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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 260 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)


*** UN IMPERATORE  IN VENDITA

  L'imperatore VALERIANO di fronte ai fatti e alle accuse che i romani gli rivolgono per aver permesso di far conquistare a Sapore l'Armenia, non può far altro che precipitarsi  nuovamente in Asia Minore con un esercito per cercare di riconquistare la fiducia.

Mette il suo quartiere generale in Antiochia, si prepara con 20.000 uomini e decide di sferrare l'attacco a Edessa. SAPORE viene informato delle sue intenzioni in anticipo - ma già da tempo stava progettando questa operazione e già aveva previsto le mosse che avrebbe fatto Valeriano-   ed organizza una colossale trappola; in una notte fa svuotare l'intera Edessa, poi  invia un piccolo contingente di truppe nei pressi della città dando l'impressione di volerla difendere. VALERIANO vede le modeste forze in campo, sottovaluta la situazione, le attacca, ma queste improvvisamente si dileguano in un attimo dando l'impressione di aver abbandonato il campo per mettersi in salvo. Valeriano cade nel tranello e crede di aver conquistata la città; vi entra trionfante con i suoi 20.000 uomini. Fanno appena in tempo a rendersi conto che la città è vuota ed ecco scattare la trappola.

SAPORE, fino allora appartato  non molto lontano in attesa dell'esito del tranello,  con 50.000 uomini circonda la città.  Non c'e' scampo per nessuno. I romani vengono fatti tutti prigionieri, compreso l'imperatore che viene portato via in un luogo segreto. Re Sapore poi invia un suo corriere in Antiochia e quindi a Roma  chiedendo un riscatto sia per l'imperatore che per l'intero esercito romano.

A ROMA saputa la notizia la città fu scossa come un terremoto. Un imperatore romano prigioniero con l'intero suo esercito; non solo non era mai accaduto in tutta la storia romana, ma neppure uno scrittore pazzo avrebbe mai potuto pensare a una così fantapolitica disonorevole conclusione di una spedizione di un esercito romano guidato da un imperatore in persona.

Suo figlio, Gallieno, forse voleva fare subito l'imperatore al posto del padre e non si preoccupò molto della sorte del genitore e non si mosse;  tanto meno se ne preoccupò Roma, dove pochi erano disposti ad appoggiare il pagamento di quella cifra esorbitante che SAPORE I chiedeva. In sostanza si ignorò la richiesta, tanto di imperatori non mancavano, da un po' di tempo si fabbricavano in serie, anzi proprio in quest'anno non si conteranno nemmeno più: tanti sono. 
Vedremo di fare un po' di ordine procedendo nel racconto dei fatti.

Ma ritorniamo a SAPORE I, che non vedendo arrivare i soldi, riserva una brutta fine a Valeriano, di cui non conosciamo la vera conclusione, sappiamo solo che per un po' di tempo lo aveva messo in piazza alla berlina per il divertimento del popolo che gli sfilava davanti, mentre lui, lacero, mal ridotto, messo dentro una gabbia era oggetto di dileggio.

Un imperatore in catene e in gabbia risollevava il morale. I vecchi andavano ai ricordi lontani quando Roma dominava con il ferro e col fuoco, mentre per i giovani rappresentava quello spettacolo un futuro piu' tranquillo, senza gli ostacoli che i loro padri avevano dovuto superare nel periodo colonialista e imperialistico dei romani, con le angherie ricevute dai loro esattori. (Una fase questa che accade in ogni latitudine, in ogni popolo e a turno; chi vince e chi si prende dopo la rivincita. (vedi in Italia il 28 aprile del '45- Piazzale Loreto!). E dato che la storia la fanno solo i vincitori, dei vinti pochi fatti si conoscono. Infatti di Valeriano non ne sentiremo più parlare. Solo qualcosa della sua punizione esemplare: messo alla berlina.

Questa fu la punizione riservata da Sapore a Valeriano, mentre i suoi 20.000 soldati li deportò nel distretto di Gundeshapur. Con vero spirito zoroastriano ("i colpevoli non si puniscono nè a vergate, nè con la prigione, nè si uccidono, ma li si fa lavorare per la comunità") Sapore li usò come schiavi per costruire la grande diga che ancor oggi e lì,  ricordata ancora come la diga dei soldati dell'imperatore ingabbiato (la diga di Band-i-Kaisar)

Un ricordo umiliante per i posteri che significò una vittoria senza uguali dell'oriente sull'occidente mai prima di allora accaduta.

In Gallia, Britannia, Spagna, Germania, il generale POSTUMO CASSIANO si proclama imperatore, elimina il figlio del neo imperatore Gallieno, SOLONINO che si trovava con lui, e fonda il suo "IMPERO DELLE GALLIE" , creando una propria amministrazione e un proprio senato.

In Oriente invece, rimasto in Siria solo MACRIANO (il generale di Valeriano che aveva evitato la cattura) si nomina lui stesso imperatore e nomina perfino successori i suoi due figli Fulvio Iunio Macriano, e Fulvio Iunio Quieto. Li mette a comandare quelle province asiatiche e in Egitto, che sono ancora rimaste in mano ai romani . 

Ma l'anno non è ancora  finito, e in Ottobre in Tessaglia abbiamo un altro imperatore CALPURNIO  PISONE.
Mentre in Acacia imperatore è invece il generale VALENTE.

E' il periodo che viene definito dei Trenta Tiranni. Un periodo dove ormai sono abbastanza evidenziate quelle tendenze disgregatrici dell'impero romano in crisi, che più nessuno può  risollevare o modificare. Saranno - quelli che seguiranno- solo fugaci interventi che  ritarderanno solo la definitiva "morte clinica" dell'Impero; ma il coma è  già profondo e la sua vita vegetativa è ormai iniziata; la coscienza di Roma continuava a spegnersi sempre di più con l'anarchia e i fatti drammatici.

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