ANNO 1981 (Pagine in costruzione) MESE DI MAGGIO

SCOPPIA LO SCANDALO 
DELLA LISTA P2

6 MAGGIO - In seguito all'inchiesta su Sindona i carabinieri perquisiscono la sede massonica italiana a Palazzo Giustiniani a Roma e sequestrano numerosi documenti legati all'inchiesta sulla loggia P2 di Licio Gelli contro il quale viene emessa comunicazione giudiziaria.

13 MAGGIO - Attentato al Papa Giovanni Paolo II, mentre in Jepp benedice la folla ammassata in piazza San Pietro a Roma, viene gravemente ferito dal terrorista turco Alì Mehemet Agca le cui rivoltellate colpiscono anche due turiste straniere.

10 MAGGIO - In Francia FRANCOIS MITTERAND socialista, è eletto per sette anni presidente della Repubblica francese con il 52,1% contro il 47,9% del presidente uscente e candidato VALERY GISCARD d'ESTAING.

20 MAGGIO - Insistentemente da giorni si parla della famosa lista delle P2. "Non si può dire il panico che la scoperta provocò. I magistrati dopo la perquisizione avevano mandato tutta la documentazione al presidente del Consiglio FORLANI e questi s'era ben guardato dal diffonderla. Ma i giornali sapevano che la lista c'era e copia del documento era alla fine giunta pure alla commissione Sindona e i membri cominciarono a raccontare qualcosa ai giornalisti, sicchè - soprattutto sui settimanali - uscirono spezzoni di lista, che aumentarono il terrore generale. Quando finalmente il capo del governo  ricevette dai giudici milanesi il nulla osta alla pubblicazione delle carte, il clamore fu enorme. nella lista erano compresi tre ministri (Foschi, Manca e Sarti), e il segretario di un partito di governo (Longo del Psdi). Forlani non resistette allo scandalo, dovette dimettersi." (*)

"La pubblicazione delle liste diede luogo a cinque inchieste e provocò conseguenze soprattutto nelle sfere militari, dove si procedette a sostituzioni e rimozioni. Tutti gli apparati in effeti, da quello dei giudici a quello interno ai partiti, misero in moto processi ai piduisti per accertare il significato della presenza nella lista. (Quasi tutti gli accusati si difesero dicendo che Gelli li aveva inseriti a forza o che si erano iscritti sì, ma tanto per cedere alle istanze di qualche persona stimabile e senza sapere bene quello che facevano). Nella maggior parte dei casi i processi che poi si tennereo si chiusero con delle assoluzioni. Ma certo le liste, a chi sapeva leggere, spiegarono parecchie carriere fulminanti e anche parecchie intese altrimenti inesplicabili" (*)

"Quello che colpiva maggiormente l'immaginazione del pubblico era che apparentemente non c'era scandalo grande o piccolo nel quale non fosse in qualche modo implicato Gelli o almeno qualche piduista. Erano iscritti alla loggia il generale Giudice e il generale Lo Prete, protagonisti dello scandalo dei petroli (2000 miliardi truffati allo Stato). Nell'archivio erano custodite certe carte segrete relative all'affare Eni-Petromin (100 miliardi). Risultarono iscritti alla loggia (ma negarono con forza) sia l'ex presidente dell'Eni Mazzanti sia il suo avversario Di Donna"(*)

"Di tutti gli "affairs" in cui Gelli pareva implicato, nessuno sembrava avere lo spessore politico del "caso Corriere della Sera". Risultavano iscritti l'editore Angelo Rizzoli, il suo braccio destro Tassan Din, il direttore Franco di Bella, alcuni eminenti giornalisti della testata e soprattutto i veri padroni del giornale, cioè Umberto Ortolani - che formalmente sedeva solo nel consiglio d'amministrazione - e Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano che, mediante la sua finanziaria Centrale, aveva comprato il 40 per cento dell'azienda. Come si capì abbastanza presto, il trio Gelli-Calvi-Ortolani aveva approfittato delle dificcoltà economiche del giornale per foraggiarlo e, di fatto, occuparlo. Rizzoli, Tassan Din e gli altri parevano soprattutto ostaggi nelle mani della loggia. E al progetto di strangolamento progressivo del "Corriere" - di cui erano del tutto ignari i giornalisti dell testata- non era estranea la classe politica, come raccontò Alberto Rizzoli al giornalista  Giorgio Bocca.
Il terremoto in via Solferino ebbe conseguenze importanti. Di Bella dovette lasciare la carica di direttore e fu sostituito da Alberto Cavallari, alcune importanti firme del giornale trasmigrarono.
Intanto si accendeva la lotta per la proprietà che si farà serrata l'anno successivo, dopo il suicidio di Calvi e lo "scioglimento" del Banco Ambrosiano"

(*) La Repubblica, Supplemento al n. 59 del 11 marzo 1986; Giorgio Dell'Arti, Storia di un anno.)"

21 MAGGIO - L'ufficio stampa della presidenza del consiglio dei ministri ha distribuito in serata l'elenco dei nomi degli iscritti alla P2. 

22 MAGGIO - Colpito da mandato di cattura, LICIO GELLI fugge all'estero. L' accusa è procacciamento di notizie riservate sulla sicurezza dello Stato e spionaggio politico.

23 MAGGIO - Il ministro Antonio Sarti (uno degli iscritti alla P2) si dimette. 
Sorgono contrasti per le sostituzioni.

26 MAGGIO - Il governo FORLANI dà le dimissioni. Tenta un rimpasto ma deve rinunciare.
Verrà affidato l'incarico il 10 giugno a SPADOLINI.

FINE MAGGIO

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