ANNO 1980 (Pagine in costruzione) MESE DI AGOSTO

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2 AGOSTO ORE 10,25 . TUTTI GLI OROLOGI DELLA STAZIONE HANNO FISSATO L'ISTANTE.

2 AGOSTO - "Bologna - Una violenta esplosione ha fatto crollare parte della stazione centrale di Bologna. Ci sono morti e feriti". (Comun. Ansa, ore 10,47).

"Bologna - La deflagrazione, di enorme potenza, ha fatto crollare un tratto del fabbricato lungo 50 metri; ospitava i locali del ristorante e delle sale di attesa di prima e seconda classe; da una parte fiancheggiava la pensilina del primo binario; il fronte opposto dava sul parcheggio dei taxi. Il fabbricato è crollato al 90 per cento, seppellendo decine di persone. La forza d'urto ha mandato in frantumi i vetri di quasi tutti i palazzi che circondano la stazione. (Ib. ore 11,06). I tre locali erano pini di persone. Un conto delle vittime è, per ora, impossibile. Si teme che i morti possano superare la decina, ma ogni valutazione è azzardata (Ib. ore 11,18).

"Bologna . La scena del disastro è impressionante. All'interno, vigili del fuoco, carabinieri, polizia sono al lavoro con ruspe e attrezzi a mano; macerie dappertutto e detriti, gente smarrita che cerca piangendo i congiunti che erano in quel momento in partenza o in arrivo. (Ib. ore 12,27)

I soccorritori hanno recuperato finora 30 cadaveri, ma l'opera continua. Sulle cause della sciagura sono soltanto ipotesi. Appare credibile quella dello scoppio di una caldaia della centrale. La vicinanza della data del sesto anniversario della strage dell'"Italicus" ha tuttavia fatto pensare ad un attentato"
(Ib. ore 12,47).

"Roma - La strage di Bologna è un attentato: lo rivendicano i "Nar". Una telefonata al centralino del quotidiano "La Repubblica" ha rivendicato ai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), una delle formazioni del terrorismo di destra, l'esplosione alla stazione di Bologna. Alle 13,46 una voce maschile, forse incisa su nastro, ha detto: "Qui Nar; rivendichiamo l'attentato alla stazione di Bologna. Onore al camerata Mario Tuti". (Ib. ore 15,08).

"Bologna - La questura di Bologna ha reso noto alle 13,30 che il bilancio della sciagura è di 55 morti e circa 180 feriti; qualche decina di essi è in condizioni gravissime" (Ib. ore 15,37)

"Bologna - Cresce il numero delle vittime della strage; alle 19,30 erano 76"
(Ib. ore 20.00) 

"Bologna 16 agosto  - Le vittime dell'esplosione alla stazione salgono a 83" (Ib. ore19,09)


2 AGOSTO - Un sabato che doveva essere per 83 persone l'inizio di un periodo di serene vacanze, incontrano invece la morte alla affollata stazione di Bologna, altre 200 sono i feriti. Una terrificante esplosione alle 10,25 fa saltare in aria un'intera ala della stazione centrale. L'Italia e il mondo inorridiscono.

A Parigi a titoli cubitali escono i giornali con un titolo disonorante; "In Italia c'è la peste!, de quoi avoir peur - da aver paura, state a casa!". (chi scrive era lì).
Ma anche loro avevano la "peste" in casa. A Marsiglia pochi giorni dopo, l'11, l' "Ordre et justice nouvelle" una organizzazione di estrema destra, faceva saltare con una bomba la tipografia di un giornale di estrema sinistra, causando 12 feriti.

Sulle cause del massacro di Bologna si fanno tante ipotesi. Si tratta in realtà di un atto terroristico, uno dei più gravi di tutta la storia della Repubblica. Sia i NAR che le BR con telefonate ne rivendicano subito dopo la paternità.
Altri giornali invece insinuano che l'azione criminosa sia di marca fascista, vista la coincidenza con il rinvio a giudizio dei responsabili della strage dell'Italicus. Comincia la caccia ai colpevoli. Molti neonazisti finiscono in carcere. In dieci anni di indagini e lunghi processi su veri o presunti colpevoli arrestati, con tanti depistaggi (processi anche agli autori di questi ultimi), finiscono tutti in una bolla di sapone.
Il 18 luglio del 1990 la corte d'assise d'appello ha cancellato i quattro ergastoli inflitti in primo grado, assolvendo dall'accusa di essere gli esecutori materiali, Valerio Fioravanti, Francesco Mambro, Massimo Fachini, Sergio Picciafuoco per non aver commesso il fatto.
"Assolti LICIO GELLI e Francesco Pazienza dall'accusa. (erano stati arrestati l'11 dicembre di quest'anno, con mandato di cattura emessi dai giudici Vito Zincani e Sergio Cataldo, titolari dell'inchiesta sulla strage). Conferma dell'assoluzione per tutti gli imputati di associazione eversiva, compreso il capo della P2. Il procuratore Franco Quadrini aveva chiesto cinque ergastoli, indicando fra l'altro Gelli "il grande burattinaio che strumentalizzava la destra eversiva, pur di condizionare gli equilibri politici in senso conservatore e di perseguire le sue trame di potere e affari....non esitando a incolpare innocenti, costruendo una fantomatica pista internazionale" (Comunicato Ansa del 18 luglio 1990, ore 15,33).

Il giorno successivo, il 19 luglio del 1990, esce il manifesto con il titolo a caratteri cubitali " La strage non ci fu" "a Bologna nessun colpevole!"

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FINE AGOSTO

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