ANNO 1980 (Pagine in costruzione) MESE DI APRILE

5 APRILE - Sciolto il governo il 19 marzo, FRANCESCO COSSIGA il 23 aveva ricevuto nuovamente l'incarico. Dopo 17 giorni di incontri le nuove alchimie sono fatte. Il 5 aprile vara il suo governo. Queste volta con la partecipazione diretta dei socialisti e dei repubblicani. Craxi ha avuto la sua soddisfazione di mettere dentro il governo 9  suoi ministri: CAPRIA,GIANNINI, BALZAMO, LAGORIO, FORMICA, MANCA, DE MICHELIS, ANIASI, REVIGLIO. Soddisfatto anche il PRI con 3  ministri: LA MALFA, COMPAGNA, BIASINI. - Fra i democristiani compare FORLANI come ministro degli Esteri, ROGNONI agli Interni, BISAGLIA nel dicastero dell'Industria e Commercio.

17 APRILE - il Senato vota la fiducia a Cossiga con 178 sì (DC, PSI, PRI, SVP) 127 no (PCI, Indipendenti di sx, PDUP, PR, PSDI, PLI, MSI); mentre la Camera concede la fiducia il 20 aprile con 335 sì e 271 no.
Sembra una roccaforte sia per la DC sia per i PSI. Craxi con 9 ministri rappresentati, a molti democristiani che sono rimasti fuori non è solo sembrato eccessivo, ma apparso scandaloso. Ma l''effetto vincente dei socialisti, il nutrito gruppo seduto sugli scranni del governo,  porta acqua al mulino PSI. Molto utile l'8 giugno, quando ci saranno le elezioni regionali, provinciali e comunali. Craxi non canta ancora vittoria, e nemmeno vuol fare solo l'ago della bilancia, ma vuole dialogare da pari a pari con la DC. Poi, se oltre l'effetto simpatia,  la Dc farà anche dei passi falsi, o avrà qualche incidente di percorso, i socialisti non perderanno certo l'occasione per fare il "salto". Non per nulla   lo stesso Craxi non entra in nessun ministero. Non avrebbe tempo per completare il suo "quadro".

Previsioni avverate perchè la DC (anche se erano convinti quest'anno di potergli fare lo sgambetto) ritorna ad essere presuntuosa, utilizzando i piccoli e immaturi nani, e inizia con una serie di errori, verso il suo declino; nel '83 il baratro è già in perdita di sei punti in percentuale, da 38,6  scende a 32,9. Il "Preambolo" si rivelerà una ghigliottinata di teste: 37 seggi. Poteva essere  un massacro, se non ricorrevano all'ultimo momento a far rimettere insieme i cocci dal "ribelle" ma intelligente e combattivo DE MITA, che userà gli stessi mezzi di Craxi;  non certo quelli di Forlani.   (ma con il seguito ci arriveremo!).

26 APRILE - Smarrimento e preoccupazioni in Europa. Il raid scatenato in Iran dagli americani ha avuto un clamoroso insuccesso, oltre che far  temere serie ripercussioni. Lo smarrimento è stato che il drammatico annuncio é stato dato dallo stesso presidente Carter con la missione già partita e poi fallita. Il suo comunicato a cose fatte ha preso in contropiede tutta l'Europa. Solo gli inglesi sapevano di un'azione di forza imminente. A Mosca si è aperta un'orgia di accuse. Mosca verrebbe  quindi a trovarsi in armi in una zona militarmente occupata dagli Usa senza che nessuno nè Europa nè Russia sappia qualcosa.
La fortuna è stata che la missione  è clamorosamente fallita, ma i russi affermano minacciosi:  "avremmo fatto quello che era nostro dovere fare: quello di scatenare una guerra".
Le preoccupazioni  sui giornali sono queste. "Di quello che succederà a Carter che ha compromesso la sua rielezione ci importa poco: interessa piuttosto quello che sarà il futuro, e se da un finora sconosciuto deserto dell'Iran non prenda il via un grave momento per l'intera umanità" (Bruno Gagol, l'Adige, 26 aprile)

FINE APRILE

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