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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 256 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)


*** EUROPA DEL NORD E DEL SUD
*** PRIME INVASIONE DI UNNI E GOTI IN GRECIA

 Tutti i popoli nativi del nord Europa sono inquieti e smaniosi per le notizie che arrivano da Roma, sprofondata nel caos. Tutti vogliono approfittare di questa palese debolezza, sono quindi tutti in fibrillazione, compresi gli uomini che fanno parte delle legioni romane stanziate nei confini.

Sul Reno c'e' GALLIENO il figlio dell'imperatore VALERIANO, ma i Germani come per incanto hanno scoperto le navi; Franchi, Ampsivari, Attuari, Brutteri, Camavi, Catti, Sugambri, Sicambri, Tencteri, Usipeti, (ci sono quasi tutti e tutti riuniti) compiono una spedizione navale in Spagna dove scoprono quelle belle città, altre grandi belle pianure, conoscono un altro pezzo d'Europa; adesso non basta piu' il Danubio. E se non bastano a loro fra poco dovranno ancora piu' stringersi, o cercare altri nuovi insediamenti perchè sono in arrivo gli Unni, i Vandali, gli Avari.

Se consideravamo i Germani "barbari" e pericolosi, che erano i piu' antichi popoli che si erano stanziati ai confini dell'impero, dobbiamo subito fra poco considerarli quasi amici, visto che andiamo incontro a ben altre conoscenze, dove sembra che l'ostacolo non esiste per loro. Avanzano, travolgono e continuano ad avanzare.

IN ITALIA riceviamo un'altra "visita", questa volta dagli Alamanni, vuol dire che si stanno passando la parola, che i bottini si fanno solo al sud, e che il loro "sole nascente" (avranno imparato da Marco Aurelio - sua è la frase, quando voleva conquistare il nord) si fa innanzitutto seminando terrore a Sud che in questo caso per loro è principalmente la pianura Padana. Sappiamo infatti che fino ad Alboino, nel 568, nessun popolo del nord conosceva esattamente il nostro stivale inserito dentro il Mediterraneo. Conoscevano solo il nord Italia, solo questo era oggetto dei loro desideri. Per il resto sapevano solo che per Roma bisognava attraversare il mare, e molto probabilmente questa era il frutto di quella comune conoscenza, quando i romani per arrivare in Dalmazia, Macedonia, Grecia, Tracia o Dacia e quindi verso l'Oriente si imbarcavano ad Ancona o a Brindisi.

I Germani conoscevano fondamentalmente tutto il corso del Danubio, quindi le notizie scorrevano come il corso del fiume, dalla sorgente alla foce e naturalmente all'inverso; questo ormai da circa due/tre secoli.

Ma come abbiamo visto stanno scoprendo anche loro le navi; questo potente mezzo che se permette di piombare senza molta fatica con una spedizione sul nemico, non permette invece quell'agilità di azione che invece hanno gli eserciti dei cavalieri nomadi. E per i Goti, Vandali e Alani non avere a disposizione il cavallo era come togliere loro la carica aggressiva che nasceva appunto da quella  simbiosi con l'animale, quasi un'appendice del corpo, un insieme senza alcuna interruzione fra animale e uomo. Questo del resto era il segreto del loro successo.

GOTI SUL MAR NERO E PIU' GIU' FINO IN GRECIA - Le novità qui non sono di meno che in Gallia. I GOTI, i "Barbari", stanziati in Tracia e forse già con i primi Unni e i primi Vandali, anche qui hanno scoperto l'utilizzo delle navi. Riescono a convincere con le buone e con le cattive o col tradimento un re vassallo romano sul Bosforo a farsi dare le imbarcazioni che hanno i romani nel porto. Non contenti del numero -scoperto questo nuovo mezzo- ne fanno costruire altre.

Dai frammenti di Dessippo apprendiamo che "500 navi (altri fonti dicono 2000) furono messe in mare sul Bosforo, mentre 320.000 Goti le seguono su una direttrice via terra costeggiando il mare. Scendono quindi il Mar Nero, attaccano la Tracia, poi Bisanzio, arrivano in Bitinia, mentre altri assediano e prendono Tessalonicco, Cassandrea, invadono poi l' intera Grecia, spingendosi fino a Sparta; poi fanno cadere Atene, la mettono a ferro e fuoco, salpano per la Lidia, invadono l'Ellesponto, la Midia, la Lisia, e infine incendiano Troia.

Rientrano requisendo lungo il percorso altre navi, caricandole di bottini; si fermano ancora a Tessalonicco, riparono navi nei cantieri di Sithonia, vicino al Monte Athos e ripassando da Bisanzio tornano sulle sponde del Mar Nero. Non contenti devastano Calcedonia, Nicomedia, e attraccano infine nella odierna Crimea a Tanai.

Questa l'impresa della grande flotta navale, mentre i 320.000 cavalieri via terra, passano come cavallette attraverso la Macedonia, la Tessalia, l'Eubea, arrivano nella Beotia, poi scendono ancora e fanno scempio di Atene, vi distruggono monumenti, edifici, saccheggiano le case. E quel che è peggio l'orda dove passa lascia lo squallore, ci sono le testimonianze del vescovo di Neocesarea dove ogni descrizione supera ogni immaginazione.

L'IMPERATORE VALERIANO invece si trova in Oriente contro SAPORE I. Il romano vuole riconquistare Dura Europos e Antiochia. Riesce a rioccupare quest'ultima anche perchè SAPORE si ritira; l'imperatore crede per paura, ma non sa cosa sta accadendo non molto lontano, Sapore invece sa benissimo cosa vuole, attende solo il momento più opportuno, lui vuole non solo una città, ma tutta l'Asia Minore. A Valeriano ha solo concesso un effimero successo, che gli è sufficiente per ritornarsene a Roma a prendersi un trionfo e il titolo di Dacico.

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