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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 270 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)



*** ARRIVANO I VANDALI  

Se in Grecia le nuove tecniche di invasioni dei barbari avvengono ora anche con le navi, quelle della Germania non hanno dimenticato la tecnica più sbrigativa, quella di attraversare i monti.

Dal Passo Resia questa volta altrettanti Goti Alamanni, scendono a Merano, Bolzano, invadono Trento, proseguono fino a Verona e dilagano verso il Ticino, a Sirmio.  L'imperatore CLAUDIO II,  precipitatosi all'inizio di Aprile tenta di arginarli, ma è vittima proprio in questa localita' della peste; un morbo che sta nuovamente dilagando anche in Italia dopo essere arrivata dall'oriente.

Il suo posto lo prende il fratello AURELIO QUINTILLO, ma il fato vuole che di Sirmio è proprio nativo (ma oriundo illirico) un ottimo generale che per tutti i centurioni è simpatico, forte, leale, maestoso, imponente, e che molti gia' conoscono per aver combattuto con lui quando a capo della cavalleria era a fianco di Claudio nella guerra gotica in Grecia; in quell'occasione dimostrò la sua intelligenza e il suo coraggio.

E' AURELIANO che si trova in Pannonia e che parte per prendere subito in mano la critica situazione nella Pianura Padana invasa da una moltitudine di germani e dove non esclude di doversi scontrare con il suo contendente visto che ormai per molti solo lui è il vero imperatore capace di affrontarli.

Di fronte al nuovo acclamato imperatore, a Quintillo non gli rimase altra scelta  che suicidarsi, visto che appena viene fatto il nome di Aureliano - appena arrivato a Sirmio per dargli man forte - non solo tutti i suoi ex soldati lo vogliono e lo acclamano imperatore e lo portano in trionfo ma è l'intera citta' di Sirmio che gli fa festa e lo acclama. Gioca del resto in casa! Insomma un tripudio.

Ci voleva proprio uno come lui, perche' e' l'anno dove l'Italia e tutto l'impero e' invaso dai "cavalieri del nord" e se proprio Aureliano non li sconfigge del tutto, fa in modo che qualche nostro progenitore padano non ci rimetta la pelle subito.

Iniziamo con la discesa dei Goti Alamanni che si erano spinti già sul Ticino e che nel frattempo sono arrivati fino al Po. AURELIANO alla testa delle sue entusiastiche truppe li affronta in aperta campagna, li respinge e li insegue fino al Brennero.

Dalla Valle dell'Adige ritorna indietro, ma qui a Verona incontra un nuovo popolo, finora mai visto, sconosciuto.

Dal confine della Pannonia, sono scesi dei cavalieri strani e passando da Aquileia, hanno gia' razziato, Treviso, Padova, Vicenza e da Verona stanno dilagando verso Mantova e Piacenza.

AURELIANO li affronta li vince in una battaglia, ma non riesce ad averne ragione in un'altra, che perde; e i "cavalieri" senza ormai alcun ostacolo davanti dilagano per le campagne, si disperdono, ma poi un drappello si riunisce e non si sa con quale orientamento e da quale strada si affacciano su Roma sgomenta che si chiese cosa sta facendo  il nuovo imperatore nel nord, un uomo che il senato neppure conosce; e si chiedono anche i romani se e' forse giunto il giorno di quel Giudizio Universale che i cristiani subito vanno a identificare con i nuovi venuti come il castigo divino rivolto al paganesimo di un popolo che ha sempre rifiutato di ascoltare la profezie dell'imminente punizione divina per i suoi misfatti e gli oltraggi fatti all'unico misericordioso ma anche implacabile Dio.

Questi nuovi arrivati sono i VANDALI, che provenienti dalla regione del Mar d'Azov, e dalla zona Odler Vistola hanno raggiunto la Boemia, la Moravia e sono arrivati in Italia, passando dalla zona carsica. Non hanno una buona conoscenza del territorio italiano, tanto che dopo la battaglia di Piacenza si sono divisi in vari e confusi gruppi, alcuni fanno ritorno in Boemia, mentre altri scendendo verso Bologna hanno scoperto il passaggio verso Roma che forse credevano vicina, non certo immaginavano che avevano davanti altri 350 chilometri. Comunque proseguirono, arrivarono a Roma, fecero alcune razzie e da quel momento nessuno ne sa piu' nulla, forse dispersi sugli Appennini, forse morti di peste che in questo periodo stava dilagando in Italia, o forse si stanziarono gli ultimi sopravvissuti in qualche paese dell'entroterra appenninico.

Ma erano i primi; di certo qualcuno scampò, tornò  in patria, raccontò cosa aveva visto; molto probabilmente lo ascoltarono con grande attenzione ed iniziò a fare qualche pensierino di troppo. Ma lo sapremo presto......

Nel frattempo in Oriente a Palmira, dopo il periodo filoromano di re ODENATO, morto lui. subentrata la dinamica moglie, la Regina ZENOBIA che ha completamente ribaltato la politica del marito, si è fatta aggressiva, ha invaso la Siria, e quest'anno porta via ai Romani anche l'Egitto arrivando fino ad occupare Alessandria. Ed è sempre più ambiziosa, degna erede di una sua famosa antenata la regina Cleopatra.
Zenobia inizia a diventare il primo grosso problema militare di Aureliano.

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