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CRONOLOGIA

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ANNO 273 d.C.

QUI riassunto PERIODO DA AURELIANO A CARINO  dal 270 al 285 d.C.


*** AURELIANO IN GALLIA CONTRO TETRICO
*** LA REGINA ZENOBIA
*** AURELIANO e IL DIO SOLE DI PALMIRA
***IL  "solis dominus imperii romani"
IL GIORNO DEL SOLE (Sontag - Sunday )

Non conosce soste questo AURELIANO, sembra di essere ritornati al dinamismo degli imperatori dei vecchi tempi. Tornato dalla Siria, saltando perfino la celebrazione dei fasti,  ha deciso, mettendosi  con l'esercito subito nuovamente in viaggio, di far rispettare anche in Gallia e in Britannia e in Spagna la forza di Roma "capitale dell'impero", e innanzitutto la "sua" forza.

Ai Campi Catalaunici sulla Marne, attacca l'esercito del suo rivale e contendente al potere TETRICO. Costui riconosce la supremazia di Aureliano, e forse piu' furbo di tanti altri, che prima o dopo ricevevano una pugnalata sulla schiena dagli stessi loro subalterni, preferì consegnarsi inerme davanti all'imperatore, che accettò di salvargli la vita ma non l'onore; voleva umiliarlo.

Infatti ristabilito l'ordine in Gallia e in Britannia, che seguiva quello appena fatto in Oriente e che ridava a Roma nuovamente la supremazia sull' Oriente e sull'Occidente, volle umiliare Tetrico in un modo non molto garbato.

Al rientro a Roma, nella grande sfilata trionfale si fece precedere dalla Regina ZENOBIA in catene e, allacciata a lei anche colui aveva tentato di usurpargli il trono, TETRICO.

Dovevano simboleggiare i due pericoli che Roma aveva corso con loro, Oriente e Occidente, e che ora erano soltanto due ridicoli pupazzi della sfilata che camminavano ciondolanti dal peso delle catene.

La gente che assistette era lieta dell'esito militare, ma in quanto alla scena  ne fu persino scandalizzata.

Ma Aureliano era forse rozzo, ma non vendicativo. Finirà che a ZENOBIA gli darà in sposo un bel senatore e la sistemò nella Villa di Tivoli, dove visse per il resto dei suoi giorni come una semplice matrona romana. Dentro quella residenza dorata la mitica regina Zenobia, dai libri di storia scompariva così, come la sua Palmira. E anche con l'altro suo nemico, TETRICO, l'imperatore fu magnanimo, lo nominò suo funzionario.

AURELIANO era anche questo, lo abbiamo detto all'inizio, mancava di tatto, ma era un buon imperatore e un brav'uomo.

Non però con i Cristiani perchè fece contro di loro la 9a persecuzione della loro storia. Innamoratosi della religione del dio Sole che secondo lui era quello che gli portava fortuna (disse che lo aveva incontrato nella battaglia di Palmira, dove appunto qui adoravano il dio Sole Mitra o in babilonese dio Bel) costruì un grande tempio a Roma, e fondò persino un collegio senatoriale come "pontificis dei solis".

Il "solis dominus imperii romani" divento' la religione pagana di Stato, somma divina protettrice dell'impero; con un editto Aureliano ordinò la celebrazione festiva nel primo giorno della settimana, chiamandolo "Giorno del Sole". Un nome che se scomparve da Roma pochi anni dopo con un decreto di Costantino nel 331 che fece di questo giorno il Dominicus - Giorno del Signore, non scomparve mai invece in tutto il nord Europa che non era legato al cristianesimo cattolico ma all'arianesimo. E lo mantenne inalterato anche fino a -ma anche dopo- Lutero, cioè fino ai nostri giorni, infatti la domenica sia in germanico che in anglosassone, come tutti sanno, si chiama ancora oggi "Giorno del Sole" cioe' Sontag e Sunday.

(interessante leggere ora anche il prossimo anno, dove parleremo ancora dei riti introdotti da Aureliano nei riguardi del Sole)

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