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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 264 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)


*** IL DUCE IN ORIENTE

L'imperatore GALLIENO conferisce questo titolo associandolo nello stesso tempo al suo trono, a re ODENATO, a Palmira, un generale che ha guidato vittoriose le sue truppe in alcune conquiste in Siria.

E' la prima volta che viene formulato un titolo simile che qualifica i generali che si erano particolarmente meritati con la loro opera la riconoscenza della patria. (Come tutti sanno il Fascismo in seguito riprese questo termine per definire Mussolini suo capo e quindi benefattore del Paese "salvato dal bolscevismo")

Gallieno del resto, con la sua esperienza,  aveva in pochi mesi dato un nuovo volto al suo esercito; l'aveva responsabilizzato, reso dinamico, motivando in ognuno un preciso compito.

Attuò anche nuove strategie nei vari reparti del suo esercito, organizzando i reggimenti a cavallo secondo un nuovo modello e soprattutto impiegandoli in un modo diverso; cioè portandoli in primo piano al posto della fanteria, ribaltando le vecchie concezioni.

Tradusse in pratica insomma una riorganizzazione di vasta portata, non escludendo le fortificazioni sui limes di confine, dove anche qui cambiò radicalmente metodi di costruzione delle stesse e migliorò la scelta e l'impiego degli uomini che dovevano garantirne lo scopo; dovevano essere fidati, capaci, svelti e intelligenti. E per far questo scelse quelli che venivano considerati in quel momento i migliori, cioè i Dalmati e i Mauri.

Nella pianura Padana fortificò con un'altra visione strategica anche gli sbarramenti; i soldati che li presidiavano erano messi in condizione di essere pronti ad intervenire in un raggio d'azione relativamente ristretto, qualora i "barbari" avessero valicato i confini della Drava, del Brennero o del Lago di Como.  Barbari che stavano insidiando da queste "tre porte"  rispettivamente, Aquileia, Verona e Milano i tre punti nevralgici dell'impero, che sostanzialmente erano appunto le tre critiche porte d'ingresso per l'Italia.

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