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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. - 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

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"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA"

ANNO 1343


*** FALLISCE LA PRIMA BANCA A FIRENZE. Le spese affrontate per portare avanti la guerra contro la Francia mettono in difficoltà il re d'Inghilterra, Edoardo III, che arriva vicino alla rovina finanziaria e non riesce ad ottenere ulteriori finanziamenti dal parlamento di Londra.
Allora Edoardo decide di passare ad altri la sua rovina e precisamente a chi aveva finanziato la prima e più infruttuosa parte della guerra:  le società bancarie fiorentine.
 Il re aveva sottoscritto prestiti per somme che andavano dai 600.000 ai 900.000 fiorini d'oro con la banca dei BARDI e per circa 500.000 fiorini d'oro con quella dei PERUZZI.
 Le garanzie offerte dal sovrano consistevano nelle entrate previste dalle tasse sulla lana. Ma proprio a causa della guerra, il commercio della lana rende troppo poco ed il prestito non può essere reso.
 I fondi delle banche di Firenze si prosciugano rapidamente ed arriva la bancarotta prima dei Peruzzi, quest'anno, poi dei Bardi e degli ACCIAIOLI l'anno prossimo.
 Il fallimento delle banche provoca anche la crisi di commercianti ed artigiani che sono costretti a chiudere bottega. Firenze e Siena vivono in questi anni uno dei peggiori disastri economici della loro storia.

*** A VENEZIA il 4 gennaio viene eletto doge il giovane ANDREA DANDOLO, un personaggio nobile e colto che aveva già ricoperto diverse cariche pubbliche, percorrendo una rapida carriera che lo porta a diventare doge a soli 37 anni.
Vanta un'amicizia con Francesco Petrarca e lui stesso coltiva un'intensa attività di scrittore, che lo porterà a comporre un manuale pratico di statuti e due cronache della Repubblica Serenissima.
Quindi, per la prima volta, un politico letterato di grande valore è posto a capo della potente Venezia e la sua giovane età fa sperare in un governo lungo e prosperoso.
Già l'anno prossimo, il nuovo doge otterrà il primo successo nella crociata contro i turchi, con la vittoria della flotta veneziana, guidata dall'ammiraglio PIETRO ZEN, che conquisterà Smirne, un porto di grande importanza strategica e commerciale.
In seguito a questa vittoria il Papa, CLEMENTE VI, concederà a Venezia di riprendere i commerci con i musulmani d'Egitto e quindi al sua attività economica si incrementerà a tal punto che il prezzo di mercato delle cartelle di prestito di Stato raggiungerà il 100% del valore di emissione.

*** MUORE IL RE DI NAPOLI, ROBERTO I D'ANGIO', che durante il suo regno aveva dedicato molto impegno nelle continuazione della politica guelfa di suo padre, ma aveva incontrato ostacoli tali da rallentare fortemente il suo disegno politico.
L'attività economica del regno napoletano è ormai in mano ai banchieri e ai mercanti guelfi fiorentini e lucchesi e la gestione del potere è appannaggio dei baroni intenti solo a sfruttarlo per interessi personali.
La sua passione è stata quella di predicare in pubblico e di prepararsi con tanto zelo da scrivere personalmente i testi dei suoi discorsi che sono giunti fino a noi in una raccolta.
Dante gli attribuisce il titolo di "re da sermone", anche se il suo giudizio è ispirato dalla passione politica contraria.
Fu duramente colpito negli affetti dalla morte che gli tolse tutti i figli, e dai continui contrasti degli altri famigliari che lottarono ferocemente tra loro, specialmente quando fu il momento di scegliere il successore al trono.
La designata è una nipote, Giovanna, figlia di Carlo, duca di Calabria, la quale ha sposato il re d'Ungheria, Andrea, ed è gravemente sospettata di essere coinvolta nel suo omicidio. (By: Silvio Galletta)

*** AMEDEO VI (SAVOIA- detto CONTE VERDE), succede al conte sabaudo Aimone il Pacifico. Nel 1355 sposerà una Borbone (Bona). Subito si sente forte e già in grado di dichiarare guerra ai Visconti di Milano.  Una ambizione questa che pur con tante altre intese, alleanze, continuamente alternate con amici e nemici, costellata anche da tradimenti tra parenti, continuerà a non essere soddisfatta fino al 1848-49. L'ultimo a provarci sarà Carlo Alberto, in un modo ambiguo e alquanto maldestro.
Il capolavoro di Amedeo Conte Verde, fu quello di allearsi con un ramo collaterale (con i principi di Acaia -il primo nucleo del sabaudo Piemonte)  per combattere i Visconti di Milano. Ma poi nel 1360-63 gli si mette contro e toglierà al lontano parente il principato di Piemonte. Subito dopo farà una spedizione contro i turchi mettendosi a disposizione di suo cugino imperatore a Bisanzio (Giovanni V Paleologo). Ricompensa: il possesso di un altro territorio a sud (Cuneo) e a nord (Canavese, Biellese) del principato di Piemonte.

L'Acaia comprendeva Carignano una località vicina a Torino. I Savoia se ne assicurarono l'intero possesso dopo una lunga e aspra contesa, e solo nel 1650 uno dei Savoia lo
diede in feudo al suo quartogenito, Tommaso, che divenne così il capostipite della casata dei CARIGNANO. Estintasi nel 1831 a Torino i Savoia prima con Vittorio Emanuele I poi con  il fratello Carlo Felice (entrambi senza figli) ripescarono fra i lontani nipoti CARLO ALBERTO che era appunto il figlio del sesto principe di Carignano, Carlo Emanuele fuggito a Parigi nel periodo napoleonico, ma connivente con l'imperatore, infatti Carlo divenne cadetto proprio di Napoleone. Poi rientrò a Torino, con idee più liberali che dinastiche, combinando un bel pasticcio nel 1821. (vedi).

*** COLA RIENZO capopopolo di Roma (un uomo di umili origini) si reca dal papa ad Avignone per invitarlo a intervenire nelle feroci dispute che si stanno verificando in Italia, soprattutto a Roma, in piena anarchia tra le famiglie nobili, con continue lotte intestine per conquistare il potere assoluto. Ma anche il capopopolo sta diventando troppo potente allarmando il papa.


ANNO 1344


*** Nel mese di marzo in Spagna si arrende la città musulmana di Algesiras, assediata da due anni dal re di Castiglia, Alfonso XI, con l'ausilio di truppe provenienti da tutta Europa (compresa Genova) e con la partecipazione di nobili inglesi, francesi e tedeschi. Tra questi ci sono i conti Salisbury e di Derbi, Roger di Castielbon, Caston di Beorn e il re Filippo di Navarra.
Con la caduta di questa città, le truppe cristiane raggiungono lo stretto di Gibilterra, bloccando il continuo flusso di invasori musulmani dall'Africa.

*** BATTAGLIA NAVALE davanti alle coste dell'Eubea, tra la flotta turca e quella cristiana, formata da 24 galee, armate da Venezia, Cipro, Rodi e dal Papa, Clemente VI, che paga le sue 4 navi con una nuova decima triennale imposta ad alcune province sotto il suo dominio e con la vendita delle indulgenze, effettuata durante la predicazione di una nuova crociata.
I cristiani escono vittoriosi dallo scontro e, il 28 ottobre, occupano anche la città di Smirne, il principale porto dell'Anatolia controllato dall'emiro di Aydin, che sarà tenuta fino al 1402, quando verrà conquistata dall'esercito mongolo guidato da Tamerlano.

*** IL RE D'INGHILTERRA, Edoardo III, dopo la tregua a cui era stato costretto nel 1340, malgrado la schiacciante vittoria di Sluys, vuole riprendere la guerra contro la Francia, ma è bloccato dalla scarsità delle risorse economiche a sua disposizione e non riesce ad organizzare una nuova spedizione militare.
Quindi decide di ricorrere all'aiuto finanziario dei suoi sudditi e si rivolge ai tre poteri che compongono il parlamento inglese, informandoli del fatto che il re di Francia ha rotto la tregua e chiedendo "la loro opinione".
I Lords, i Comuni ed il Clero rispondono al sovrano che gli "suggeriscono" di porre fine alla guerra con una battaglia decisiva o con una pace onorevole, ma di non abbandonare lo scontro per seguire i consigli del Papa o di chiunque altro.
Quindi vengono stanziati nuovi sussidi alla Corona per la ripresa delle ostilità con i francesi. (By: Silvio Galletta)

*** RIENZO, rientrato a Roma solleva il popolo contro i nobili. Il suo obiettivo e' quello di creare una repubblica romana autonoma dai nobili, ma a Roma non ci sono le condizioni necessarie, non ha la città nessuna affinita' - ad esempio-  con i milanesi; e' una citta' Roma dove la popolazione, riceve dai nobili (sia da una fazione che dall'altra) molti donativi, non ricava il proprio reddito da nessuna attivita' industriale e commerciale come in Lombardia, ma vive soprattutto di assistenzialismo barcamenandosi tra le due fazioni. Infatti il progetto di Rienzo naufraga quando il suo movimento  diventa rivoluzionario; i popolani intimoriti non da una guerra ma dalla perdita di alcuni benefici (questa é la preoccupazione principale)  non solo lo isolano, ma sarà in seguito catturato e pure impiccato durante una manifestazione popolare.


ANNO 1345


*** A PADOVA Iacopo II da Carrara s'impadonisce del potere dopo aver assassinato Marsilietto del ramo dei Papafava, secondo una strana tradizione di famiglia che risolve così i problemi ereditari.
Egli stesso verrà pugnalato a morte, per lo stesso motivo, nel 1350, da Guglielmo da Carrara.

*** IL PARLAMENTO INGLESE autorizza il re EDOARDO a chiedere a tutti i proprietari terrieri di arruolarsi personalmente nell'esercito o, in alternativa, di versare una somma di denaro sufficiente a pagare un altro combattente o, ancora, di indicare un sostituto che non avesse lo stesso obbligo.
L'obbilgo di contribuire alle spese militari viene quntificato esattamente dalla Corona, in modo che ciascuno partecipi in base al proprio reddito.
Così chi ha un'entrata di 5 sterline deve fornire un'arciere, chi ricava 10 sterline un lanciere a cavallo, con 20 sterline due lancieri a cavallo e con 25 sterline un uomo d'arme, cioè un gentiluomo o cavaliere che in quanto tale è esperto nell'arte della guerra.
Come per i singoli sudditi con un certo censo anche per le comunità, come città e contee, viene imposto l'obbligo di costituire dei reparti militari di varia consistenza.
Per arruolare, invece, i soldati semplici tra il popolo comune, si ricorre ampiamente alla propaganda antifrancese, infondendo il timore di un'imminente invasione della patria, si promette un ricco bottino, da ricavare dal saccheggio delle terre nemiche, e si concede persino l'amnistia ai condannati al carcere come fuorilegge.

*** A Stavoren muore il Conte d'Olanda, Guglielmo IV, combattendo contro il popolo dei frisoni.
L'imperatore, LUDOVICO il BAVARO, attribuisce la contea alla sua novella sposa Margherita Avesnes, sorella del conte defunto.
Ma anche il re d'Inghilterra EDOARDO III, imparentato con gli Avesnes, avanza delle pretese sull'Olanda.
La controversia porta ad una guerra di successione tra le due opposte fazioni, una dei nobili che sostiene Margherita e l'altra dei borghesi che sono a favore degli inglesi, che durerà per più di un secolo.
Il figlio di Margherita, Guglielmo IV, si schiererà con la borghesia combattendo contro la madre fino al 1354 quando si impadronirà dell'Olanda, della Zelanda e dell'Hinaut.(By: Silvio Galletta)

*** A Firenze si registra un crac di banche fiorentine dopo che EDOARDO D'INGHILTERRA non ha piu' soldi per pagare i debiti contratti per sostenere la guerra contro i francesi. Ma anche i francesi non sono per nulla messi bene. Presto faranno anche loro bancarotta per le stesse ragioni: le smisurate spese per la guerra.

*** Gli ANGIONI scesi accanto ai torinesi per sostenere e riprendersi un'autonomia nei territori dei Savoia, escono sconfitti dallo scontro e perdono definitivamente il Piemonte.


ANNO 1346


*** A FIRENZE la classe politica guelfa al potere, ormai vacillante, si esprime con atti di prepotenza legislativa nell'intento di introdurre una riforma che le consenta di continuare a governare.
Così vengono esclusi dalle cariche pubbliche quanti sono stati ghibellini o sono stati considerati tali per fama pubblica e persino coloro che in passato hanno avuto degli antenati condannati come ghibellini.

*** VENEZIA STRONCA LA RIVOLTA DI ZARA. Il primo luglio il condottiero veneziano MARINO FALIER, futuro doge, conquista la città di Zara dopo un'assedio condotto con soli 600 uomini, provocando ben 7000 morti tra i cittadini della città dalmata e tra le milizie ungheresi che l'appoggiano.
Zara si era rivoltata contro la Repubblica Serenissima , istigata proprio dal re d'Ungheria, Ludovico, e da Beltrando, patriarca di Aquileia.
Dopo questa vittoria, che consolida notevolmente la giurisdizione dei veneziani sulla Dalmazia, il governo serenissimo decide di premunirsi per il futuro contro le mire espansionistiche straniere, unificando i poteri civili e militari del Capitano Generale della Dalmazia, la cui autorità verrà estesa a tutti i rettori della regione ad eccezione di quello di Zara.
Mentre la Repubblica veneta è impegnata in questa impresa in Adriatico, i genovesi guidati dal doge Giovanni Murta, occupano Chio e le due Focee, creando serie preoccupazioni nei veneziani i quali, per ostacolare l'espansionismo dei concorrenti, si alleano con il re d'Aragona.

*** L'IMPERATORE LUDOVICO IL BAVARO, sempre in contrasto con il papato, finge di volersi riavvicinare alla Chiesa, riappacificandosi con Clemente VI, ma questi non cade nell'inganno e anzi passa al contrattacco convincendo alcuni principi tedeschi, della fazione contraria alla Casa di Baviera, a dichiarare deposto l'imperatore e ad eleggere il successore, nella persona di Carlo di Lussemburgo, figlio del re di Boemia Giovanni e di Elisabetta Przemyrl, il quale nel corso di quest'anno succederà al padre morto nella battaglia di Crecy.
Carlo è fortemente sostenuto dal Papa che lo ospita ad Avignone e che lo induce a giurare fedeltà alla Chiesa, in prospettiva dell'incoronazione imperiale che avviene dopo poco tempo a Bonn.
Ma, sebbene sia stato nominato dai principi elettori, Carlo non riesce di fatto a governare perchè la maggior parte delle città tedesche rimane fedele a Ludovico il Bavaro.

*** BATTAGLIA DI CRECY. Il 26 agosto l'esercito inglese e francese si scontrano a Crecy, in Piccardia, un villaggio a trenta miglia dalla costa (Francia settentrionale)
L'esercito inglese era sbarcato nel mese di luglio in Normandia guidato dal re EDOARDO in persona, accompagnato dal figlio quindicenne, con una forza di 4000 uomini d'arme, 10000 arcieri e numerosi soldati originari delle regioni del Galles e dell'Irlanda, per un totale di circa 20000 uomini.
Gli inglesi, divisi in tre colonne, avanzano nella regione devastando, depredando e saccheggiando tutti i centri abitati e le campagne che trovano lungo la strada, senza incontrare una resistenza significativa nè da parte dei nobili locali nè della popolazione che fugge in preda al panico, abbandonando le case con tutti i propri beni e le fattorie piene di grano.
La Normandia risulta così redditizia che l'esercito invasore non ha più bisogno di preoccuparsi oltre per l' approvvigionamento delle vettovaglie.
Gli inglesi, costeggiando la Senna, arrivano fino a Poissy, a sole 20 miglia da Parigi e il giorno di ferragosto incendiano molti villaggi intorno alla città.
Nel frattempo il re di Francia, FILIPPO VI, emana il bando di mobilitazione generale di tutti gli uomini abili alle armi, in quanto ritiene che richiamare solo i nobili non sia sufficiente a respingere il nemico.
Il re d'Inghilterra, saputo che molta gente si sta radunando in armi, in risposta all'appello di Filippo, vuole ingaggiare battaglia con i francesi ma non prima di essersi assicurato una via di fuga, per cui si allontana da Parigi in direzione della costa della Manica.
L'esercito francese, superiore numericamente a quello nemico, a marce forzate, raggiunge gli invasori prima che riescano ad arrivare al mare, ma non può impedire che gli inglesi si attestino in una posizione favorevole, schierandosi in difesa su una larga collina che sovrasta il villaggio di Crecy.
I francesi, accampati in un luogo troppo distante dal nemico, arrivano già stanchi sul campo di battaglia nel tardo pomeriggio, con il sole contro che sta scendendo proprio sulla collina dove sono attestati gli inglesi.
Filippo capisce che è meglio rinviare lo scontro all'indomani, ma è troppo tardi e non riesce più a trattenere i cavalieri francesi che, in cerca di gloria personale, si lanciano all'assalto verso l'alto, dando prova di un coraggio privo di senso tattico e di qualsiasi pianificazione predefinita, che li porta alla rovina.
Gli arcieri inglesi, ben addestrati e in posizione di vantaggio, dall'alto verso il basso, fanno strage dei francesi gettando scompiglio tra le file dei cavalieri che, caduti da cavallo ed imprigionati nelle loro pesanti armature, vengono decimati dalla feroce fanteria gallese ed irlandese, fino a notte fonda.
Lo stesso re Filippo viene ferito e si salva solo grazie all'aiuto del conte di Hainaut che afferra le briglie del suo cavallo e lo trascina lontano.
All'alba del 27 agosto decine di migliaia di soldati francesi giacciono morti sul campo di battaglia e tra di essi molti nobili tra i più illustri d'Europa, come il re Giovanni di Boemia, il conte di Fiandra ed il duca di Lorena. (By: Silvio Galletta)

*** Gli inglesi di EDOARDO III, nella battaglia contro il re di Francia FILIPPO VI, usano anche loro (i francesi li usarono per primi nel '38 cannoneggiando Southampton) in quella che si svolge a CRECY, per la prima volta i cannoni (acquistati a credito) caricati a polvere nera. E' l'inizio di una escalation. Non si fermeranno piu'. L'ambizione di ogni governante è ora quella di dotare il proprio esercito di queste potenti armi distruttive, di lunga gittata e di effetto distruttivo soprattutto negli assedi delle città. 
Crolla così una delle più consolidate strategie della guerra. Quella di bloccare le strade di una città, poi attendere mesi, per farle capitolare per fame. Ora basta sparare e continuare a demolire e a distruggere le difese e gli uomini.

*** Nei BALCANI il Re serbo STEFANO DUSAN, all'apice della potenza dello stato serbo, si fa incoronare a Skoplje "Imperatore dei Serbi e dei Greci" e fonda il Patriarcato Serbo. Il suo regno comprende oltre alla Serbia propriamente detta, il Montenegro, la Macedonia, l'Albania e la Grecia settentrionale. Tre anni dopo viene codificato il diritto serbo nel "Zakonik" ed il regno viene organizzato secondo i modelli bizantini.

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