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ANNO 341 d.C.

QUI riassunto  del PERIODO di GIULIANO dal 337 al 363 d.C.


L'ANNO 341
*** PERSECUZIONE DEI PAGANI
*** POTERE AI CIAMBELLANI
*** COMPARE L'ASTRO WULFILA  (L'ARIANO)

COSTANZO II, come abbiamo gi� visto negli anni precedenti,  appoggiava il clero Ariano, quello che gli aveva lasciato in eredit� il padre, contrariamente ai suoi due fratelli che invece erano orientati verso la chiesa ortodossa, quella che faceva capo non al clero di Costantinopoli ma a Roma.

I motivi di questa diversa interpretazione del cristianesimo fra i tre fratelli non sono mai stati chiariti e non sappiamo quali fossero le ragioni, visto che i tre fanciulli erano vissuti sempre accanto alla nonna Elena di cui conosciamo l'orientamento spiccatamente di religione cristiana ariana, tanto da convincere il figlio Costantino a optare per questa chiesa e non per l'altra. (Vedi anno 335)

Purtroppo Costanzo non fu come suo padre, tollerante nei confronti di altre religioni e riti, che invece, come abbiamo letto, Costantino nella Nuova Roma come nella Vecchia Roma aveva non solo tollerato ma reso possibile. In entrambe le due citt� Costantino aveva fatto costruire molti monumenti e bellissime basiliche da offrire ai suoi cittadini di ogni credenza. La religione dello Stato per Costantino era una cosa, i riti privati di ognuno erano un'altra. Questo fino a quando non intralciavano lo Stato con disordini, insofferenze e animosit� che se esasperate potevano portare a incidenti, come abbiamo visto fare a Roma dai cristiani e dagli ebrei durante le persecuzioni, e che proprio per queste ragioni erano motivate perch� spesso creavano gravi turbative nelle leggi dello Stato.

Questa tolleranza al paganesimo era stata accordata perch� lo stesso Costantino era lui stesso un pagano. I suoi orientamenti in fatto di religione erano puramente di carattere politico. E questo lo abbiamo letto abbondantemente in precedenza.

Invece suo figlio Costanzo, indubbiamente vissuto molto pi� accanto a sua nonna Elena, una cristiana quasi fanatica della fede cristiana con orientamento ariano, inizi� a perseguitare i pagani, cominciando ad abbattere prima alcuni monumenti poi trasformando in chiese alcune loro basiliche, e poi malleabile com'era, e anche pi� ignorante di suo padre in fatto di conoscenze religiose, divent� un cattivo strumento per chi voleva estendere la religione ariana in tutto l'impero, renderla egemonica. 

I sacerdoti pi� zelanti si presero dunque impunemente questo potere e si proposero di distruggere il paganesimo per via giuridica. Le repressioni dovevano innanzitutto prima stroncare ogni tipo di paganesimo e poi in seguito stroncare anche l'ortodossia, che nonostante tutto, Atanasio aveva lasciato viva e vegeta in molte province vicine.

Prima con Diocleziano, poi con Costantino, lo abbiamo gia' accennato nei precedenti anni, il contatto del popolo con il sovrano era quasi impossibile. L'avvicinarsi al trono era permesso e riservato solo al ciambellano e a una piccola cerchia di consiglieri. Ma con Costanzo che spinse certe mondane solennit� del padre e del nonno fino all'eccesso, questa cerchia di consiglieri era diventata sempre pi� ristretta. Erano loro i padroni del Palazzo. Un palazzo diventato inaccessibile a chiunque.
Erano questi accorgimenti e questo zelo motivati e giustificati per cautelare la venerata persona da eventuali sicari, cio� proteggere l'imperatore dai tradimenti e congiure;  ma anche  perche' da Diocleziano in avanti il sovrano sentendosi un dio in terra si era circondato oltre che con lo sfarzo stravagante anche di una inaccessibilit� al trono; era entrato cio� nella parte. Aveva preso coscienza di essere per grazia divina il rappresentante  del Creatore, mandato in terra per una missione, e per questo tenuto alla conservazione della propria persona. Era dunque questa la giustificazione, un isolamento e tante precauzioni per non fare entrare in contatto l'imperatore con persone estranee. 
E al di fuori dei suoi pochissimi consiglieri tutti erano estranei.

Il risvolto negativo in questa situazione c'era. Cos� vivendo l'imperatore veniva informato di quanto accadeva fuori soltanto dai suoi consiglieri. E nel caso proprio di Costanzo, Ammiano scrive con ironia che "Costanzo era completamente manovrato dal suo ciambellano EUSEBIO". Costui facendo leva sulla natura molto sospettosa di Costanzo, inventandosi e rivelandogli inesistenti congiure, si sbarazz�, ottenendo sempre  il suo consenso, di molti personaggi che emergevano. E quelli che emergevano non erano certo degli sprovveduti, erano persone intelligenti, con tante capacit�, persone avvedute, ma non abbastanza per difendersi al momento in cui queste capacit� si esprimevano, anzi proprio per questo motivo rappresentavano un pericolo per chi si era appropriato di tutto lo spazio disponibile per agire con il proprio potere nel modo pi� indisturbato e autonomo.
Al primo segno di pericolo, quindi gi� sul nascere, con delle grette e ipocrite giustificazione e anche senza queste, il potenziale rivale veniva eliminato. In breve tempo individui capaci di salire la scala della gerarchia ve ne furono sempre meno, e questo and� a consolidare naturalmente sempre di pi� il potere di pochi, ma soprattutto del ciambellano.

Oltre a questo, per mantenere lo sfarzo sia dell'imperatore che dei ministri, i suoi legislatori emanavano leggi e tassazioni a getto continuo; provvedimenti che iniziarono a strangolare tutta l'economia dell'impero. Per le entrate trovarono persino utile la persecuzione religiosa, infatti dopo aver incolpato i pagani e averli fatti giustiziare, venivano confiscati tutti i loro beni e tutte le propriet�.

Ma il peggio verr� il prossimo anno, quando la distruzione di certi luoghi degenerando col fanatismo nell'eccesso, port� alla distruzione di tutte le opere d'arte che adornavano i templi o edifici pagani di cui conosciamo solo alcune descrizioni negli antichi storici o alcune copie che sono pervenute a noi.

Costantinopoli si avvi� insomma subito su un'altra strada. La distruzione dei templi, la proibizione delle cerimonie pagane di un tempo cui seguivano feste, giochi, spettacoli di gente spensierata, trasform� la citt� e la popolazione che ci viveva in un luogo d'incubo. Fece diventare la prima un mortorio, e regal� alla seconda angosciose giornate, tutte piatte, tutte grigie, senza incontri, tanta solitudine esistenziale, molta rassegnazione, dove l'energia vitale, prima quella collettiva, infine quella individuale, spense la vita di una comunit�.

Non solo non c'era pi� tolleranza ma pi� nessuno veniva lasciato in pace per un motivo o per l'altro. Bastava una delazione e si finiva giustiziati in piazza. Gli studiosi lo avvertirono subito, l'avanzata del potere della chiesa portava alla distruzione dell'antica cultura, quella che costituiva il sale della vita di ogni essere umano. E cultura non erano solo le varie espressioni intellettuali distillate e accumulate in mille anni, o quelle artistiche, letterarie, scientifiche, ma erano anche le tradizioni millenarie, le feste, i suoni e i canti. Ammiano � lapidario e conciso "si sta vivendo una vita grigia con le superstizioni da comari".

Un editto imperiale non perdonava e puniva tantissime attivit�, espressioni, libert� perfino di movimento. Scuole e cenacoli di qualsiasi genere erano considerati covi di sovversivi, di eretici, e quindi venivano chiusi. Molti studiosi si rivolsero all'imperatore chiedendo che finisse questo scempio, che era in pericolo la civilt� e il progresso. Se tutto il retroterra culturale di una civilt� che aveva dato mille anni lustro al pensiero umano, creato straordinarie bellezze, resa la vita interessante oltre che gioiosa, veniva fermato, calpestato, proibito, accantonato, ostacolato, punito, non esercitato, condannato, la vita a cosa mai serviva pi�.

Il prossimo anno un altro editto corresse in parte quello di quest'anno, per impedire che i divieti e la cessazione dei culti pagani degenerassero in eccessi, quali la demolizione dei templi e la distruzione delle opere d'arte in essi contenuti. Ma i funzionari, i vescovi, continuarono la loro opera, indisturbati. Le distruzioni e la cappa di piombo sulla citt� fu totale quando si aggiunsero dopo questi, gli editti di Teodosio nel 380 che seppell� tutto (quello che si era salvato) per oltre mille anni, e in alcuni casi le testimonianze di quella civilt� scomparvero per sempre (lo vedremo piu' avanti) - Infatti Teodosio ereditando questo scenario di scempi fatti nei confronti dei pagani, per vendetta verso gli ariani, aggiunse di suo i nuovi scempi rivolti agli ariani stessi).

Dopo la persecuzione pagana su Costantinopoli ci si rivolse nelle altre province, e questa volta contro gli stessi cristiani delle varie correnti orientali considerati tutti eretici. La prima mossa fu quella di fomentare tumulti ad Alessandria e mettere contro le varie chiese e le varie correnti, che come abbiamo letto non erano poche: c'era l'ortodossa in prima fila con Atanasio, poi venivano i cristiani Donatisti, i cristiani ex Ebrei, i cristiani ex Pagani, e altre minori, e come se non bastassero quelle Ebree  vere e proprie, anche queste a loro volta dilaniate da dispute interne, oltre le ormai storiche ostilit� contro i cristiani di qualsiasi corrente. Il giudaismo infatti conservava un carattere fondamentale del cristianesimo, la sua intolleranza: non "razziale" ma religiosa.
Il Dio di entrambe queste due religioni, scagliava l'anatema su tutto ci� che non obbedisse alla sua Legge, il che contrastava con tutte le tradizioni religiose del passato e imponeva anche un tipo di vita e una morale che anche se non era poi molto diversa da quella praticata da una "persona onesta" per nulla religiosa, questa vita e questa morale veniva imposta politicamente..

Provocazioni reciproche, infiltrazioni di attivisti da una parte e dall'altra, fomentavano le rivolte, le sommosse, le contestazioni che si concludevano poi tutte nel sangue. Nelle repressioni attuate a Costantinopoli gli ariani pero' avevano dalla loro parte la Legge (quella imperiale) e nella rivolte, ma anche in semplici manifestazioni  (da loro bollate tutte eretiche) andavano molto per le spicce. Le ribellioni loro le annientavano con i soldati, che lo Stato metteva loro a disposizione. Avevano insomma a disposizione la forza e quindi la utilizzavano.

Naturalmente il primo obiettivo fu quello di colpire ATANASIO, che nel frattempo in tutti questi anni da quando era stato espulso, pur isolato, stava facendo proselitismo con MARCELLO senza per� dare molto fastidio; il potere civile locale - dato il forte carisma che avevano entrambi- lasciava fare a loro due quello che volevano, attenendosi alle vecchie disposizioni di Costantino, cio� molta tolleranza se non creavano fastidi agli altri.

COSTANZO II, o meglio il potere di Eusebio e i suoi aguzzini, diedero invece la caccia a tutti e due, tanto che questi, dopo una vero e proprio assalto dentro una chiesa dove stavano celebrando dei riti, riuscirono a stento fuggire a Roma e a mettersi sotto la protezione di Papa GIULIO, che brav'uomo com'era si comport� bene, fu imparziale. E pur ancora schierato (ufficialmente) dalla parte di COSTANZO II (quindi apparentemente ariano anche lui) non riusc� con tutta la sua buona volont� a derimere la controversia, e a sanare questa ferita.
Invece questa lacerazione era diventata a Costantinopoli una questione di vita e di morte al pari della lotta contro il paganesimo e i sacerdoti orientali non avevano pi� dubbi quale religione dovesse trionfare: la loro, l'Arianesimo.

Presto si aggiunse un vero e proprio odio personale di Costanzo verso la vecchia capitale, naturalmente assecondato (e forse pungolato) dagli infidi vescovi orientali che negavano a spada tratta (e usandola spesso) la liceit� dell'ingerenza della chiesa di Roma negli affari della Chiesa non ancora chiamata orientale, ma che ritenevano essere quella, l'unica espressione vera del cristianesimo. Tutte le altre erano secondo loro eretiche, dunque considerate e trattate come delle sette al pari di quelle pagane, quindi tutte da combattere, da perseguitare, annientare.

Non siamo ancora alla totale negazione, alla condanna e alla scomunica dei vescovi di Roma, ma ormai manca poco, siamo alle ultime battute di quella lotta che le contese e le rivalita' vanno ormai chiaramente a delineare: la frattura tra le due chiese che spaccheranno in due e per sempre, l'impero, anche politicamente, trascinandosi dietro nello sfascio altre realt�.

Possiamo immaginare anche lo sfascio dell'etnia delle stesse popolazioni che indubbiamente si sarebbero invece nel corso di diciassette secoli integrate, amalgamate, non solo con tutto il patrimonio genetico ma anche con quello culturale, delle tradizioni, e non ultimo un immediato possesso di tutte quelle conoscenze che gi� esistevano e che sbarcheranno poi in Europa solo dopo mille anni, mettendo in moto tutte quelle sinergie che poi daranno vita al Rinascimento e all'Umanesimo.

PAPA GIULIO I, prov� a indire un concilio a Roma per farsi arbitro di queste lacerazioni, chiamando i vescovi orientali a parteciparvi, ma costoro erano convinti che Roma era una trappola. Con la coscienza sporca per quanto avevano fatto o ordinato di fare ad Alessandria erano sicuri che il concilio di Roma era una scusa e che li aspettavano al concilio solo per fare la pelle a tutti loro. Non parteciparono. Sar� in seguito Costante, con l'approvazione del fratello Costanzo a prendere l'iniziativa di tenere un concilio nel 343 a Sardica (odierna Sofia) per dirimere le contese religiose e le rivalit� che cominciavano ora a turbare quell'equilibrio politico che Costantino aveva costruito, anche se ambiguamente, in tanti anni.
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SUI BALCANI intanto accade quello che in somme linee avevamo accennato nel 335 quando abbiamo parlato degli ARIANI.
Un zelante vescovo, WULFILA, un Goto, assimilata la dottrina ARIANA alla scuola di Costantinopoli e con l'appoggio della corte (prima di Costantino adesso di Costanzo e indubbiamente di Eusebio che conta in tutta questa vicenda molto di pi� dei due imperatori ) inizia una campagna di diffusione del cristianesimo Ariano verso i paesi "barbari" con un successo strepitoso, per quei motivi che avevamo spiegato sia nel gi� citato 335 e ancora prima nel 318.
I Goti non avevano una religione precisa, era ancora arcaica ma pur sempre indoeuropea, e il successo di Wulfila fu notevole. Fra l'altro agiva in nome dello Stato ed era nello stesso tempo un profondo conoscitore della sua gente.

Quando in seguito si volle correre ai ripari perch� certe posizioni a Costantinopoli erano ormai cambiate, "la frittata" - diremmo cos� - era gi� stata fatta, non ci fu pi� rimedio, tutto il mondo nordico era ormai perso. Nei secoli seguenti fino al 1500 il cattolicesimo romano fece alcune cose (con i papi cesaristi, o con gli imperatori che agivano come papi), ma latente era rimasto qualcosa della grande opera del prete goto, anzi moltissimo, infine esplose. Infatti Lutero ritorn� a ispirarsi proprio alla dottrina di Wulfila.

Teniamo a mente questo WULFILA (o Ulfila), perch� avra' una grandissima importanza nella Storia di tutto il Popolo Germanico, e non solo come influenza religiosa (che ritroveremo poi in Lutero e nel protestantesimo), ma avr� una grande importanza nel campo letterario e nella lingua stessa. Fu infatti lui, Wulfila a creare la lingua tedesca, il Sassone, e qualcuno molti anni dopo, imitandolo, mutuando buona parte di questa lingua gotica creata di sana pianta da Wulfila, cre� la lingua Inglese. ( in entrambe troviamo un misto di etimi di tutte le lingue, dalla Mesopotamia all'Egitto, dalla Grecia al Gotland, dal Celtico a Latino.).

Questo Wulfila lo rincontreremo fra 35 anni, dopo che avr� percorso in lungo e in largo tutto il territorio dei Goti, e vedremo cosa combino' questo prete che ando' a modificare i barbari in pochi anni;  fu influente piu' lui che non tutti gli imperatori romani in 400 anni con i vari tentativi nel dar loro una cultura, una lingua, una identit�, tutta latina. Wulfila lo ritroveremo nel 377. Da non perdere!

In Grecia iniziano i giochi della CCLXXX OLIMPIADE

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