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CRONOLOGIA

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ANNO 461 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo dal 432 al 476 ) >

*** MUORE PAPA LEONE I MAGNO
*** LEONE MAGNO: UN "LEONE"

A Roma muore PAPA LEONE MAGNO. 
Gli succede il 19 Novembre PAPA ILARIO, un vescovo cagliaritano 

 

Da ventuno anni Papa Leone Magno lo abbiamo visto protagonista indiscusso della vita politica imperiale, non solo in Occidente ma di riflesso anche in Oriente quando abbiamo visto comportarsi come lui anche il Patriarca di Costantinopoli, nel nominare e nel concedere il titolo imperiale a persona da lui indicata, con la formula  "NEL NOME E PER VOLONTA DI DIO".
Divenne poi questa rituale espressione una consuetudine sempre di pi� consolidata.
L'autorevolezza di un capo spirituale religioso affidava regni e imperi agli uomini meritevoli di autorit� terrena guadagnata non sui campi di battaglia, ma per il loro rigore morale.
Fu una necessit� politica soprattutto quando entrambi i due troni, in Occidente e in Oriente, come abbiamo letto negli scorsi anni, sprofondati nell'anarchia di genti "barbare"  vennero a trovarsi senza i naturali eredi nella successione dinastica. N� gli inetti sovrani- immersi nella loro pusillanimit�- avevano provveduto a indicare soggetti meritevoli di responsabilit�, tale da poter governare un popolo, o dei popoli.

Del secondo papa che gli subentra ci interessa poco, anche perch� non avr� storia, ma del primo non si pu� non farne un breve ritratto, visto quanto ha inciso la sua personalit� nell'ambito di tutte quelle situazioni critiche che di volta in volta si erano venute a creare in Italia, con i "barbari" dentro casa -e alle volte fino a Roma (Genserico, Ezio, Attila, Ricimero e minori)- o con imperatori che non lasciavano eredi o indicazioni tali per una successione affidabile, serena, senza traumi e, senza  -come abbiamo pi� volte visto in questi ultimi anni- coltellate alla schiena per conquistare il potere.
Non c'era nessuno con un prestigio come il Papa; soprattutto di un papa come Leone Magno.
Il suo pontificato cadde in un momento di congiuntura molto delicato a causa di un progressivo disfacimento politico dell'impero d'Occidente =oltre che dinastico) ma anche con le controversie teologiche e dispute dottrinali che turbavano l'Oriente (le lotte dogmatiche, soprattutto contro il pelagianesimo, che agitavano la chiesa)

All'inizio del suo pontificato Leone Magno si trov� a combattere soprattutto con gli eretici; nel 443 allontan� i manichei da Roma, nel 448 prese posizione contro Eutiche,  ed espose lucidamente la dottrina cattolica in materia cristologica che possiamo riassumere in due righe: "in Cristo sussistono nell'unit� di persona due nature integre e complete, quella divina e quella umana. Nel concilio di Efeso fu lui e i suoi delegati ad essere ingiuriati e minacciati, ma nel concilio del 451 a Calcedonia ribalt� la  situazione con una dotta e passionale precisione e con tale  profondit� d'animo la sua dottrina, che il concilio l'approv� fra alte acclamazioni, che lo port� nello stesso Oriente a guadagnarsi un alto prestigio.
 Il suo pensiero, la grandiosit� della sua dottrina si trovano nel "Tomus ad Flavianun"; che ne rappresenta l'espressione pi� alta.

L'alone di leggenda circonda questo Papa; i suoi incontri con i grandi capi barbari Unni e Vandali, hanno fatto versare fiumi d' inchiostro agli storiografi di tutti i tempi; i grandi pittori hanno dedicato a questi incontri grandi capolavori, come Raffaello; nelle Stanze Vaticane  troviamo  il suo "Leone incontra Attila". 

E' comunque certo che la sua forte personalit�, la sua intelligenza e la sua energia ebbe in questi venti e pi� anni di pontificato un grande successo in tutte le province, comprese quelle a vocazione ariana. 
Come riusc� a convincere Attila a sparire per sempre rimarr� un gran mistero per tutti, e cosa gli disse a Genserico per fermargli la mano mentre stava per distruggere Roma � un altro episodio sconosciuto. 
Certo, Leone Magno fu anche il primo assertore dell'assolutismo (decisiva la sua affermazione del potere papale, che d'ora in poi non verr� mai meno) sia in campo politico (l' impero) che in quello del clero (primato del vescovo di Roma su tutti gli altri), ma necessarie per le ragioni che abbiamo spiegato pi� sopra.  In assenza di un effettivo potere,  in entrambe le due aree, egli fece convergere gli sguardi di tutto l'Occidente e di tutto l' Oriente su Roma. E Roma ritrov� ancora una volta il suo prestigio.  Diciamo appena in tempo, prima che fosse cancellata come citt� imperiale, e prima di sprofondare nell'anonimato, come tante gloriose capitali che in altre contrade del mondo, altrettanto millenarie, l'avevano preceduta.
In questi difficili anni non si poteva fare altro, Roma non era pi� quella di prima. 
A parte la vitale religiosit�, Roma ormai  era una citt� morta, spenta nella creativit� e nel suo attivismo culturale e politico, che per oltre mille anni l'aveva sostenuta e resa famosa nel mondo.
Come abbiamo visto in questi ultimi anni - ma la decadenza era iniziata da pi� decenni- era incapace di difendersi da un qualsiasi rozzo barbaro sceso in Italia. 
I romani anche tutti insieme non avrebbero potuto fare pi� nulla; ci pens� allora Leone Magno.

A parte le leggende trascendentali - forse un po' troppo fantastiche- quello che ci colpisce � il coraggio di questo prete, che spoglio di ogni arma, munito solo della sua fede, va tranquillamente incontro ad Attila, va incontro a Genserico, va incontro a Ricimero, per dire loro: "prendete tutto l'oro che volete, risparmiate gli abitanti, poi andate via!" E ubbidirono!
Basta solo questo per far entrare Leone Magno nelle grandi pagine della storia di tutti i tempi.
Un moralista chiaro! Pieno di forza! Perspicace e illuminato!
Solo nel 1754 da Benedetto XVI LEONE MAGNO  fu proclamato dottore della chiesa. Ma non era necessario; era gi� da 1293 anni che aveva indicato la strada da percorrere, come illuminato messaggero pi� che come dottore.

Quanto a ILARIO
Diacono di origine sarda fu consacrato papa il 19 novembre del 461. Sembrerebbe che la sua figura non fosse stata così "regale", come quella del suo predecessore ciò nonostante fu l' imperatore Antenio a recarsi in San Pietro per rendere omaggio al nuovo papa e non viceversa ( nda: questo può dirla lunga su come si fosse già ben radicato fino ai confini dell'impero il potere temporum-teologale della chiesa cristiana).
Questo pontificato fu peraltro improntato quasi totalmente sul rifacimento dei luoghi di culto, la dove necessitavano di essere riparati dopo le incursioni vandaliche e dell'abbellimento di quelli risparmiati.
Ilario fu sicuramente uno dei primi mecenati nei confronti di artigiani, artisti e cantori. Particolare attenzione fu dedicata al complesso del Laterano dove metalli e marmi preziosi furono profusi "a piene mani".
Oltre alla scultura d'oro massiccio dell' agnello, anche l'arco d'ingresso fu costruito di metallo prezioso, per i primo oratorio, mentre per il secondo furono impiegate 100 libbre d'argento tra il primo ed il secondo oratorio. D'oro e d'argento erano gli arredi e le porte. Inoltre, secondo il "Liber Pontificalis", il battistero sarebbe stato adornato da tre sculture in argento massiccio del peso di 30 libbre ciascuna, raffiguranti dei cervi dalla cui bocca sgorgava acqua di fonte.
L'inventario proseguiva oltre con:
- 60 libbre d' argento per il tabernacolo a torre circondato da marmi canalizzati per lo scorrimento di acqua;
- 1 lampadario d'oro a dieci fiamme per l'illuminazione della cerimonia del battesimo nella notte di Pasqua;
- 1 colomba dorata galleggiante sulle acque a simbolo dello Spirito Santo;
- ecc... ecc...
Da Ilario in poi, per molti secoli queste saranno le occupazioni principali dei pontefici, ovvero l'apparire per non essere ( nda: molti di questi furono rappresentati sotto forma di esili figure, rese ancora più esili dal piviale posto sul capo, ed in punta di piedi su scarpine rosse ma ammantate come imperatori. D'altro canto non venivano proclamati papi quei teologi asceti e dediti effettivamente alla cura dell' anima ed all'alleviamento delle altrui terrene sofferenze ma, diaconi intrallazzatori e faccendieri).
Il pontefice morì il 29 febbraio del 468 e fu sepolto a San Lorenzo fuori le mura, il suo nome non figura ormai più nel calendario universale.

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