HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 267 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)


*** IN GRECIA I GOTI
*** TERMINA DEFINITIVAMENTE LA CIVILTA' GRECA
*** "BARBARI" ? - NON DIVERSO DAL LIBERISMO

In Grecia i  GOTI e gli ERULI dopo l'invasione di Tebe, Atene, Argo, Corinto, Sparta hanno lasciato le città gravemente  saccheggiate;  oltre che arrecare un grande danno alle testimonianze dell'antica civiltà (la distruzione sta diventando una regola, lo abbiamo accennato lo scorso anno) va interrompere quella certa autonomia di vita culturale e anche di governo locale che si stava sviluppando nella popolazione greca, che pur dominata dai romani, Roma  non aveva però sovvertito nè mutato minimamente la loro vita;  da queste zone pochi erano stati i fastidi ricevuti dai romani e a loro volta i romani pochi ne avevano procurati sul territorio.

Atene non era proprio nella decadenza; la città non era una metropoli come Roma, la città si era conservata sempre modesta come abitanti, circa 30.000, contro il milione di Roma.
Atene e dintorni avevano ben altre ricchezze; quelle che seguitavano a stupire chi vi giungeva.
E quando tornavano a Roma, nei racconti dei loro viaggi, la parte più seguita e che destava più attenzione era l'arte e la filosofia della Grecia. 

Da quando nel 146 a.C. conquistarono definitivamente la Grecia, quasi ogni imperatore romano aveva avuto riguardo della grande tradizione culturale ellenica e qualcuno profuse anche in modo notevole il suo amore per questa terra;  come Adriano, che fu un caso limite il suo fu un amore sviscerato, ma anche gli altri, i rozzi che vi erano passati, ne avevano ricevuta sempre una certa soggezione. Erano perfino timorosi. La Grecia continuava ad essere un grosso faro nella coscienza e nell'immaginario collettiva di tutti.
 Del resto le migliori case di Roma, non erano ne' case di prestigio ne' potevano vantarsi di essere famiglie colte se alla loro mensa mancava un personaggio greco; perchè la Grecia continuava ad essere ed era la depositaria della cultura, dell'arte, della filosofia, della musica, e molta di quella civiltà di cui Roma aveva ricevuto a prestito in abbondanza, anche se molti si risentivano ed erano infastiditi da questi influssi.

Un po' per questa tranquillità dai romani ricevuta e anche data che è solo più un ricordo, e un po' per la consapevolezza del loro ricco passato, nel corso di questo 267, dopo la "passeggiata" delle "cavallette" barbare, si ritrovano i greci su un baratro. I romani e i loro imperatori non esistono più, e la loro civiltà è stata dai Goti calpestata, definitivamente cancellata e messa nella peggiore condizione, quella di riprendersi  mai più. 

Per noi l'anno fatidico non convenzionale fu quel 161, dopo la morte di Antonino Pio, quando incominciò la decadenza, ma per i Greci  la fine fu quest'anno, il 267.

E' nel corso di questo 267 che ad Atene chiudono le biblioteche ormai distrutte, le botteghe degli scultori, ed è la fine delle magistrature e del governo delle città;  termina quel residuo di democrazia che Atene aveva insegnato a tutto il mondo, che dopo 1500 anni riscopriremo, e in certi casi non in tutta la sua interezza; questo nemmeno nei momenti migliori, fatti solo passare per tali.

Sembra che nell'anno 2000 il liberismo si sente così forte che può anche  prendersi il lusso di lasciare sopravvivere la democrazia; questa la permettono, ma poi dalle Tv invitano a non partecipare al voto, a stare a casa; "state tranquilli, non c'è bisogno che vi scomodate, pensiamo tutto noi", "siamo noi i più bravi!". Ma spesso sono dei nuovi "barbari", non distruggono fisicamente la cultura, nè le biblioteche, ma distruggono i cervelli bombardandoli con i messaggi.
Spesso dai contenuti idioti; ma il peggio dei mali è che alcuni erano fino a poco tempo fa capace di capire che erano tali, mentre ora non esiste nemmeno più il minimo atteggiamento critico.

PROSEGUI NELL'ANNO 268 >