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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 279 d.C.

QUI riassunto PERIODO DA AURELIANO A CARINO  dal 270 al 285 d.C.


*** GERMANIA E GALLIA

Probo è un coraggioso lo abbiamo visto agire, ed è anche un capace stratega. Con pazienza, ha organizzato per i Vandali, per i Goti, e gli Allemanni delle diaboliche trappole, ma come abbiamo gia' visto fare  lo scorso anno è diventato spietato, un giustiziere.

Dopo aver accerchiato villaggi e città, scatena la tempesta, e i locali non possono far altro che arrendersi.

Nei resoconti non abbiamo battaglie cruente, alcune non vengono neppure ricordate, salvo qualche scontro con ingenui gruppi convinti di combattere le solite dispute locali. Ma abbiamo solo i risultati, dove si contano le uccisioni e le deportazioni.

I capi di queste, diremmo province, chiamati capi tribu', o re, forse non erano altro che quelli che chiameremmo oggi i sindaci, i capi carismatici o i saggi di un territorio, che guidavano le attivita' economiche e sociali. Capi di un territorio che oltre che contare sessanta citta', avevano nella immediata periferia altri paesi e contrade.

Da Probo furono umiliate. Ben 9 Re dovettero mettersi in ginocchio davanti a lui, mentre sfilavano lunghe file di prigionieri.
In una di queste capitolazioni, sono quasi 40.000 ed e' lui, Probo, che li passa in rassegna per sceglierli uno per uno, da destinare o nelle sue truppe a piccoli gruppi o deportarli per andare a fare i coloni in Britannia (e teniamo bene in mente questi, perché li ritroveremo in seguito e avranno una grande importanza). Alla fine ne sceglie 16.000. Gli altri, quelli non prestanti, non giovani, non sappiamo se li fece uccidere. Ma le cronache narrano di decine di migliaia di "barbari" uccisi, quindi possiamo immaginare che fra questi c'erano appunto gli scartati, quelli che rappresentavano come prigionieri solo una bocca da sfamare in più senza dare nulla in cambio, quindi un peso da eliminare.

Abbiamo detto che furono assediate una a una oltre 60 citta', dove, facciamo attenzione, in molte di queste citta' avevano gia' cominciato a fare degli insediamenti fissi i Vandali e cosa piu' grave (cosa che sfuggi' forse a Probo) i locali li avevano in parte accettati e quindi molti di essi si erano, lo abbiamo gia' detto, subito integrati con i nativi.

In seguito, e quindi non sara' servito a nulla questa spedizione se non ad attizzare il rancore e la vendetta, ne arriveranno altri, e ancora una volta li ritroveremo unificati, e forse chissa' nelle file dell'esercito romano che ora e' composto da alcuni di loro, ci sarà pure stata qualche defezione, qualche appoggio, qualche doppiogiochista (prestissimo lo vedremo) e dove, ma e' umano pensarlo, l'affettività atavica non potrà resistere al richiamo del sangue del proprio popolo quando questo sara' minacciato nella sua integrita', nel suo orgoglio, nella sua etnica, e quindi si schiererà compatto in un obiettivo comune. Conservare, riprendersi, difendere la propria terra, che non era certamente dei romani.

Non erano certamente quelle di Probo le soluzioni che avrebbero potuto ipotecare un futuro roseo. Oltre che generali, lo sappiamo tutti e lo abbiamo visto fino a ora in questi 279 anni, bisogna essere dei bravi politici, e soprattutto creare e mettere in condizione altri collaboratori e successori che sappiano fare della buona politica, non basta che ce ne sia solo uno, perche' uno Stato non è mai fatto ne' tenuto sotto controllo da un uomo solo, altrimenti e' dittatura, ma sappiamo anche come finiscono i dittatori, e con loro spesso muore non solo il loro corpo ma anche l'anima del Paese che ha dovuto chinare il capo e subire la dittatura per un certo periodo.

Ci sono poi capi che sanno condurre una buona politica interna ma sono incapaci e rivelano una politica suicida in quella estera, mentre altri sono inetti a mantenere buoni rapporti con l'interno e dominano alla grande sugli altri Paesi, come abbiamo visto fare da Tiberio o da Adriano che disprezzava Roma, i nobili, i senatori e perfino la plebe, mentre nell'intero mediterraneo era osannato dai locali, veniva divinizzato in Grecia, Egitto, in Asia Minore.

Probo non era fra questi ultimi, soprattutto proprio nei territori del Danubio.............

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