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ANNO 289 d.C.

QUI riassunto:  PERIODO DI DIOCLEZIANO  dal 284 al 305 d.C.


L'ANNO 289
* DIVINIZZAZIONE DI DIOCLEZIANO
* NASCE LA MORALE E L'ETICA DEL POTENTE
 

L'imperatore si mostrava raramente in pubblico, e se questo avveniva, adottava un cerimoniale tipicamente orientale. Lo splendore di queste cerimonie erano di uno sfarzo inaudito, iniziò con nel far genuflettere i suoi interlocutori, compresi i parenti di sangue, poi proseguì col farsi baciare le vesti sontuose che indossava, infine si dichiarò divino identificandosi al nome di Giove. E una volta assimilato agli dei, quindi al rango sovrumano, il culto dell'imperatore ora diventava universale, è lui unico padrone di tutto il mondo; di uomini e cose.

Il fasto che caratterizzavano maggiormente queste cerimonie era che lui appariva come un sultano orientale, coperto di vesti ricamate con oro e gioielli. Istituì infatti per la sua persona l'"adoratio" cioe' "l'atto di adorazione" simile a quello che si compie oggi nella liturgia Cristiana, e che partendo proprio da questi atti e gesti, la stessa va poi a mutuare e a introdurre in alcune cerimonie; infatti adotta alcune vesti, alcuni addobbi, paramenti, sedie gestatorie, baldacchini, bastone, il copricapo mitra con cui si investivano i re orientali e l'intenso aroma dell'incenso per lodarli e adularli, ecc. ecc.

E se tali riti, procedure, vestimenti furono dai cristiani adottati mutuandoli dai primi è perche' Diocleziano a Roma fisso in maniera salda e duratura queste ritualità che andavano a santificare la sua persona, a trasformarla in carisma, in potere autorevole, in un influente personaggio trascendentale e quasi esoterico nelle sue apparizioni (ecco perchè il suo apparire doveva essere raro in pubblico).

La nuova religione cristiana che poi si impose per dare carattere di potere, di magnificenza e di influenza anche sulle cose terrene con i suoi futuri Papi e Imperatori del Sacro Romano Impero, non potettero in seguito rinunciare (o a farle in un modo diverso) a queste ritualità che consacravano il sovrano o il papa. Per non essere da meno, per non perdere il prestigio, quell'effetto psicologico che questa ritualità determinava, li dovettero adottare gli appartenenti al clero. Non per scelta ma diremmo (salvo soccombere) per una esigenza politica, una necessità in un momento dove la società era al completo sbando.

Sacerdoti erano quelli, sacerdoti divennero questi, Diocesi erano le zone dell'imperatore rette da Vicari , diocesi diventarono poi quelle Cristiane. Infallibile l'imperatore, infallibile il Papa-Imperatore. Diocleziano capì (come aveva fatto in Persia, Shapor (Sapore) con la religione di Zarathustra.- vedi il 250) che si doveva adorare una sola divinità per la coesione dell'impero, proibì quindi gli altri culti minori, dove sfortunatamente fra questi c'erano anche i Cristiani. Sapore era andato con Zarathustra sui sentieri dell'intima spiritualita' trascendentale, Diocleziano invece si era fermato (ma la sua cultura era pur sempre quella romana) ai soliti dei mitologici egiziani. L'idea politica era buona ma mancava la sostanza, un punto di riferimento religioso di natura interiore universale, che solo una grande religione poteva dare, sia essa naturale o rivelata, determinata da un fondatore o da un riformatore che ha redatto un libro sacro come fonte di un insegnamento dogmatico e come guida di norme etiche (giudaismo, cristianesimo, zoroastrismo e in seguito islamismo)

Secondo il punto di vista filosofico le religioni sono tutte valutate in base al loro contenuto intellettuale o morale. Secondo invece il punto di vista storico, in senso largo, le stesse si raggruppano in corrispondenza allo sviluppo storico- sociale dei gruppi umani. Ed è quello che sta accadendo in questo momento a Roma. E' l'inizio di una svolta in questo sviluppo e nonostante l'indirizzo ancora arcaico pagano sta preparando politicamente e spiritualmente il terreno ideale a una grande religione. Il piccolo paganesimo (etimologicamente religione da villaggio) sta creando con questa nuova politica spazio e coscienze alla grande Chiesa romana cattolica (che ha invece principi universali)

Diocleziano come Aureliano (vedi 274) che ne era stato il piu' fervente seguace, amava e adorava il dio Sole, anche se considerava Giove divinità suprema e a questo si identificava. Ma dava ancora grande spazio e sfarzo al dio Sole quando approntava la festa del "Natale del Sole Invitto" il 25 dicembre. Ma poi andò oltre, si personificò nel suo prediletto dio Giove, e divino si sentì lui stesso, o almeno lo fece credere, perchè lo abbiamo capito, era indubbiamente un progetto politico, che diciamo la verità non fu male, visto che non solo rimase per 28 anni ma come abbiamo gia' accennato ma preparò il terreno ai nuovi sviluppi.

Il progetto era partito da Decio quando aveva capito che in Persia la religione di Stato aveva contribuito in poco tempo a rendere il suo popolo oltre che forte, unito. Diocleziano non ignorava le profonde riflessioni di Decio; le due forze che andavano in direzioni parallele potevano convergere in una sola, nell'interesse reciproco. Nel convogliarle in un unico punto si riusciva a rendere visibile negli uomini il pensiero religioso morale e le forze che da questa morale doveva poi essere guidata.

Nelle politiche che abbiamo visto fino adesso tutte le fratture erano dovute a una insufficiente organizzazione spirituale, e le maggiori di queste fratture si erano create nel progresso materiale. Si erano vissuti, lo abbiamo visto bene da Antonino Pio in avanti, anni senza una sintesi di quanto stava accadendo nel mondo contemporaneo che avanzava. Nella società stavano avvenendo cambiamenti epocali che portavano lo stesso corpo sociale (paradossalmente con le grande integrazioni di altri popoli) a una lenta e progressiva disgregazione all'interno di un mondo dorato dove seguitava a vivere una élite che era convinta e si considerava un popolo eletto, superiore, che aborriva questa integrazione, la disprezzava, la considerava solo al suo servizio. 
(Questo accade ancora oggi, davanti alle inarrestabili immigrazioni sul continente europeo e in particolare in Italia)
Che prestassero questo servizio sommi artisti, filosofi, o addetti a quella che potevamo già considerare "economia globale" e "imprenditoriale" poco cambiava. Era una razza a parte. Disprezzata anche se era ormai questa che teneva ancora a galla quella élite, economicamente e logisticamente.

Bisognava trovare quindi una nuova ideologia, e dare con questa stabilita' e profondita'. I contenuti c'erano, bisognava trovare la funzione. Bene e male certi contenuti etici erano sempre esistiti in tutti i culti politeistici dell'antichità greco-romana (ma anche nelle religioni naturali) ed erano valori costanti e ben presenti; bisognava ora dargli dei valori funzionali. I problemi politici si trasformano in problemi etici, e visto che in morale e in politica i contenuti sono secondari, si mettono le energie degli individui forti  per farli diventare determinanti e primari.

Vedremo nel corso di questi 1700 anni, che in alternanza, tutto dipese da queste energie forti individuali, ora un imperatore o un re, ora un papa, oppure un semplice monaco, crearono cio' che era morale, cio' che era etico, cio' che era (secondo loro) giusto e ingiusto, e perfino cio' che era bello. Quello che era male e quello che era bene. Chi bisognava adorare e chi no.

Questa società nuova, organizzata e basata sul potere di questo o quell'imperatore, i suoi ordinamenti, le sue leggi, le sue istituzioni e i suoi insegnamenti e le regole di comportamento da loro imposte andranno a travolgere e a stravolgere anche un certo ordine naturale delle cose e della società umana, quell'ordine antico dove molte volte c'erano(e ci sono ancora) i segni di una manifestazione biologica universale.
Molte volte negativi e si dimostravano provvidenziali, altre volte positivi ma purtroppo non conciliavano questi segni con il potente di turno. Vedremo quindi crearsi dogmi e quindi correnti, chiese e dottrine diverse anche all'interno della stessa religione cristiana, quando si accenderanno le dispute sulla natura umana o divina del Cristo (arianesimo) oppure sull'infallibilita' papale (Luteranesimo).

Nell'ambito di queste dispute non ci si fermò con i giudizi del potente di turno solo ai contenuti teologici ma si andò oltre, si invase anche la sfera privata, quella della cultura, dell'arte, della musica.

Si criminalizzo' l'arte (le sculture erano idoli pagani), la cultura (tutta la filosofia antica e la letteratura al macero o relegata nei monasteri), la musica (la si abolì del tutto anche nelle feste contadine), lo sport (si aboliranno presto le quasi millenarie Olimpiadi), e perfino l'amore per la natura (fiori, piante, animali, tutto depauperato dalla vita quotidiana). Non ci dovevano essere antagonisti.

Sulla politica, sulla morale e sulla stessa religione, le dispute delle varie correnti non sono ancora oggi nel 2000 finite. Le ideologie, i dogmi, le opinioni, i movimenti, le correnti, subiscono conversioni, apostasie, negazioni tali, che in 2000 anni si sono scritti in proposito milioni di libri. E chi professa, o e' seguace o e' convinto che quella dogmatizzata dall'ultimo potente e' l'ultima verita', non sa se questa dura un mattino o mille anni. 
Basta l'arrivo di un nuovo potente e fa lui cambiare la morale, l'etica, la geografia di un paese, le leggi, le norme, le regole e perfino il calendario.
 E se potesse anche il corso del Sole. Alla fine non siamo che un "prodotto" di chi ha avuto in mano il potere. E purtroppo anche a "suo servizio" quando lui solo decide chi dobbiamo per "legge" (la coscrizione) andare in un altro Paese che nemmeno conosciamo a sganciare una bomba atomica e a ucciderne tutti gli abitanti.

Ma andiamo avanti con uno di questi potenti e le sue verita'.....

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