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CRONOLOGIA

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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
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E PAESI

ANNO 259 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)


*** BARBARI A MILANO 
*** GLI ALAMANNI - I FUTURI SVIZZERI

 Ormai come abbiamo detto sopra, le "visite", "le passeggiate"  le perlustrazioni di gruppi in missione su tutta l'intera Europa non si contano più. Gli Alamanni (anch'essi originariamente stanziati nel medio corso dell'Elba) che erano scesi con un piccolo gruppo insieme ai Marcomanni nel 254, questa volta si sono organizzati da soli, non sono molti, circa 10.000, e forse non sono nemmeno coscienti che una grande città come Milano - questa era l'obbiettivo - ha le capacità di sostenere e difendersi da un attacco; loro tentano, ma una pronta risposta di GALLIENO che è accorso subito con una legione li disperde nelle campagne verso il nord, e lì forse costeggiando il lago di Como, scoprono un altro passaggio, questa volta per uscire, ma ideale porta per un'altra visita per entrare, senza dover fare il Brennero o il Passo Resia, unica strada fino allora conosciuta.

Non solo, ma scoprono anche quella che diventerà poi la Svizzera, e questa sara' certamente un altro appetitoso boccone appena saranno rientrati e si saranno riorganizzati (la Svizzera nascerà proprio da uno stanziamento di Alamanni (assieme al Palatinato e l'Alsazia)

Vogliamo ricordare che combattevano da valorosi, ma non avevano strategie, non avevano equipaggiamenti necessari, non portavano nelle battaglie elmi, non conoscevano l'arte dell'assedio, e anche se vincevano una battaglia, l'arte del ripiegamento non era conosciuta, e se proprio si salvavano rimanevano senza scorte di viveri non avendoli messi strategicamente lungo il percorso in caso di ritirata ma anche di vittoria.

E questo fu anche una grande fortuna per i romani, altrimenti con quelle truppe che si ritrovavano in campo, pessime, e ormai anche queste senza disciplina, sarebbero stati sconfitti molto prima, e certe sortite per quanto banali e male guidate avrebbero accelerato in anticipo il crollo.

IN PERSIA intanto SAPORE I, lasciato VALERIANO a godersi la vittoria fasulla su Antiochia nel 256 (poi soddisfatto se ne era tornato a Roma) compie questa volta -com'era nei suoi progetti-  una operazione in grande stile; si impossessa dell'Armenia, fa prigionieri tutti i romani e si annette il territorio al suo regno; al regno Persiano. A Roma non possono credere a tanto e Valeriano non può nascondere la sua vergogna per aver lasciato sguarnita l'intera Armenia; a lui viene addossata la colpa di questa -per Roma- importante perdita. Anche se l'Armenia è sempre stata fin dai tempi di Augusto una spina nel fianco dei romani. 

Valeriano è costretto subito a dare inizio a una difficile campagna militare contro il Re dei Re.
Preparato un esercito -piuttosto improvvisato, ma di altro non poteva disporre- parte per l'Armenia per iniziare le operazioni militari contro Sapore.

*** A Roma dopo l'uccisione di Papa Sisto II durante la (ottava) persecuzione dei cristiani ordinata da Valeriano e dal suo prefetto Macronio, viene eletto vescovo (Papa) di Roma. DIONIGI I nativo di Turi.
Le origini di questo papa non sono affatto certe, il libro pontificalis lo accredita nel periodo in epigrafe, mentre altre fonti lo insediano dal 261 al 272. Semplice prete di origini sconosciute per la prima tesi, di nobile famiglia proveniente dalla "Magna Grecia", per la seconda. Sicuramente però vi fu una "vacatio" sulla cattedra di Pietro. Con la morte di Valeriano (260), nella guerra contro la Persia di re Sàpore, il figlio Gallieno, suo successore si dimostrò di idee diverse, nei confronti della cristianità. Tutti gli editti contro i cristiani furono aboliti, probabilmente per il contributo militare nei confronti della Persia.
Se da un lato, Dionisio, riuscì a rimediare nei rapporti con lo Stato. Così non si può dire sul fronte interno e le continue lotte contro le eresie antievangeliche, per le quali rimase un convinto oppositore. La più importante eresia con la quale si dovette confrontare fu quella del vescovo di Antiochia : Paolo di Samosata, per la quale fu messa in discussione la SACRA TRINITA'. L' "apostata" sosteneva infatti l'idea di un " Cristo divenuto DIO progressivamente e per adozione". Contro Paolo Samosata si mosse, due anni dopo, l'impero di Roma con l'imperatore Aureliano che sconfisse la regina Zenobia ed il clero di Antiochia (nda: non è dato sapere i motivi che indussero ad appoggiare i cristiani di Roma... ma possono ben essere intuiti!).
Dionisio morì il 26 dicembre 268, dopo tre concili tesi ad esautorare il vescovo antagonista. Fu sepolto nella cripta del cimitero di San Callisto. San Dionisio viene festeggiato in concomitanza con Santo Stefano il 26 dicembre.

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