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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 280 d.C.

QUI riassunto PERIODO DA AURELIANO A CARINO  dal 270 al 285 d.C.


*** LA POLITICA SUICIDA DI PROBO

Quali fossero le intenzioni Probo non lo sapremo mai, sappiamo solo come andarono a finire certi eventi di quest'anno.

PROCOLO e' un valido soldato di PROBO, nei momenti di meno fervore combattivo, lo accompagna nelle visite nelle citta', forse il malumore di continue battaglie e i lavori che Probo pretende sia fatto dai militari quando di battaglie non ce ne sono, deve far maturare in PROCULO un progetto di rivolta. Con alcuni soldati ex nemici (questo lo si poteva prevedere) che Probo aveva assorbito nel suo esercito vuole tentare il colpo e si mette d'accordo con alcuni gruppi di FRANCHI. Anche questi come i germani si sono stanziati in un vicino territorio, ed anche loro hanno iniziato a costruire paesi e città.
Ma alcuni barbari con il "golpe" non vogliono complicazioni, loro hanno già fatto sul posto lavori nei campi, case, disboscato, costruito canali;  cosicchè Proculo e i gli altri congiurati li prendono li legano e li consegnano a Probo; quel terreno a loro piace e questa spiata di questa congiura diventa così uno scambio per avere in premio quello che desiderano; quel territorio.

Non molto dissimile una piccola rivolta di militari in Britannia capitanata da un governatore romano che aveva anche lui l'ambizione di diventare imperatore; e' VITTORINO.
Probo che è un decisionista, parte subito e sbarca in Britannia per combatterlo; e anche li' trova una alleanza fortunosa, quei 16.000 prigionieri deportati l'anno prima in Britannia come coloni, gli danno una mano provvidenziale, gli consegnano il romano traditore. Anche loro stanno bene dove sono e non vogliono complicazioni, semmai accondiscendenza per il favore che hanno fatto a Probo che per la seconda volta scampa il pericolo di essere fatto fuori non dai "barbari" ma da uomini del suo esercito.

Ritornando alle due soluzioni che sono state prese, queste -di cedere ai barbari dei territori- dovrebbero essere quelle giuste. Mettere loro a disposizione parte del territorio per insediamenti fissi; e come abbiamo visto potrebbero anche collaborare per vivere in concordia.

Agire diversamente significherebbe perdere per sempre la "guerra". Il "progetto" che tutti gli imperatori inseguivano, era quello di dominare il territorio, per romanizzarlo, latinizzarlo, governarlo. Ma se seguitavano a farseli nemici, il prezzo per combatterli era molto alto; anzi non avevano più a disposizione uomini, ma solo truppe composte di barbari, che all'inizio erano chiamate truppe ausiliarie ma poi diventarono di fatto l'esercito romano, compresi gli stessi generali.

Dunque com'era possibile fare conquiste con dentro ormai nell'esercito romano pochi romani ma tanti barbari. E fra poco vedremo i barbari diventati generali comandare le legioni.

Quindi anche PROBO sbaglia nel mettere nelle sue file ex nemici, che puo' essere comodo al momento contro tribù ancora sconosciute, ma è pur sempre una scelta gravida di pericoli per l'avvenire. E lo vedremo subito.

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