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CRONOLOGIA

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ANNO 81 d.C.

Qui il riassunto PERIODO DEI FLAVI (Vespasiano, Tito, Domiziano) 69-96 d.C.


*** DOMIZIANO IMPERATORE
*** RICOMINCIANO LE CONGIURE
 

In Roma il 13 Settembre, morto TITO che era giunto alla sua XI potestà tribunicia, gli succede il 14 settembre suo fratello DOMIZIANO. Gli sono conferiti i titoli di pontefice massimo e padre della patria. Sua intenzione era quella di prendersi come collega FLAVIO SABINO poi vedremo più avanti cosa avvenne.

 Domiziano era rimasto per undici anni sempre nell'ombra del padre VESPASIANO, poi del fratello TITO, pur ricoprendo con loro la potesta' tribunicia per 9 volte. Diventato  quest'anno Imperatore inizia sostanziali interventi nella finanza pubblica e nelle attività economiche, proibendo la coltivazione della vite (troppa) per incentivare invece le produzioni cerealicole (poca), nel contempo operando nella distribuzione di terre ai veterani, ed  infine controllando le spese militari.

Era un uomo, come Nerone, raffinato di più modesta cultura ma amante del bello, ma a differenza dell'altro, molto appartato, silenzioso, aveva molto sofferto accanto al grande carisma che invece il padre aveva sugli individui, ma anche perché non lo volle mai come collega della potestà tribunizia né gli conferì mai alcun incarico di responsabilità.

Soffriva altrettanto per i successi che raccoglieva il fratello Tito nelle campagne militari, come in quella della Giudea. Ed era amareggiato per non essere stato mai messo alla prova anche lui in campagne militari quando se ne erano presentate le circostanze favorevoli e le occasioni, come in Asia Minore. Si trovò o si mise lui se stesso in disparte, cercando, e passando cupe e lunghe ore in solitudine, consolandosi con l'astrologia e la poesia; impegni forse molto modesti, di poco valore, visto che nulla ci è giunto fino a noi; non troviamo alcun accenno dagli storici del suo tempo.

Domiziano bramava più di ogni altra cosa la gloria militare e il dominio dell'amministrazione. Desiderava potere e coscienza del potere ed ecco che in questo 14 SETTEMBRE il potere era suo e ora intendeva esercitarlo. Aveva 30 anni e tutta una vita davanti a sé.

Salito al trono si trasforma in un tiranno, cacciando via filosofi, matematici e perseguitando i cristiani. Un personaggio storico che ha lasciato molto materiale alla indagine psicologica. Tacito e Plinio ci testimoniano che al contrario del fratello incerto e esitante, lui salito al trono sapeva cosa voleva, e la sue vendette e le crudeltà non erano atti occasionali o dovuti all'ira, ma calcolata e voluta, diabolicamente concepita e sviluppata con fini ben precisi.
Rimarrà sul trono 15 anni, reprimendo molte congiure, finche' cadde in una di queste e perì vittima nel '96. Ma presto andremo a vedere questo suo percorso che porterà nuovamente l'impero quasi sul baratro dell'anarchia.

ARCO DI TITO - Domiziano promuove questa costruzione al Foro Romano (dove si trova ancora oggi). E' un monumento in onore del fratello, da lui mai amato, ma dal popolo con affetto ricordato, e come nella logica del tempo, subito divinizzato come il divus Titus. Ovviamente Domiziano lo fa volentieri, deve alla sua repentina scomparsa se lui è ora al potere. Un potere che esercita  inizialmente andando d'accordo con in senato e il partito conservatore, come del resto avevano fatto padre e fratello. 

Ritorniamo a Domiziano, che assunto il potere con una determinazione non comune. (Sembra determinato a voler compensare il nulla provato prima, con il tutto che vuole provare ora). Mostra  inizialmente un sostanziale accordo con il senato e con il partito conservatore che aveva appoggiato Vespasiano e Tito; ma quasi subito decisamente e gradualmente punta sull'assolutismo. Ha fame di potere.

L'occasione che lo adombrò subito fu quella della sua incoronazione; DOMIZIANO dopo essersi scelto nel consolato come collega FLAVIO SABINO DOMIZIANO, marito della sua bellissima nipote Giulia, per un banalissimo errore, l'araldo lo annunziò  non come console collega ma collega dell'imperatore. Rimase molto turbato ma non reagì subito, servì il piatto freddo più avanti. Non sopportava neppure per errore che qualcuno fosse considerato suo pari e suo collega. Poi quel nome! omonimo! Il potere era tutto suo, ma ormai con questo tarlo nella testa (che era alla fine solo un banalissimo errore), trovò un pretesto per sbarazzarsi di questo ipotetico rivale; più tardi, fece accusare la propria moglie DOMIZIA LONGINA di adulterio con il ballerino Paride; lo uccise, divorziò dalla moglie e si prese in casa come concubina proprio la vedova di Sabino. (Ma sarà in seguito la moglie Domizia a servigli il suo piatto freddo, mandandolo al creatore)

Domiziano insomma, iniziò subito a fare il vuoto dei suoi nemici ipotetici o reali, in questo aiutato da alcuni individui senza scrupoli, degli informatori pari a quelli di Agrippina, come Aquilio Regolo, Didio Gallo, Fabrizio Veientone, il cieco Valerio Catullo Messalino, il retore Pompeo, il ballerino Latino e il "filosofo" Seras.  Infierì contro coloro che per una qualche ragione potevano essere dei potenziali elementi pericolosi per la sua stabilità sul trono, nonostante il singolare contrasto con il principio che aveva annunciato all'atto della sua nomina di voler punire i delatori perché "un principe che non punisce questi li incoraggia". Fece l'opposto, chi riferiva qualcosa veniva premiato non punito.

Del resto fu dovuto proprio a questi delatori se il suo principato riuscì a durare così a lungo, visto che furono proprio i delatori a riferire molte presunte o reali congiure, che furono non solo inseguite e ordite nella stessa Roma, ma anche nelle province, e la più pericolosa sarà quella che leggeremo nel 89, di SATURNINO, un legato della Germania che si fece acclamare dai suoi soldati imperatore e che rappresentò il più serio pericolo per Domiziano, visto che Saturnino era riuscito a coinvolgere le sue legioni pronte a marciare contro l'imperatore.

SCOZIA - Circumnavigando attorno a una grande isola, la CALEDONIA, la spedizione di GIULIO AGRICOLA scopre l'estensione di questo territorio; se la annetteranno poi nell'84 assieme alla già romana Britannia, con il nome di SCOZIA. Di questa campagna fortunata di cui abbiamo accennato l'inizio nel 76, la completeremo nel 84.

*** Si svolgono in Grecia i giochi della CCXV OLIMPIADE

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