ANNO 1980


MUSICA E CULTURA GIOVANILE
 " the New Romantics "

di Claude Carpentieri
from Birmingham

1. Le Origini

Gli anni '80 si affermano come tra i più vivaci nella storia del panorama musicale e della cultura giovanile. Eppure, ancora oggi, come all'epoca, numerosi "puristi" della musica li riducono ad un fenomeno da poco: come commerciali, fatui, superficiali, l'emblema dell'immagine che trionfa sulla sostanza. MA in realtà le cose sono assai più complesse da definire. 

Il decennio precedente si era concluso con l'avvento del PUNK, la carica distruttrice (anche di se stessi) dei Sex Pistols e dei Clash e con dall'altra parte, la feconda affermazione della scena ska dove si affermano bands come i Madness e The Specials. 

Dal punto di vista politico, nell'Inghilterra del 1979, tra proteste e instabilità sociale, alle elezioni trionfa la signora Thatcher, la "lady di ferro". E' l'inizio di una nuova era per il Paese: tagli sociali, tagli alla cultura, disoccupazione al galoppo. Ebbene questa situazione non può non avere ripercussioni sulla scena artistica. Nel 1980 è come se la gioventù britannica reagisse ai problemi, all'impoverimento e alle tensioni sociali con un surplus di stile, di eleganza, di espressione, di innovazione musicale. Vengono rielaborati looks futuristici e caricature dandyane, maquillages da Pierrot Lunaire e capigliature impeccabili quanto stupefacenti. 

Musicalmente, a fare la differenza c'è l'affermazione dei sintetizzatori, rapidamente disponibili a prezzi più accessibili, cosicchè ogni teenager d'Inghilterra e non solo diviene in grado di fare musica da solo con la propria tastiera. 
Si affermano la MS-20, il Mono/Poly e il DX7, tutti in grado di offrire dei nuovi e stimolanti effetti sonori. Il punk aveva già liquidato e dismesso l'approccio tradizionale verso la chitarra, facendosi beffa di due generazioni di rock'n'roll ridottesi a caricatura di quello che si erano in precedenza proposte di combattere. E così, dal 1976/77 in poi, era esplosa una scena musicale basata sul fai-da-te, su un'apposita scarsa conoscenza musicale, su di un'immagine provocatoria, estrema, nuova. 

LA scena "New Romantic" riprende alcuni ingredienti fondamentali del punk, anzi possiamo dire che essa sia giglia, o diretta discendente, del punk stesso. Essa nasce da quella frangia punk più sensibile verso la moda, quella di Viviene Westwood, dei vestiti creati da sè (come nel leggendario negozio 'Oasis' di Birmingham, dove per qualche tempo, prima di divenire famosi, lavorarono anche un tale Boy George e Martin Dingwall dei Sigue Sigue Sputnik, i quali cercavano di affermarsi come designer di bondage trousers e cappelli muniti di spille da balia), e dall'ammirazione per quegli artisti che con il loro stile androgino e provocatorio avevano spopolato negli anni tra il '72 e il '74, i glammers come Bowie, i Roxy Music di Eno e Bryan Ferry, i T-Rex, i New York Dolls. E così, già nel giugno 1978, Steve Strange e il dj Rusty Egan iniziano la leggenda aprendo il club "Blitz" (che oggi esiste ancora con il nome di 'Gossips', nel quartiere londinese di Soho).

Il punk era ormai divenuto "sicuro", aveva perso la sua carica culturalmente genuina e piena d'ironia divenendo meramente sboccato, assimilato dal 'mainstream', fino al punto che i tabloids come il Sun illustravano come farsi un piercing con le spille da balia. Coloro che inconsapevolmente stavano per creare la nuova scena si spingevano già in avanti tra eyeliners e capelli cotonati a sfidare la legge di gravità. "Ottenere una reazione era l'obiettivo finale", confesserà Boy George 15 anni più tardi, dal momento che è l'espressione il comune denominatore dei frequentatori del "Blitz", mentre la musica diviene solo una parte, per quanto cruciale, di una serie di fattori.

La serata d'esordio del "Blitz" recita "Bowie Night". "A Club for Heroes" e si basa su alcuni dischi di avanguardia elettronica che provengono dagli Stati Uniti (Suicide) e dal continente (i tedeschi Kraftwerk e DAF), e sul suddetto glam-rock. Ma Londra non è la sola. A Birmingham c'è il club Barbarella in Broad Street e anche Sheffield inizia a veder fiorire due o tre clubs affollati da specie di "similpunk" in vena di presenzialismo da nightclubbers...con dosi massicce di trucco e gruppi che suonano una musica minimale, ossessiva, oscura e priva di chitarre (è qui che si afferma la prima formazione degli Human League).

Spiega Simon Le Bon, presto una celebrità come cantante dei Duran Duran :"Penso che tutti fossero disperati affinchè ci fosse in quel momento un nuovo movimento culturale giovanile. Di sicuro aggiungemmo colore. Era tutto molto grigio e noi vi aggiungemmo colore". I nuovi gruppi musicali iniziano ad avere un approccio totalmente diverso; i nascenti Spandau Ballet, a Londra, scelgono, di proposito, di fare concerti in luoghi non tradizionalmente destinati alla musica, come cinema o teatri. E così, nell'arco di pochi mesi, l'attenzione dei giornalisti è puntata su questo club, il "Blitz"popolato da esseri inusuali, androidi multicolori ed esagerati, dai tratti e dai vestiti androgini, come illustra Malcolm McLaren: "Ragazzi che potevano sembrare ragazze, che a loro volta apparivano come ragazzi".  

L'arredamento del Blitz, fuori dal quale le file si allungano di settimana in settimana, riflette temi che faranno tutti parte del bagaglio visivo "New Romantic": un misto di decadenza europea da anni '30, immagini futuristiche, musica che ha un qualcosa di robotico , ma che è al tempo stesso ballabile, e con la novità di essere su di un'altra dimensione rispetto a quello che fino a questo momento era stato conosciuto come disco. Appropriate sono le parole di Marc Almond dei Soft Cell, un altro dei gruppi cardine dell anuova scena :"Eravamo molto 'ora', e molto nostalgici allo stesso tempo".

Nel 1980, sono proprio Steve Strange e Rusty Egan del "Blitz" a tirar fuori dal cilindro un hit che da molti verrà considerato come la pietra miliare del decennio: Fade To Grey, un manifesto di musica decadente, elettronica, ballabile e introspettiva allo stesso tempo. Il duo, infatti, aveva nel frattempo anche dato vita al progetto dei Visage (propriamente un nome che richiama moda e look), e per la prima volta, la fama di un gruppo nascente si misurava più attraverso le riviste di moda (come The Face) che non sui tradizionali giornali musicali. Gli Spandau Ballet pubblicano la gelida To Cut A Long Story Short, che nel Dicembre dell'80 scala la top 20, e gli Orchestral Manouvres In The Dark, da Liverpool, pubblicano la fantastica Enola Gay, aggiungendo una dimensione ulteriore al sound della New Wave.

Ma è tutto un fiorire di bands basate sull'elettronica e su di un'immagine ricercata e coraggiosa: a Birmingham iniziano ad emergere i Duran Duran, che nell'arco di due anni saranno la band più famosa del pianeta, poi ci sono gli spettrali Classix NOveaux che, a conferma di quanto descritto, nascono proprio dalle ceneri di un gruppo punk, gli X-Ray Spex. Ancora, ci sono gli ABC da Sheffield, guidati da Martin Fry, che certamente (come Le Bon, David Sylvian e molti altri) deve qualcosa a Bryan Ferry con i suoi lussuosi completi, tra cui il leggendario vestito di lamè d'oro.

2. In Italia

E così, da novità e da fenomeno cult, il New Romantic si espande e diviene fenomeno internazionale. Con lo straripare di gruppi come Duran Duran (constantemente nelle charts di tutto il mondo con successi quali Planet Earth, Girls on Films e Rio), Human League, Spandau Ballet e Soft Cell, la scena si afferma anche in Italia. 
Vengono esportati i trends visivi e sonoriche tanto scalpore hanno suscitato in Gran Bretagna. Non è azzardato affermare che la scena delle "Discoteche" non sarà mai più la stessa a partire dagli anni Ottanta. 

E' allora che si affermano i clubs anche in Italia, le "scene" e le "movide" tanto invise ai politicizzati anni Settanta. Ma la novità, e l'unicità della situazione, consiste nel fatto che per la prima volta (e forse l'ultima?) in Italia, a molte discoteche viene conferita una sorta di dignità culturale. E così anche i parrucchieri diventano una categoria da invidiare, all'avanguardia con gli ultimi stili, lì a creare e a ricreare l'ultimo taglio di Simon Le Bon, George Micheal o della solista delle Bananarama. A Firenze si affermano clubs come il "Tenax", a Modena c'è il leggendario "Graffio", e così via. Lo stile va oltre la semplice ricercatezza per fare bella figura in discoteca...la gente deve stupirsi!

Ancor più stupefacente è il tramonto dell'uomo virile "in voga": c'è da non credersi a pensare che i sex-symbols maschili degli anni '80 indossano quintali di trucco, si cotonano e si tingono i capelli e cantano in falsetto. L'androginia è all'ordine del giorno, se è vero che artisti femminili come Annie Lennox degli Eurythmics stupiscono con la loro immagine unisex. Anche in Italia è il look all'avanguardia ad apparire in primo piano. 

E' in questa situazione che si affermano -sia pur per breve tempo- cantanti come il bizzarro e coloratissimo Alberto Camerini, il duo dei Righeira, Garbo, e più in maniera diversa i Diaframma. Persino leggende come Renato Zero riadattano il proprio trucco ai tratti decadenti e romantici dei primi anni '80.

La radio e la televisione offrono musica come non se n'è mai vista prima, al di fuori dei tradizionali Sanremo e DopoSanremo: si va da "Stereonotte" a "DiscoRing", a "DeeJay Television", e più in là a celebrazioni quali "Azzurro", mentre presentatori come Carlo Massarini e Claudio Cecchetto divengono vere e proprie celebrità nazionali. Tra le riviste italiane si affermano "Ciao 2001", "Tutto Musica & Spettacolo" e "Rockstar", quest'ultima particolarmente efficace nel raccontare l'evolversi della cultura giovanile degli anni '80. 

Dal 1985 in poi, lo scrittore Pier Vittorio Tondelli firma alcune delle pagine più leggendarie della cultura giovanile e musicale italiana nella sua rubrica "Culture Club". Inoltre, struggenti racconti e spaccati di vita giovanile del decennio sono anche rintracciabili nei suoi libri "Camere Separate" e "Un Week-End Postmoderno". Tale è l'impatto della musica d'Oltremanica nell'immaginario giovanile italiano che viene persino pubblicato un racconto "Sposerò Simon Le Bon", a cui segue l'omonimo (e per un breve tempo fortunato) film.

3. Da cult a fenomeno planetario. 
Dal New Romantic al pop anni '80

Gli anni Ottanta portano anche alla ribalta la musica che racconta una serie di drammi sessuali, personali e sociali. Si affermano gruppi orgogliosi di cantare la propria omosessualità che, almeno in Inghilterra, smette di essere soltanto un tabù. E così, è successo di massa, tra scandali più o meno grandi montati dai tabloids per gruppi come i Soft Cell, con i loro testi che narrano di un universo notturno e sotterraneo di storie mai raccontate prima, scenari illuminati al neon, prostitute, sesso, amori tormentati, vite segrete e frustrate.

In Italia c'è il già citato Tondelli (a cui verrà persino rifiutata la partecipazione come ospite che era in programma a "Domenica In", su RaiUno) a continuare con coraggio sul sentiero già tracciato da Pier Paolo Pasolini. Ma in particolare, come fenomeno di massa, emergono i Culture Club di Boy George che, tra il 1982 e il 1986, conosceranno un successo su scala mondiale, affermandosi al numero 1 in America con le canzoni Do You Really Want To Hurt Me e Karma Chameleon. "E' un ragazzo o una ragazza?", si chiede un Paese intero, quando nell'Ottobre 1982, il truccatissimo Boy George guida il suo gruppo alla prima apparizione a "Top Of The Pops" su BBC1. 
George diventa fenomeno nazionale, scatena dibattiti e riceve lodi, diventa un'icona e al tempo stesso trendsetter, un personaggio che fa moda.

Tale è il contributo della musica inglese che alla fine del 1983, la House of Commons si congratula ufficialmente con i Culture Club, i Police, i Durans e altre stelle britanniche per i milioni e milioni di dischi venduti nel mondo ed esportati dalla Gran Bretagna. Per l'industria discografica del Regno Unito è un momento d'oro, le esportazioni di dischi verso gli Stati Uniti sono a livelli tali che non si vedevano dagli anni d'oro dell'era dei Beatles, dagli anni Sessanta. In più, le star di Inghilterra sono sulle copertine delle riviste di tutto il mondo, ad esportare il loro stile, e magari anche le loro capigliature.

Da essere un fenomeno circoscritto a una frangia di punks o ex-punks ossessionati dal trucco e dai vestiti, dall'essere un intrigante fenomeno nato intorno ad un club a all'interesse per i nuovi sintetizzatori, il "New Romantic" diviene un movimento che influenza almeno tutta la prima metà degli anni '80, non solo come approccio verso la musica, ma anche come categoria stilistica, tematiche, espressione e moda.

 

di Claude Carpentieri
from Birmingham

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