche nel luogo di origine.
Ma il fato volle che in entrambi i due paesi fiorissero non due sovrani inetti, ma due uomini all'altezza del loro compito, che lasciarono poi a loro volta figli e nipoti con le stesse caratteristiche. Se in Spagna dopo la morte di ABD ar-RAHMAN succede il figlio HIXEM (HISHAM ) che si impegnerà nella fioritura della civiltà araba nella penisola iberica, altrettando accadra in oriente dove HARUN è un degno erede di suo padre al-MANSUR; e anche lui con molta saggezza, oltre che a governare bene si prodigherà in importanti realizzazioni in tutto il periodo che rimase sul trono.

Ed è curioso che queste due rivoluzioni in campo politico e del sapere -che significano progresso- avvengano contemporaneamente; tutto avviene in questi due anni, sia nella Spagna Omayyade, sia nell'Arabia Abbaside, ma anche indirettamente nell'Europa Franca dove domina un altrettanto saggio sovrano: Carlomagno. E anche se alcune sinergie non sembrano palesi, a posteriori sapremo che gli intrecci di collaborazione ci furono, ed entrambi i tre sovrani sapevano benissimo cosa succedeva di buono nei territori dl loro collega. Molta corrispondenza fra questi paesi solo ora vede la luce, e possiamo ricostruire, i rapporti che fino a pochi anni fa per motivi ideologici e di religione ci sono stati nascosti da entrambi le parti, ognuno raccontando ciò che gli interessava, e non rivelando quali erano veramente gli scenari europei e islamici di allora. Alcuni storici hanno mischiato così bene le carte, hanno occultate o manipolate così tante e cosi bene le numerosi fonti, con opere demonizzatrici che non hanno infangato la Storia per fortuna, ma solo le opere e i medesimi autori di quelle Storie.

Degli Arabi fino a pochi anni fa sapevamo quasi nulla, della ex Persia nulla, della Cina solo delle leggende ferme ancora a Marco Polo.

ABD ar-RAHMAN morto quest'anno, aveva governato 32 anni, aveva incontrato la sua AURORA, una donna a cui tanto si deve la cultura di tutta la Spagna di quel periodo e di quello successivo, poi quasi sessantenne si era ritirato nelle sue stanze dedicandosi solo ai suoi libri che -come abbiamo già narrato- aveva raccolto in enorme quantità nella sua biblioteca personale, a centinaia di migliaia proveniente da ogni parte dell'allora mondo conosciuto contemporaneo e antico.
Nell'indicare la sua successione, il compito non gli fu facile ed avvenne anche in un modo un po' singolare. Sapendo che stava per morire inviò un messaggio ai figli.
Lui aveva qualche incertezza a chi affidare il suo regno, perchè li riteneva tutti adatti e all'altezza di sostituirlo. Ne aveva tre di questi pretendenti, il primogenito SOLIMANO era il più maturo con i suoi 44 anni; il secondo HISHAM 33enne aveva una vasta cultura e saggezza, che erano le qualità contenute anche nel suo soprannome ar-Rida (colui che rende felici); ed infine il terzo ABDALLAH il più giovane dei tre, che appena ricevuto questo messaggio inerente l'eredità, corse come un fulmine a Toledo a reclutare soldati per difendersi dai fratelli che, era sicuro, avrebbero litigato per prendersi il trono da solo, e i territori dei fratelli dove ognuno era fino allora governatore.

Infatti, prima ancora che si incontrassero col padre iniziarono le dispute, ma furono scontri brevi che Hisham riuscì a comporre pacificamente. Pare che nessuno di loro pensasse che la volontà paterna fosse da accettarsi senza fiatare, perché lui il padre quando gli si presentarono davanti i figli, la sua scelta l'aveva già fatta. A HISHAM andava l'emirato e agli altri due un'indenizzo di denaro da veri principi nababbi. Ad ognuno dei due furono versati una cifra enorme, sessantamila mithqal ed essendo quest'ultimo 4,54 grammi di oro, il regalo era pari a 272 chilogrammi di metallo nobile. Presero il loro gruzzolo, si trasferirono in Africa, si comprarono dei grandi possedimenti, sparirono fino a quando il saggio sovrano fratello morì. Più avanti (796) vedremo come......

HISHAM oltre l'avvedutezza dimostrò anche un grande coraggio, dovette sostenere un'unica ribellione di berberi alla bella Ronda, ma lo fece con una condotta così spietata, che quella zona, l'intera regione della cosiddetta Tacoronna rimase disabitata per diversi anni. Il principe "dispensatore di felicità" attuò una repressione totale, li uccise tutti, migliaia e migliaia di morti, donne e bambini compresi, e lo prova che per anni quel territorio rimase deserto.

Eppure questo sterminatore di berberi, che non esitò a imprigionare suo figlio, amava la poesia ancor più del padre e fu il primo sovrano a preoccuparsi seriamente di dare a tutto il popolo la possibilità di istruirsi, fondando scuole ad ogni angolo della Spagna araba, e promuovendo moltissime iniziative culturali.

Mentre Carlomagno con Alcuino avevan fatto dei monasteri i capisaldi di una cultura circoscritta ed elitaria, (Carlo ordinerà il prossimo anno l'apertura di scuole presso i vescovati e i monasteri ) quindi con una "scuola di classe", emarginando i poveri che non avevano i mezzi. Hisham invece ordinò che si costruissero scuole pubbliche in tutte le città del regno, affinchè tutti, quindi anche schiavi, cristiani, ebrei e berberi potessero frequentare i primi anni di scuola onde imparare a leggere e scrivere.
I più bravi potevano poi proseguire nelle scuole superiori indipendentemente se erano ricchi o poveri, perchè i professori non prendevano una mercede dai propri allievi, ma ad essi era sempre assicurato un dignitoso stipendio dallo Stato.

Fu messa così, la prima pietra di quell' UNIVERSITA' DI CORDOVA destinata a influire notevolmente sull'occidente. Lo stesso sovrano tenne numerosi simposi con uomini di scienza, teologi e maestri di diritto, che venivano fatti arrivare appositamente dall'oriente più lontano, e forse da uno di questi, un dotto in medicina, HISHAM ricevette una notizia poco gradita. Un astrologo della vecchia scuola orientale gli disse senza mezze parole che sarebbe morto presto, qualche anno al massimo, questo era il responso delle stelle (verosimilmente aveva forse notato i sintomi patologici di qualche malattia dall'effetto letale a breve termine)

La profezia, confermata da parecchie testimonianze, turbò fino a un certo punto il monarca, tuttavia ci credette, ma invece di abbattersi, fino all'ultimo giorno della sua vita, fu instancabile, espresse una vigoria straordinaria dedicandosi alacremente alle opere che lascierà poi copiose lungo il suo cammino. Se era destino che non doveva restare sul trono a lungo, cioè all'incirca la quarta parte che aveva regnato suo padre, voleva lo stesso fare la sua parte, bastava moltiplicare per quattro l'impegno e anche lui avrebbe lasciato alla Spagna qualcosa di positivo come aveva fatto il suo illustre padre.

Questo impegno gli riuscì in pieno, perfino il popolo, che in questi anni era sempre turbolento, si lasciò rabbonire dal destino che voleva portare via il loro califfo; non una sommossa, non un disordine, tutti a cooperare in progetti che cambiarono fisionomia a Cordova, a Toledo e a tutta la Spagna. Amava i giardini, coltivava i fiori, giocava a scacchi con l'astrologo che gli aveva annunciato la sua morte, non badò a spese in strade, acquedotti, ponti; nella stupenda moschea che aveva iniziato suo padre chiamò a lavorare i migliori architetti del mondo conosciuto, ricostruì il ponte romano nella città da anni abbandonato, e dovunque si trovasse pensava sempre alla sua moschea Meqzita, a quella immensa sinfonia di archi che oggi tutti possiamo ancora ammirare; ovunque lui andava, cercava di scovare sul luogo testi antichi che subito dopo andavano ad arricchire l'immensa biblioteca del suo palazzo (circa 500.000 volumi), dove potevano accedere se lo desideravano tutti gli studiosi del regno, di qualsiasi condizione sociale o di religione.

La stessa moschea sorse con due entrate, costruita su una precedente cattedrale cristiana visigota, fu adibita alle due religioni. Cioé da una parte si tenevano le funzioni religiose cristiane, dall'altra quelle dei musulmani, in una simbiosi etica universale. Fino a questo punto era arrivata la tolleranza della dinastia di ABD ar RAHMAN e di suo figlio HISHAM nei confronti della religione.

Da vero uomo colto seppe riconoscere anche la politica che Carlomagno stava conducendo e come avversario seppe riconoscere la sua grandezza, salvo togliergli quel pezzettino delle Asturie vicino a quei Baschi che avevano inferto al re franco la tragica sconfitta, e dove lo stesso Carlo a questa spedizione militare franca non partecipò, ancora memore del dolore provato a Roncisvalle.
Più tardi ci fu quella di Carcassonne con una grande paura per i francesi che fuggirono da Tolosa prevedendo una invasione, ma che si risolse in un'accordo dove nonostante qualche piccola battaglia non ci furono né vinti né vincitori ed ognuno rimase al di qua' e al di la' dei Pirenei, divisi dai confini naturali.

Dopo otto anni di pace e di fioritura incredibile del sapere, dell'arte e della saggezza di questo sovrano su tutto il territorio, la profezia si avverò, Hisham morì. Arrivò all'ultimo respiro rassegnato, si era del resto preparato, ed ogni anno per otto anni credeva che quello fosse l'ultimo. Quindi morì da saggio come era vissuto, lasciando e dando vita a un fenomeno essenziale: con lui ha inizio la nuova serie di sovrani che non hanno più nulla di barbarico, che si distaccano nettamente dalle prime bellicose generazioni; seguirono infatti, prìncipi di una giovane dinastia consapevole di se stessa e tesa a rendere con la operante tolleranza, la nuova religione e la loro cultura in tutti i gangli dello stato. Dopo la serie inaugurata da ABD ar RAHMAN e HISHAM, venne quella di suo figlio, suo nipote e pronipote: Al-HAKAM I, II e III; ma soprattutto da un suo pronipote omonimo, ma tutti questi futuri principi li ritroveremo piu' avanti.....abbiamo già corso un po' troppo...

IN CINA - Il regno cinese Thai, che aveva sconfitto i tibetani e assoggettato il loro territorio, rompe i legami con quest'ultimi (da qualche tempo nel caos dopo la morte del loro re nel 797, e la successione di un inetto monarca) e si riavvicina all'impero cinese principale e si sottometterà nel 791.
Questa rottura provoca lacerazioni nei gruppi tibetani anche con gli alleati arabi, che fin dal 763 li avevano aiutati a fare alcune conquiste (come il Tarim (Sinkiang) del Kansu e alcune zone del Szechwan); è la rottura anche con questi, e nei prossimo anni li ritroveremo uno contro l'altro.

CONTINUA ANNO 789 > >