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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 262 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)

* IN EGITTO UN ALTRO IMPERATORE

  MUSSIO EMILIANO un altro generale che si trova in Egitto si proclama anche lui imperatore, usurpando il titolo a GALLIENO,  l'attuale imperatore di Roma, quello che ne ha visti di imperatori eliminare già cinque  in un solo anno.  Per non correre il rischio di essere anche lui fatto fuori in uno scontro con l'usurpatore, prima ancora che si muova invia in Egitto un suo generale, TEODOTO che affronta Mussio, vince lo scontro, lo cattura, lo uccide.

A PALMIRA re ODEONATO vassallo dei romani che difende le regioni orientali minacciate dai persiani respinge alcuni attacchi di SAPORE contro la Siria. Poi prende l'iniziativa di condurre una controffensiva che lo porterà negli anni seguenti con ottimi mirati attacchi a giungere sulle rive dell'Eufrate, a Ctesifone, Nisibi e a Carre.

A Roma intanto Gallieno cambia orientamento nei riguardi delle persecuzioni ai cristiani. Non solo, ma in un suo decreto specifica che concede libertà di movimento e tolleranza religiosa ai seguaci della fede cristiana; inoltre restituiva a questa comunità  i luoghi di culto e i cimiteri che suo padre invece aveva punito con la morte chi avesse osato frequentarli.

Non sappiamo quale motivazioni spinsero Gallieno ad adottare questa nuova politica; complessa e molto intricata é la spiegazione che ne danno gli storici contemporanei e anche coloro che hanno avuto modo poi di studiare questa sua politica.

Alcuni dicono che fu molto impressionato per le aberrazioni che si erano venute a creare nel fare rispettare il decreto di suo padre. Altri dicono che fu traumatizzato quando seppe delle condanne a morte comminate per futili motivi e che molte volte erano solo pretestuose, legate alla confisca dei beni di alcuni martiri che finivano sul patibolo; dove perfino l'opinione pubblica pagana disapprovava. Vuol dire che alcuni funzionari del governo erano andati ben oltre le disposizione impartite. Ad Alessandria ad esempio, i persecutori erano andati così oltre l'umana comprensione, che gli stessi pagani davano rifugio in certi casi ai cristiani (lo scrive Lattanzio).

Un'altra tesi è quella che Gallieno voleva porre rimedio a una delicata situazione di carattere politico, istituzionale, dove molte volte i predicatori sconfinavano e andavano contro le leggi dello Stato. Voleva Gallieno non con il terrore, far comprendere con un metodo più civile alcune questioni di ordine pubblico, far capire che uno Stato aveva bisogno di alcune regole per la convivenza civile e la sicurezza del proprio Paese. Insomma voleva far capire con le buone che non si poteva predicare a destra e a manca la diserzione quando un paese era minacciato da eventi che stavano mettendo a repentaglio la  sopravvivenza dello stesso; e che in questi anni particolari, con i "barbari" alle porte - e una crisi che appariva a tutti evidente-  tale comprensione richiedeva molta buona volontà.

I risultati di questa sua politica, o meglio delle sue non ostilità nei confronti degli aderenti alla fede cristiana, l'invito alla tolleranza, diede indubbiamente i suoi frutti anche quando venne a mancare lo stesso Gallieno, visto che per un quarantennio i cristiani godettero di una certa tranquillità almeno nella città di Roma che era poi quella dove c'era la più alta concentrazione di questa fede che andava sempre di più contando per tanti motivi proseliti (li abbiamo spiegati nel dopo Antonino Pio - ed era la ricerca di quella necessaria spiritualità per far fronte - non essendoci più nessuna certezza- a certi cataclismi dovuti sia alla natura che agli uomini).

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