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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 281 d.C.

QUI riassunto PERIODO DA AURELIANO A CARINO  dal 270 al 285 d.C.


*** I MILITARI CONTADINI DI PROBO

 Siamo ancora sul Danubio, a Colonia; qui Probo non è molto impegnato, salvo qualche problema che ha all'interno delle sue stesse legioni, dove si aggira sempre qualche insofferente alla ferrea disciplina che Probo ha imposto. Nascono così delle animosita' che poi si trasformano in rancore e che portano a covare delle vendette.

Sono questi reparti militari che Probo non vedendo attivi fa lavorare duramente per prosciugare paludi, deviare fiumi, disboscare, costruire accampamenti. Le navi da Roma arrivano ora fino sul grande fiume Reno per portare materiali da costruzione, laterizi vari, alimenti. Un certo BONOSO che era proprio il comandante della flotta e che da vari anni è residente da queste parti e ha come moglie o come donna fissa una Gota e quindi tanti amici barbari d'oltre Reno, accordandosi con questi tenta il gran colpo anche lui, incendiando le sue stesse navi e lasciando senza flotta l'imperatore; ma gli va male il blitz perche' i romani malgrado questo tradimento riescono a difendersi,  poi scoperto il doppio gioco viene catturato e subito impiccato.
Probo avrebbe dovuto in questa circostanza riflettere molto, che fidarsi era bene non fidarsi era meglio e avrebbe anche dovuto capire che i suoi metodi nel formare una certa disciplina erano troppo drastici e violenti e che i lavori umili, proprio lui che aveva fatto moltissimo fra i suoi soldati per far nascere l'orgoglio di appartenere a un corpo che difendeva la sicurezza delle istituzioni come una missione, i suoi metodi poi pratici, quelli di impiegarli in lavori umili e poco guerreschi, per quanto utili, non ripagavano, ma creavano semmai rancori.
Lo capirà prestissimo il nostro Probo, a sue spese, e come vedremo in seguito proprio da queste parti, in Pannonia. Qui di ritorno dalla Tracia aveva insediato sempre con quella sua politica di asservimento dei nemici al servizio di Roma 100.000 Bastarni, un popolo che non si sa da dove spuntava fuori ma che comunque proveniva da oltre la Tracia.

Probo li fa tutti prigionieri ma ne lascia 20.000 sui confini interni del Danubio nella zona est, mentre ad altri 40.000 lascia loro in mano la Tracia in modo da trasformarli in una forza cuscinetto agli invasori Vandali; gli altri 40.000 li fa entrare in Italia attraverso Tarvisio e li mette a sradicare foreste e a  piantare viti nella piana Friulana e Trevigiana, e di certo non con molto entusiasmo degli stessi.

Ci lasceranno una zona dove poi il vigneto sarà una risorsa locale (zona del Prosecco - Tocai) ma quando verranno richiamati per nuovamente fare la guerra, non ci staranno piu', cavalieri nomadi lo erano gia' stati, erano stufi delle scorrerie, e nelle località dove erano stati mandati avevano scoperto la vita tranquilla. Probo stesso, sradicandoli e qui insediandoli, l'aveva del resto favorita questo tipo di esistenza.

Insomma i "barbari" non cercavano di meglio, iniziarono ad amare la terra che stavano coltivando; si diedero da fare per rendere la vita comoda; impararono dai locali come costruire case, e dentro queste iniziarono una vera vita di gruppo uniformandosi ad alcune regole della convivenza civile e cominciando a sposarsi con le donne del luogo. E visto che erano tutti giovani e forti il territorio ci guadagno' geneticamente. Insomma diventeranno quella gente forte e infaticabile che sono poi i friulani.

Gli altri 40.000, quelli della Tracia anche quelli stavano bene, si erano ambientati, accasati e non andranno piu' via;  trasformeranno anche loro il territorio in quella zona che diventerà poi la ROMAnia, ma di fatto, anche se la lingua latina influenzerà molto quella locale, è un popolo a parte, perchè in seguito prenderà coscienza di non dovere nulla ai romani e che poco aveva da spartire con la gente latina o con quella europea occidentale. (Questo pensano ancora i rumeni)

Soprattutto quella residente nella Transilvania, nella Moldavia, nella Valacchia, che venne fuori indenne dalla contrastata conquista del Paese da parte dei romani, anche perche' queste tre zone potevano gia' vantare un alto grado di sviluppo economico commerciale, culturale e artistico. Anzi nel Banato ai confini occidentali e nella stessa Transilvania la dominanza tedesca rimase. E non molto lontano quella ungherese. Un popolo che sta iniziando la sua storia, e darà sempre dei grossi fastidi sia a egemonie da ovest come da est.

L'opera di colonizzazione e di popolamento del territorio, forse senza precedenti nella storia dell'impero romano (in particolare ai tempi di Traiano) se impose un linguaggio (il rumeno moderno infatti deve molto al latino), se contribui' moltissimo nel modellare l'amministrazione interna, le leggi, la cultura, le opere pubbliche come le strade e i monumenti, non riuscì invece a modificare il sentimento nazionale, e in seguito neppure la religione, che, appena caduto l'impero romano, dai vicini slavi ereditò e mutuò quella ortodossa.

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