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CRONOLOGIA

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ANNO 498 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo ( di Teodorico ) dal 493 al 526 ) >

*** MUORE PAPA ANASTASIO


Muore a Roma il 19 novembre PAPA ANASTASIO muore il 19, viene eletto dopo pochi giorni, il 22, Papa SIMMACO un sardo (vedi in fondo). Ma da un'altra fazione (che osteggia il re barbaro Teodorico, e a Roma sono tanti) viene proclamato papa LORENZO (antipapa nella tradizionale cronologia). Scoppiano tumulti. Viene accusato il primo di molti delitti e di non rispettare alcune ricorrenze religiose come la Pasqua.
 Scender� Teodorico in persona per riconfermare (dopo una specie di processo per accertare i fatti) l'uomo che lui aveva indicato a salire sul soglio pontificio.
 Ma appena lasciato Roma scoppiano altre manifestazioni ostili. Ci sono sommosse. Girano libelli diffamatori con le accuse circostanziate nei confronti di Simmaco.

Inizia per tutti questi motivi, con il prossimo anno una serie di concili (4 in 5 anni) per mettere fine ai contrasti religiosi, ma anche per evitare che Teodorico possa nominare un laico, magari anche ariano. 
Si stabil� infatti dall'elezione papale l'esclusione dei laici.

Ma fra le altre cose discusse nei concili, forse dopo aver visto Teodorico requisire e distribuire ai suoi soldati anche quelle le terre non conquistate -perch� ormai si comportava da re assoluto su tutto il territorio disponendo di terre e beni- si cerc� subito di correre ai ripari per preservare da ogni requisizione le grandi propriet� che la Chiesa possedeva. E anche qui si stabil� che nessun bene della Chiesa poteva essere alienato.


Forse un allarmismo eccessivo, e non sappiamo per quale motivi alcuni storici del tempo ci tramandano queste numerose requisizioni di terreni e di beni fatti da Teodorico (anche ai privati) per donarne un terzo ai propri soldati. Questi per quanto numerosi, non erano poi cos� tanti da poter occupare un terzo di tutte le propriet� terriere che invece vengono elencate.
Probabilmente erano solo tassazioni, o obbligo di fornire all'esercito una parte del raccolto. Esercito che nei suoi spostamenti di volta in volta occupava alcuni territori, ma non tutti contemporaneamente e stabilmente.

Insomma in questo caso le accuse a Teodorico ci sembrano infondate. Anzi sappiamo che alcuni territori requisiti in precedenza, dopo alcune petizioni che facevano presente che gli abitanti che avevano subito la requisizione non avevano pi� nulla da mangiare, Teodorico fece restituire i terreni.

La popolazione che ora viveva nelle campagne con piccoli raccolti,  negli ultimi decenni con le tante disavventura e le spoliazioni delle grandi citt� fatte dalle orde barbariche, era diventata numerosa. Molti avevano abbandonato le citt� perch� la carenza di derrate alimentari rappresentavano una delle pi� gravi preoccupazioni. Non arrivava pi� nulla. Del resto le campagne si erano svuotate di coltivatori e di manodopera  molti decenni prima, quando nei porti arrivavano navi cariche di cereali molto pi� convenienti di quelli che si producevano all'interno. E in queste fattorie molti avevano abbandonato la campagna e lasciato i terreni incolti non essendo pi� competitivi.
Ricordiamoci che solo cento anni fa, qualcuno andava vantandosi che guadagnava pi� con un solo cargo di grano fatto arrivare dall'Egitto che non con diecimila carri fatti arrivare dall'interno.

Con questa situazione da un po' di tempo, da quando Genserico aveva dominato in Africa e bloccato le forniture di grano a Roma, molti erano ritornati alla campagna. In un modo o nell'altro almeno si campava. 
Perfino nel porto di Ostia e nei vari scali in prossimit� di Roma, non essendoci pi� traffico la manutenzione non la si faceva nemmeno pi�. Navi ferme a marcire e portuali e mercantili a spasso disoccupati. E cos� tutto l'indotto.
E invece di esserci la solita inflazione (che aveva sempre creato problemi nella vecchia Roma opulenta)  ora c'era la deflazione pur essendoci poca merce in giro. E questo perch� anche se c'erano pochi i prodotti a disposizione questi non avevano un collocamento sulla piazza; la popolazione carente di lavoro e non avendo soldi, non  li comprava.

Paolo Diacono e Cassiodoro, forse per fare un panegirico a Teodorico, ci narrano che nella sua visita a Roma, il capo ostrogoto diede disposizione di fare una distribuzione di 20.000 misure di grano, e che Roma con simile regalo giubil� per giorni e giorni nei confronti del barbaro. Esultanza  che divenne allegrezza quando fece ripristinare anche i giochi dei gladiatori, le pantomine nei teatri, e tanti altri spettacoli da tempo a Roma assenti, quasi dimenticati.

Purtroppo fu una brevissima parentesi. Presto ritorner� sulla grande capitale nuovamente lo spettro della fame, il grigiore dei giorni senza vita, e una costante fuga dalla citt�, sempre pi� vuota, fino a trasformarsi Roma in un piccolo paese di 30.000 abitanti randagi, in mezzo a 50.000 case, monumenti, archi di trionfo, teatri, terme, basiliche, e con 86.000 chilometri di strade nelle province vuote, inanimate che per anni e poi per secoli non serviranno pi� a nulla.

PAPA SIMMACO, sardo (498-514)

Il 22 novembre 498, in una frenetica corsa contro il tempo furono eletti due papi. Nella basilica di San Giovanni in Laterano fu proclamato il diacono di origine sarde Simmaco, mentre qualche ora dopo , nella Chiesa di Santa Maria Maggiore in Transtevere fu eletto l'arcidiacono Lorenzo.
Nell' eterna contrapposizione tra eresie, logoramenti tra le posizioni dei cristiani che facevano capo a Costantinopoli e quindi in particolar modo all'"arianesimo" e, quelle dei cristiani di Roma riuscì a prevalere Simmaco.
Ma la lotta fu estremamente dura, con climi sociali da "guerra civile".
Fu necessaria la convocazione di un ennesimo concilio di Roma, voluto dall'imperatore Teodorico e la sconfessione del proconsole "Festo" ed il conseguente esilio di Lorenzo a Nocera, prima di arrivare in qualche maniera a dirimere le questioni popolari con la conseguente scongiura di un'ulteriore scisma.
Il 1° marzo 499 Simmaco proclamò il concilio in San Pietro, al quale parteciparono 72 vescovi, compreso Lorenzo.
Prima di tutto fu votata la regola d'elezione papale in caso di morte improvvisa e quindi senza che il "de cuius" avesse avuto la possibilità di nominare un successore, al fine di evitare trattative elettorali e soprattutto brogli, (regola che fu sottoscritta anche da Lorenzo) e quindi si passò alla definizione dei ruoli del ruolo di Simmaco e quello di Lorenzo, il risultato finale fu che Simmaco rimase pontefice e Lorenzo vescovo di Nocera di Campania.
Ma le lotte intestine non terminarono immediatamente anche perchè Lorenzo non si addattò a quelle risoluzioni conciliari e continuò a fomentare i movimenti antipapali.
Comunque, il concilio di Roma del 499 fu particolarmente importante non solo per le diatribe ai massimi vertici ma soprattutto per la spartizione del potere in Roma stessa ovvero: là dove i lasciti e le ricchezze erano presenti lì era la competenza del "vescovo di Roma". Queste pertinenze furono definite "delle sette chiese" :
1- S. Giovanni in Laterano,
2- S. Pietro,
3- S. Paolo,
4- S. Lorenzo fuori le mura,
5- S. Maria Maggiore di Transtevere,
6- S. Sebastiano,
7- S. Croce in Gerusalemme.
(nda: ancor oggi viatico di penitenza per i cristiani alla ricerca dell' assoluzione dei propri peccati; ovvero modo di dire laico per definire il giro, attraverso il quale una persona estromessa tenta di riconquistarsi fiducia nell'ambito della propria professione, noto come "farsi il giro delle sette chiese")

Attraverso il mecenatismo di Simmaco, Roma iniziò nuovamente a riscoprire antichi splendori.

Nel maggio del 501 però, per il pontefice le cose si involsero nuovamente. Il senato consolare ostile al pontefice fece pervenire a Teodorico l'accusa di aver violato il calendario alessandrino a causa della data di celebrazione della Pasqua e di aver violato la fede cristiana con lo sperpero di non precisati beni della Chiesa, nonchè non precisate relazioni con donne di malaffare.

Teodorico, eludendo ogni regola canonica, convocò un ulteriore concilio in Roma. "Visitator" , ovvero reggente fu nominato il vescovo Pietro d' Altino, vescovo di Venezia che si schierò contro Simmaco.

Alla fine, per la sopravvivenza dell'unità cristiana prevalse il buon senso ed il clero chiamato a giudicare si espresse unanimemente a favore della regola fondamentale, sancita nel concilio del 499, che vietava (nda: come vieta) di poter giudicare l'operato del pontefice da parte di chicchessia.

Le lotte terminarono solo nel 505, nel frattempo Pietro d' Altino fu rispedito a Venezia e Lorenzo a Nocera, in una delle ville di proprietà del proconsole Festo.
Simmaco, dopo aver proseguito nell'opera di proselitismo, mecenatismo e costruzione di nuove chiese morì il 19 luglio del 514. Le sue spoglie furono sepolte nel sagrato di San Pietro.
Il suo nome non figura nel calendario universale ma risulta ancora una ricorrenza nel giorno della sua morte.

CONTINUA CON L'ANNO 499 >