ANNO 1980 (Pagine in costruzione) MESE DI MARZO

3 MARZO - Non bastavano le corruzioni di petrolieri, banche ecc., ed ecco scoppiare lo SCANDALO NEL CALCIO. Numerosi calciatori di serie A e B sono accusati di truffa per aver truccato le partite di campionato per le scommesse clandestine.  Alterando così la regolarità del Campionato e del Totocalcio. Non solo incassavano le bustarelle dalle organizzazioni clandestine, ma alcuni di essi scommettevano anche incassando ingenti vincite.

Qualcuno non mantenne gli impegni presi facendo perdere milioni agli allibratori che denunciano il fatto. Scoppia lo scandalo. Sono coinvolti dirigenti e giocatori di grandi squadre: Lazio, Milan, Bologna, Taranto, Perugia, Napoli, Lecce, Genoa, Avellino, ma soprattutto sono coinvolti i migliori giocatori, i beniamini del pubblico, superpagati, tanto da meritarsi l'appellativo di "golden-boy, come CASARSA. SAVOLDI, il portiere ALBERTOSI, e il più famoso di tutti, PAOLO ROSSI.
Alcune squadre sono retrocesse in B, altre penalizzate di molti punti,  mentre per i giocatori per alcuni  è la fine della carriera: radiati; per altri sei anni di squalifica, per Paolo Rossi tre anni.

5 MARZO - Cinque giorni dopo scoppia lo scandalo delle Italcasse. Per 38 dirigenti di banche scatta il mandato di cattura. Il peculato è di quasi 1000 miliardi. L'accusa è di aver elargito denaro pubblico a imprenditori anche sull'orlo del fallimento incassando una buona percentuale. 11 banchieri si eclissano e fuggono all'estero. Gli altri invece scaricano il barile accusando i partiti e i potenti del regime.

19 MARZO - Dopo un acceso dibattito parlamentare COSSIGA è costretto a dimettersi   Ha contro il PSI che dichiara che non rinnoverà l'astensione, e altrettanto annuncia  il PRI. La vera grande difficoltà del governo di Cossiga  é il mutamento al vertice della segreteria DC, che vuole eliminare certi rapporti di alcune sue correnti con il PSI, ed iniziarne altri.
Entrambi i due partiti dallo scorso anno non sono più gli stessi. Da una parte il furbo e pragmatico Craxi in ascesa dentro il suo partito, dall'altra una DC che ha cambiato pelle e non vuol sentire più parlare di unità nazionale, né di compromessi o di collaborazione dentro o fuori il governo con i comunisti.
Inoltre non deve sfuggire ai democristiani (forse ha parlato a loro molto chiaro Craxi) che il segretario del PSI sta lavorando al suo progetto, quello di sottrarre il potere di coalizione alla DC con un polo laico socialista consistente; al momento attuale in Italia forse possibile.

L'opinione pubblica  non segue  la politica nelle sue alchimie,  ma  ultimamente  metà del Paese  é indignato per   gli scandali del regime  democristiano ed emerge un desiderio diffuso di cambiamento della DC  (una indignazione che nel corso dell'anno aumenterà ancora).
Mentre l'altra metà del Paese è indignato, per le ultime imprese del terrorismo degli estremisti della sinistra.(anche questa con le prossime stragi, l'indignazione   nel corso dell'anno aumenterà ancora)

Ad approfittarne  é Craxi mandando segnali sia a una parte sia all'altra. Ma non si ferma quì, li sta mandando ai ceti medi e alla borghesia produttiva che sta abbandonando la tradizionale tutela democristiana e dà  evidenti  segni di stanchezza.
Insomma, la "questione morale"  interessa tutti in questo periodo, tocca ogni ceto. Risulterà vincente chi saprà aggredire in pieno la questione morale. Senza fare svolte autoritarie. Basterebbe applicare l'articolo 92 sui poteri del presidente del Consiglio incaricato a comporre il nuovo governo: secondo la Costituzione dovrebbe formare la sua lista di ministri in poche ore e portarla alla firma del Capo dello Stato senza trattare con nessuno, senza farsi condizionare dalle segreterie dei partiti.

Nessuno l'ha mai fatto! In Italia per il varo di un governo bisogna aspettare settimane e anche mesi.
Altrettanto l'articolo 46, che parla di collaborazione dei lavoratori alla gestione delle aziende; che non è affatto in contrasto con l'articolo 39 e 40 sull'organizzazione sindacale. Ma nessuno ha mai lasciato applicare il primo, come se si trattasse di  un atto irregolare e antisindacale dei lavoratori; di conseguenza non liberi di decidere autonomamente.
(la marcia dei 40.000 a Torino che ci sarà in ottobre anche se (forse) strumentalizzata dal padronato, é l'applicazione dell'art. 46, e da come si svolse,  paradossalmente in contrasto proprio con i sindacati)
Craxi va dicendo questo! Sta prendendo voti per questo, ma quando applicherà queste "ricette" per qualche anno,  passerà per dittatore. (forse stava rompendo le uova nel paniere di tanta gente che di politica e di attività sindacale viveva). Si potrà obiettare che anche molti socialisti o forse anche lo stesso Craxi abbiano approfittato, ma quello che è importante é il bilancio finale.
Un grande supermercato ha 30.000 furti di merce all'anno, ma è il bilancio di fine anno che conta. Ma se per evitarli si manda via  il direttore che lo dirige e non si mette al suo posto un altro direttore, nella stessa azienda sorge l'anarchia e fallisce tutta la  baracca.

FINE MARZO

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