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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 283 d.C.

QUI riassunto PERIODO DA AURELIANO A CARINO  dal 270 al 285 d.C.


* AURELIO CARO in SIRIA

Arrivato a destinazione, in Siria, il nuovo imperatore - AURELIO CARO - si spinse fino all'Eufrate; conquisto' Seleucia e altre citta' dove a dire il vero venne accolto quasi senza colpo ferire fino in Mesopotamia. Passo' poi anche il Tigri, conquistò quindi Ctesifonte e si accinse ad andare oltre. Il motivo di questi successi senza nulla togliere alla bravura di Caro che fino allora era stato sempre un valido generale, fu dovuto anche al fatto che non c'era più SAPORE, (Shapur), era infatti venuto a mancare  il grande e intelligente condottiero, il geniale re persiano.

Caro poteva con queste condizioni favorevoli quasi stravincere, ma un banale fulmine lo colpì durante un violento temporale; finisce così anche lui nella tomba dopo soli dieci mesi di regno e in una così curiosa e fatalistica circostanza.
Ma altri altri dicono, ucciso dagli stessi soldati, che non desideravano avventurarsi in un paese lontano e sconosciuto.

A sostituirlo nelle operazioni militari ci sono i suoi due figli che pero' non hanno molta voglia di ripetere gli eroismi del padre, sono di tutt'altra natura, sono soldati senza alcuna vocazione, ma sempre stati costretti a farlo il soldato dall'illustre genitore, quindi i due accordandosi pensarono bene di dividersi l'impero. NUMERIANO si prese l'Oriente mentre il fratello CARINO l'Occidente. Cessarono dunque le ostilità, fecero quindi patti con i persiani, e mentre il primo rimaneva sul posto, l'altro non vedeva l'ora di andare a divertirsi nella grande Roma come imperatore e soprattutto a fare il gradasso.

E lo farà, dando scandalo per la sua crudeltà nelle feste dei gladiatori; che a Roma se prima piacevano, adesso con certi chiari di luna che illuminavano il Paese non aveva proprio voglia di divertirsi col sangue, di questo ne scorreva già fin troppo nell'esercito. Lui invece no, è lui forse l'unico a divertirsi smodatamente, a fare il gradasso e a organizzare delle belle orgette con la "carne" di giovani fanciulle, di cui è molto debole e ghiotto e con gusti abbastanza triviali. E' un grande donnaiolo, e quando vede una bella donna, con la sua indisponente arroganza lui se la prende, anche se è la moglie di un suo funzionario o di un suo ufficiale o soldato. E' in poche parole un amorale e a Roma lasciò nel suo breve soggiorno solo un ricordo, la sua bassezza e la sua meschinita'.

E la fortuna anche per lui non è molto prodiga.

A ROMA sale sul soglio  CAIO un dalmata. Rimarra' Papa fino al 296 dove gli subentrera' poi MARCELLINO.

La leggenda vuole che Caio fosse nato nell' antica città dalmata di Salona (nda: attuale Solin a circa 5 km, NE di Spalato), da nobile famiglia romana imparentata con l'imperatore Diocleziano.
Fu consacrato papa il 17 dicembre 283. Comunque, durante il suo pontificato le repressioni anticristiane furono di gran lunga attenuate. Vi furono concessioni per la costruzione di nuove chiese e l'ampliamento dei cimiteri.
Nel contempo sul "fronte interno" si moltiplicarono le eresie. L'ultima in ordine cronologico fu quella di "Mitra" ( nda: eresia di tipo manicheistico, di provenienza asiatica, per la quale Dio assumeva in se la contrapposizione celeste della luce e delle tenebre).
Morì il 22 aprile del 296. Contrastata è la sua santificazione ed il suo martirio, anche per il fatto che Diocleziano scatenò le persecuzioni solo nel 303.
Le sue spoglie furono deposte prima nel cimitero di San Callisto, nel 1631 in quella che fu la sua casa in Roma e trasformata in chiesa. Nel 1880, quando la chiesa fu demolita per costruirvi il "Ministero della Guerra" di via XX settembre, le reliquie furono traslate nella cappella della famiglia Barberini.

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