SCHED
PERSONAGGI 

I SANCULOTTI


Quelli che alla fine 
zitti, zitti, usciranno trionfanti dalla Rivoluzione:
cioè la Piccola e Media Borghesia. 

Il termine fu coniato nella Rivoluzione per indicare quei cittadini che portavano i pantaloni lunghi invece delle culottes, i calzoni corti preferiti dall'aristocrazia. E fu proprio quest'ultima e la pubblicistica ostile alla Rivoluzione, a coniarlo il termine, ma in senso spregiativo. 
Ma ben presto radicalizzandosi la lotta, per i vilipesi divenne motivo di orgoglio appartenere a questa categoria in fermento con la rivoluzione industriale in atto.

 Questo Movimento popolare era  tutto particolare; deve comunque il proprio nome all'ex frate CHABOT, ispiratosi al tipico vestiario indossato dagli appartenenti al movimento stesso.
I sanculotti quanto a provenienza sociale, non sono ne poveri ne indigenti, appartengono a quelle categorie di artigiani e di commercianti, di produttori indipendenti, assai numerosi nei faubourgs SAINT-ANTOINE e SAINT-MARCEL, sostenitori, entro certi limiti, della proprietà privata.
 C'era anche una modesta percentuale di salariati, ma con buoni salari.
Dunque esclusi da una parte i poveri e gli indigenti e dall'altra i grandi mercanti e i grandi capitalisti.

E' stato calcolato che gli artigiani ed i commercianti, aderenti al movimento, potevano contare su di un guadagno medio giornaliero di 5 lire, molto al di sopra del guadagno di un contadino o un operaio (rispettivamente da mezza lira a una lira e mezza). 
5 lire era il costo di un discreto pasto al cabaret o in una locanda decente.
Una stima della loro variegata appartenenza sociale indica:
15,4% = Piccoli Redditieri
2,0% = Piccoli industriali
12,0% = Liberi professionisti ed impiegati
40,6% = Artigiani
19,0% = Commercianti
11,0% = Operai specializzati, tecnici

Sono legati alle idee dei montagnardi e partecipano numerosi alle decisioni delle Sezioni parigine ed a quelle dei vari comitati rivoluzionari, contribuendo pesantemente al mantenimento del regime del Terrore. 

Diventano protagonisti nelle giornate rivoluzionarie del 1792, quando, perchè determinati e i più motivati, furono reclutati in massa nelle armate e s'imposero sulla scena fino alla primavera del 1795.

Scottati, la maggior parte, dalla continua svalutazione degli assegnati, a suo tempo sottoscritti, furono loro a reclamare la regolamentazione dell'economia e la fissazione del maximun dei prezzi; reclamando regole severe sul controllo e sull'approvvigionamento dei beni di prima necessità.
Oltre al vestiario tipico, si distinguono dagli altri movimenti popolari per l'ostentazione del berretto frigio rosso e per le armi che portano in permanenza: sciabola e picca.
Trattandosi di un movimento tipicamente cittadino (e quasi esclusivamente parigino) godono di una pessima fama presso le popolazioni della Provincia, a vocazione ancora contadina.

Sostenitori della democrazia diretta, tollerarono male il sistema rappresentativo e la concentrazione di potere nelle mani del governo rivoluzionario. Dopo la caduta di Robespierre tornarono a imporsi, ma dopo il fallimento delle giornate insurrezionali dell'aprile e maggio 1795 si disgregarono, ma anche  apparentemente isolati, nell'ombra rimasero attivi e ben presenti. Se si volevano, armi, trasporti, servizi, approvvigionamenti ecc. a loro bisognava ricorrere.

I rappresentanti di questa classe sociale, anche se in silenzio, uscirono trionfanti dalla rivoluzione.
La piccola e media borghesia inizia il suo lungo cammino nell'intero Ottocento, per affacciarsi poi nel Novecento in Europa come in America a dominare non solo i mercati ma a condizionare anche la politica degli Stati, di un Continente, e alla fine del Novecento anche la Geopolitica con la globalizzazione in quasi tutti i settori economici, finanziari e produttivi.
 

LA RIVOLUZIONE FRANCESE QUI


ALLA PAGINA PRECEDENTE

CRONOLOGIA GENERALE  *  SCHEGGE    DI   STORIA *