HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 488 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo (gli Ostrogoti in Italia) dal 488 al 493 ) >

*** TEODORICO QUASI IN ITALIA

 

Teodorico a Costantinopoli si � insomma fatto alla fine convincere da ZENONE a marciare verso l'Italia per detronizzare Odoacre.

Per l'imperatore, Teodorico era diventato un incubo averlo vicino, ma spesso anche solo dentro i confini bizantini; era quasi sotto le mura di Costantinopoli (cos� ci narra Procopio)
Pur amici di vecchia data, entrambi erano intolleranti, nascevano sempre pretesti per mettersi uno contro l'altro. Uno con la sua autorit�, l'altro cosciente della propria forza, sua e dei suoi ostrogoti.

Zenone vuol seguitare a fare l'imperatore, ma anche il capo ostrogoto (a cui Zenone -dopo il suo aiuto- deve il trono di due imperi) scalpita, vuole volare alto. E' gi� da 14 anni che Teodorico coltiva certe ambizioni. Gi� a 20 anni (dopo averne passati 10 proprio a Costantinopoli come ostaggio)- diventato capo degli ostrogoti- aveva messo in seria crisi pi� volte la corte bizantina; eppure si ritrova ora a 34 anni, solo con qualche onorificenza addosso; e qualche territorio che per� si � preso con la forza e che solo lo scorso anno Zenone gli ha formalmente concesso; ma nel farlo nello stesso tempo lo ha convinto a guardare a Occidente; a fare una spedizione in Italia contro Odoacre a spodestarlo e prendere il suo posto a Ravenna.
Ovviamente Teodorico non avendo dubbi sull'esito dell'impresa, nutre qualche ambizione: quella di diventare l'imperatore d'Occidente; del resto Zenone lo ha adottato come figlio.
I due storici del tempo Valesiano e Diacono, affermano che Zenone, pi� che dargli il "permesso" di invadere l'Italia, ha fatto un vero e proprio patto formale, che autorizzava Teodorico a "regnare" in Occidente al posto di Odoacre, e che lo investiva ufficialmente della porpora, raccomandandosi "per�" alle benevolenza del Senato romano (un modo questo forse per cautelarsi e per non sbilanciarsi troppo)

Teodorico nemmeno lontanamente immagina che tutta la trama di questo progetto di Zenone (e questa � invece l'opinione di Procopio) � solo quello di allontanare lui e i suoi uomini da Costantinopoli, che da alcuni anni non � proprio in balia di Teodorico ma nella sua morsa lo � di fatto. E conoscendo il carattere del capo ostrogoto fin da quando era bambino, Zenone teme che prima o poi quella morsa lo stritoli.

Siamo al dunque. Decisione presa. Gli uomini di Teodorico in primavera si mettono in marcia verso l'Italia. Teodorico ha riunito il suo potente esercito di ostrogoti, e nell'incamminarsi raccoglie lungo le terre illiriche altri uomini; pi� i Rugi quelli sfuggiti alla deportazione di Odoacre sul Danubio gi� accennata.
Lungo il percorso la marcia di Teodorico ha qualche contrattempo. Infatti � costretto fino a settembre ad impegnarsi a neutralizzare in Pannonia un gruppo di Gepidi a Sirmio, sulla Sava. Una trib� che sta infiltrandosi e contendendo il
Norico ai nuovi abitanti da poco stanziatisi: i Longobardi.

  Eliminato l'imprevisto, Teodorico all'inizio dell'inverno si affaccia quasi sul confine dell'Italia. Si accampa nei paraggi dove ha deciso di svernare, per poi riprendere il cammino nella prossima primavera scendendo dal Friuli verso le pianure poste a sinistra dell'Isonzo per poi attaccare la fortezza di Aquileia, e infine scendere verso Ravenna 

I contrattempi e la sosta, sono invece provvidenziali per Odoacre; che cos� ha tutto il tempo per organizzare il suo esercito, preparare la difesa e per dare il benvenuto in Italia a Teodorico. Che dovr� impegnarsi a fondo
per cinque anni per liberarsi di lui, inseguendolo prima per quasi due anni per mezza Italia, poi fino a Ravenna che occuper� dopo averla assediata per tre anni.
I due barbari giocarono al "gatto col topo", spesso alternandosi nella parte.

Un' invasione insomma non facile quella di Teodorico, n� tanto meno fatta in tempi brevi. Odoacre si dimostrer� molto abile e gli si oppose con un esercito non meno agguerrito del suo. Infatti non mor� sul campo, in battaglia, ma colpito a tradimento dopo aver ricevuto la proposta di un onorevole reciproco compromesso.

CONTINUA CON L'ANNO 489 >