ANNO 1981 (Pagine in costruzione) MESE DI APRILE

" SONO IO IL BURATTINAIO......"

.....Ma invece della lista dei 500 nel perquisire gli uffici di Gelli della ditta Gio.le a Castiglion Fibocchi, trovarono la lista dei 962 iscritti alla Loggia P2, un vero e proprio elenco del gotha della politica, della finanza, del giornalismo, degli apparati militari. Nella lista ci sono rappresentate tutte le forze politiche tranne i comunisti. L'elenco dei nomi restò segreto per due mesi. I magistrati avevano mandato tutta la documentazione al presidente del Consiglio FORLANI e questi s'era ben guardato dal diffonderla. Alla fine alcuni giornalisti dentro al Parlamento, sapevano della lista giunta alla Commissione che indagava su Sindona, e da varie indiscrezioni appresero che stava per essere divulgata sui giornali con i relativi nomi.


FORLANI il 20 maggio (come vedremo) é costretto a rendere nota la lista di 962 presunti iscritti alla loggia P2 tra cui Longo, De Carolis, Miceli, Berlusconi, Rizzoli, Di Bella, Sindona, Calvi, Vittorio Emanuele di Savoia, Tassan Din, due generali, Lo Prete e Giudice, Maurizio Costanzo, Fabrizio Cicchito (entrambi i due si confessarono in pubblico e ammisero lo sbaglio "Sì lo confesso: sono un cretino" disse Costanzo. Franco Di Bella però dovette lasciare la carica di direttore del Corriere della Sera, e assieme a lui, altre eccellenti firme lo seguirono (Chissà perchè, visto che "non c'era nulla di  male" come dissero molti iscritti, dopo, nelle varie commissioni d'indagini)
(più arrabbiati quelli della vera Massoneria che prendono le distanze dalla P2 e da Gelli, che anzi ritengono abbia procurato solo fango a Palazzo Giustiniani che verrà fatto oggetto di perquisizioni il prossimo 6 maggio.

Il clamore è enorme, perchè nella lista sono compresi tre ministri (Foschi, Manca e Sarti), il segretario di un partito di governo (LONGO del Psdi), vari deputati, senatori, funzionari di partito, ambasciatori, sindaci, imprenditori, industriali, giornalisti, scrittori, sindacalisti, magistrati, presidenti di tribunali, questori, prefetti, commissari, segretari di ministri, personaggi di società pubbliche e una lunga lista di funzionari delle forze armate.
FORLANI non resiste allo scandalo, per aver trattenuto la lista dei nomi, deve dimettersi.
La pubblicazione delle liste provoca una valanga di smentite.

Rimase (qualcuno insinuò) anche il dubbio che le liste furono fatte trovare apposta da Gelli, già compilate per coinvolgere (di proposito, come una vendetta) molti personaggi eccellenti. Si formarono cinque commissioni d'inchiesta . A distanza di anni l'indagine si è conclusa, ma sono rimasti molti misteri. Quando soprattutto ci furono: il suicidio di CALVI; l'avvelenamento di SINDONA; e l'assassinio di Ambrosoli del Banco Ambrosiano. E altro mistero -questo ancora più fitto- su GELLI, che ritorna sempre in primo piano quando si vuole far luce su tanti processi di varia natura che hanno avvolto o sconvolto l'Italia negli ultimi quarant'anni.

Gelli scompare dalla circolazione, diventa inafferrabile, il più braccato, ma verrà arrestato a Ginevra il 14 settembre del prossimo anno mentre cercava nella città svizzera di estinguere il suo (!) conto di 180 miliardi. I giornali titoleranno "soddisfazione nel mondo politico" ma poi...pensando alla lista, alcuni scrivono.... "molti stanotte non dormiranno".
Cosa singolare é che pochi giorni prima dell'arresto a Ginevra, la giustizia massonica di Palazzo Giustiniani aveva espulso Gelli dalla Grande Famiglia.

Lo indicavano come il "grande vecchio" "il burattinaio" , ma CARLO BORDONI,  braccio destro (oltre che genero) di MICHELE SINDONA (che Gelli aveva difeso per la non estradizione dall'America per non farlo finire in carcere in Italia - e quando ci arrivò finì morto avvelenato)  davanti alla Commissione d'inchiesta parlamentare sulla P2 (il 29 settembre del '83) fece una rivelazioni shoc provocando un gran clamore, infatti,  affermerà che "é GIULIO  ANDREOTTI  il vero capo effettivo della loggia segreta P2, e non LICIO GELLI". Andreotti sdegnato respingerà l'accusa.

Molti dopo l'uscita dei nomi, hanno respinto o difeso l'appartenenza a questa famosa  Loggia P2, affermando che tutti questi personaggi, non avendo (proprio loro!) grandi impegni, si riunivano solo per fare "una partita a scopa", e che fra un due di coppe e un re di denari, ci si poteva alle volte anche scambiare alcune industrie, qualche finanziaria, una banca, una televisione, dei giornali, e forse qualche spicciolo da mandare in Svizzera tramite un comune amico che vi si recava nel week end per andare a comperare la cioccolata.
Anche nel sequestro Moro, solo "per caso", quelli dentro nell'" unità di crisi" erano tutti iscritti alla P2.

 Insomma tutto regolare, con qualche incidente ogni tanto, dovuto a qualche suicidio per depressione, a qualche caffè amaro bevuto per sbaglio (Sindona), a una scivolata  sotto un ponte di Londra impigliandosi il collo in una corda che era lì per caso (Calvi), a un corpo privo di vita dentro una Renault rossa, capitato li per caso ecc ecc.  oltre  a distrazioni varie. Insomma quello che normalmente accade dentro ogni club, associazione, gruppo di vecchi amici. E anche se poi capita un Pecorelli (anche lui della P2) dentro nel club a fare due chiacchiere è solo per puro caso, e se l'hanno ucciso sarà stato qualche teppista che in quel momento si trovava lì di passaggio.

E' un caso pure quello che Gelli, Calvi e Sindona abbiano avuto rapporti finanziari con due amici di un paesino della Sicilia, a Misilmeri, Antonio Inzaranto che era proprietario di Retesicilia Tv e Trinacria Tv (il primo impero televisivo  in Italia,  ma  le cui assemblee dei soci non si svolsero più nel 1980 in Sicilia ma nel milanese, a Segrate, dove nel corso dell'anno nasce una nuova rete TV privata di un  palazzinaro che ha fatto fortuna con i finanziamenti della banca Rasini di Milano, il cui proprietario è guarda caso l'amico di Inzaranto, anche lui per caso sempre nativo di Misilmeri, Giuseppe Azzaretto, che è quello che riceve soldi da investire a Milano da Bontade siciliano,  utilizzati da Rapisarda, che oltre che essere uno dei principali palazzinari di Milano, ha installato la prima vera televisione, Telenord, ma che poi deve abbandonare tutto e fuggire in un appartamento a Parigi,  perchè è stato spiccato nei suoi confronti un mandato di cattura. Le sue imprese immobiliari e la sua Tv viene gestita durante la sua latitanza da Marcello Dell'Utri (ex dipendente della potente Siciliancasse) ma salito (il 1 LUGLIO 74) a Milano a fare il "segretario privato" (il "maggiordomo",  portandosi dietro anche uno "stalliere"- Mangano) di Silvio Berlusconi, figlio di un certo Luigi Berlusconi  assunto qualche anno prima come impiegato da Giuseppe  Azzaretto (quello sopra, di Misilmeri) nella sua Banca Rasini,  che nel '63 ne era diventato anche procuratore e al giovanissimo figlio 26 enne nello stesso anno lo avvia a fare "il palazzinaro" fondando la Edilnord. Questa riceve un colossale finanziamento 3 miliardi di allora per costruire a Brugherio, non una palazzina, ma un complesso edilizio per 4.000 abitanti. E' così bravo il giovincello (ma chissà come avrà fatto!) che 600 appartamenti (non uno!) li vende subito a un grosso ente pubblico, all'Inps. Ma è ancora poca cosa,  nel 1974 riceve un altro colossale finanziamento di 70 miliardi di lire di allora, per il Progetto Immobiliare Milano 2, che consiste in un altro faraonico complesso, che sorge su 2.712.000 metri quadri. Una città! giardino! con belle case, vialetti, prati, laghetti e cigni!

Sempre per caso (pure coincidenze)  questo ANTONIO INZARANTO (quello delle TV che sbarca a Milano, nativo di Misilmeri) è anche il marito della nipote prediletta del corleonese  Tommaso Buscetta, che negli anni settanta diventa spalla del corleonese Riina, subentrato al clan  corleonese di Liggio che era stato catturato  il 16 MAGGIO '74 (""La Primula Rossa di Corleone catturata. Da dieci anni era inafferrabile; dal 1964 viveva a Milano, a dirigere la sua '"organizzazione" dei sequestri, forse è il cervello dei più clamorosi rapimenti degli ultimi tempi. Viveva  in un bell'appartamento, in un nuovo recente bellissimo complesso immobiliare che ha costruito un palazzinaro milanese per gente in, con prato all'inglese, laghetto al centro, anatre e cigni che svolazzano, parco giochi bambini, e  inquilini accanto, simpatici, quelli della Milano nuova, emergente" (Giornale di Sicilia 17 maggio 1974) (Milano, dopo l'arresto,  rimase senza Boss).
(Come sarebbe interessante risalire a chi ha dato questa bella casa a Liggio)

a1974g.jpg (24589 byte)

Mentre Bontade l'imperatore delle Tv, verrà assassinato dal clan corleonese di Toto Riina il 24 aprile 1981;

 (Al clan gli si attribuisce anche la successiva  strage di Borsellino e Falcone. Poi il Riina fu catturato (!?) il 15 gennaio 1993, mentre la politica italiana, ma soprattutto la DC era in pieno disfacimento, soprattutto in Sicilia. 

La Dc sull'Isola aveva  il 43 per cento dei voti; e il 43 per cento pochi mesi dopo, nel '94- alle elezioni,  prese il partito di Berlusconi in Sicilia.
Dominava prima Andreotti (con Lima), ma purtroppo per lui si verifica una fastidiosa coincidenza:  il governo con presidente del consiglio SILVIO BERLUSCONI ottiene la fiducia del Parlamento nei giorni 18-20 e il giorno dopo il 21 (15 ore dopo - sembra una bomba ad orologeria) fra i tanti dispiaceri  dentro la DC, arriva anche quello più clamoroso. Al più rappresentativo dei suoi personaggi, l'unico non toccato da Tangentopoli; che ha  un sacco di voti che fanno gola a molti; e a questi  voti non può sperare di certo il PCI.
Il 21 la Procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio del senatore GIULIO ANDREOTTI a rispondere (chiamato in causa da alcuni pentiti - in prima fila Buscetta) dall'accusa  di concorso in associazione per delinquere semplice e mafiosa. 
(
Il provvedimento scatta il 2 marzo del '95

20 MAGGIO 1994 - "Roma- Il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia alla Camera. La votazione per appello nominale ha dato il seguente risultato: 366 sì, 245 no. (Comunicato Ansa, del 20 maggio, 1994, ore 20.47)
21 MAGGIO 1994 - 15 ORE DOPO - "Palermo - La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio del senatore a vita Giulio Andreotti per i reati di concorso in associazione per delinquere semplice e mafiosa" (Comunicato Ansa, 21 maggio 1994, ore 14.02) 

Qualcuno si chiese com'era possibile? Era del resto Andreotti l'uomo che era stato perfino indicato il "vero capo" della P2. (Bordoni, 29.9.83, davanti alla Commissione d'Inchiesta). E se non proprio capo, le sue relazioni con Gelli non erano un mistero (vedi 1973). Lima in Sicilia gli procurava 240.000 voti. Ammazzato lui non è che questi voti andassero ai comunisti. Infatti non accadde, ci fu solo un travaso!
Pochi mesi prima la Dc aveva  il 43 per cento dei voti; e proprio il 43 per cento pochi mesi dopo alle elezioni  prese il "nuovo" partito  in Sicilia. I potenti della ex DC isolana vi travasarono l'intero elettorato; il 42.4 %. 
Le ideologie precedenti (ma c'erano?) andarono "tutte"  e farsi "benedire" da un "nuovo" Gesù.

Sono le prime battute di un lungo cammino della "nuova" (!?) anomala e oscura politica italiana. Partita da tangentopoli, registrerà nell'arco di cinque/sei anni molti colpi di scena: ricatti, avvisi di garanzia, alleanze strane, divisioni dei cattolici, caduta di idoli e di sogni. Accuse reciproche in una escalation impressionante; una politica fatta non con i contenuti ma a colpi di spot populisti, con una demagogia pittoresca; fra l'altro confusa, spesso incoerente, ma costantemente autocratica e con eccessi di esaltazione demiurgica .

* Il papa è un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol. Ha la stessa idea vincente del mio Milan, che è poi l'idea di Dio, la vittoria del bene sul male. (La Repubblica 30/03/1994)
* Nella mia vita ho già compiuto tre miracoli. Da costruttore, da sportivo, da editore... Adesso, tutti insieme, dobbiamo fare il nuovo miracolo italiano. (La Repubblica 31/03/1994)
* Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore. (La Repubblica 27/11/1994)
* In cielo io sono ben protetto. Ho cinque zie suore che pregano per me. (L'Espresso 17/02/1995)
* Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (Il Messaggero 04/04/1995)
* Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli. (Corriere della Sera 06/10/1995)

Non abbiamo qui bisogno di indicare chi è questo personaggio. E' quell'uomo che sorride sempre, e che sentiremo "parlare" molto nei prossimi anni. Qui abbiamo solo anticipato qualcosa.

 Cosa si aspettava Gelli dai piduisti? Il "Piano di rinascita democratica"!! (Dell'Italia!)
 Proprio  GELLI lo aveva illustrato e precisato in una intervista a Maurizio Costanzo  (Corriere della Sera, del 5 ottobre 1980, Direttore Di Bella anche lui iscritto; dovette poi lasciare il giornale) che  due anni prima si era iscritto anche lui alla P2 -tessera n. 1819, del 26 gennaio 1978. Nella lista appare vicino a quella di Berlusconi che ha il numero 1816):  Gelli affermava  in quella intervista "Che attraverso l'indebolimento dei sindacati, il controllo dei giornali e di politici dei partiti di governo, del MSI, e la distruzione del monopolio RAI, si puntava a un mutamento della repubblica in senso presidenziale,  al fine di indebolire l'opposizione di sinistra e impedirne l'ingresso nel governo".

Quindi, televisioni e giornali c'entravano e come! Prima di ogni cosa bisognava avere il  controllo dell'informazione, il resto sarebbe venuto da solo! 

27 APRILE - Allarme dentro la DC. Il consigliere regionale della Regione Campania CIRO CIRILLO (della corrente Gava) è sequestrato a Napoli dalle Brigate Rosse; sono uccisi l'autista e un agente di scorta. Sulla successiva liberazioni (avvenuta il 24 luglio) sorgono molti dubbi chi abbia condotto le trattative.
(Cioè che alcuni alti esponenti della DC. abbiano fatto ricorso alla mafia, ai servizi segret per liberare Cirillo, versando una consistente somma- Atteggiamento che invece non fu adottato nel sequestro di Moro)

FINE APRILE

PAGINA INIZIALE DELL'ANNO