ANNO 1980 (Pagine in costruzione) MESE DI DICEMBRE

1 DICEMBRE  - Il terrorismo raggiunge le carceri. A Regina Coeli  dalle BR è ucciso GIUSEPPE FURCI il direttore sanitario da cui dipendevano i rilasci, i ricoveri e i trasferimenti di detenuti. Il....

12 DICEMBRE  ....il caso più clamoroso. Viene sequestrato il capo della direzione generale degli istituti di pena, che governa i trasferimenti da un carcere all'altro e che sovrintende le "carceri di sicurezza", carceri speciali che custodiscono negli ultimi tempi molti, come si definiscono i terroristi  "prigionieri politici".

Del rapimento tutti ne rivendicano la paternità. Fino a quando arrivano i comunicati delle BR, con le avvilenti fotografie del magistrato sequestrato che i brigatisti inviano alla stampa e che puntualmente finiscono nelle pagine dei giornali con tante polemiche. D'Urso resterà sequestrato e legato sotto una tenda per 33 giorni, poi sarà rilasciato il 15 gennaio con una trattativa seguita da alcune concessioni fatte ai terroristi che scatenano polemiche. Il 24 dello stesso mese sarà chiuso il carcere speciale dell'Asinara; una concessione questa fatta ai terroristi che provoca dure critiche, comprese quelle di Pertini.

Nel frattempo il 28 dicembre nelle carceri di Trani scoppia la rivolta. I terroristi prendono in ostaggio 18 persone e chiedono per il rilascio, compreso quello di Urso, la liberazione di tutti i "prigionieri politici" rinchiusi nelle carceri speciali. Ma un blitz il giorno dopo con un reparto speciale reprime la rivolta. Il 31 pronta la risposta dei brigatisti: a Roma uccidono il generale dei carabinieri ENRICO GALVALIGI, il responsabile del coordinamento delle carceri.
Le concessioni fatte in segreto ai terroristi per la liberazione di Urso continueranno fino al 15 gennaio, con un intervento il 12  in TV della figlia di Urso che legge un comunicato delle BR, destando un vespaio di polemiche per il favore fatto ai brigatisti su una televisione di Stato (approfittando dello spazio concesso al partito Radicale). FORLANI prende le distanze da questa iniziativa, le polemiche s'inaspriscono a livello parlamentare, fino a giungere sui banchi della Camera per la verifica della fiducia. Guidata dalla compagine delle correnti dorotee, la Camera vota 353 sì e 243 no e 7 astenuti. (ma è il secondo errore di Forlani, quello di defilarsi dalle responsabilità e chiamarsi fuori causa).

20 DICEMBRE - La polemica sul ministro BISAGLIA (scandalo petroli e finanziamenti a Pecorelli - che stava rivelando lo scandalo, prima di essere ucciso) intanto ha proseguito con una commissione d'indagine sull'operato del ministro democristiano. Il verdetto è salomonico. Il documento, presentato da Pisanò (la lettera con cui Pecorelli sollecitava Bisaglia a versare gli arretrati dei pagamenti concordati), lo si ritiene autentico, ma nulla prova che Bisaglia l'abbia ricevuto. Bisaglia nega di averla mai ricevuta. Quindi i finanziamenti non sono provati. E del passato non c'è traccia. Conclusione: non luogo a procedere contro l'uomo politico della DC. Ma i sospetti restano.  Bisaglia,  rassegna le dimissioni da ministro dell'industria. Ma lo stile di questa amara conclusione col favore dell'eloquente  silenzio avvelena ancora di più il Paese (Un altro errore- il terzo - del governo Forlani: quello di salvare ad ogni costo l'uomo politico della propria corrente a discapito della verità, che non porta certo - per l'indignazione dell'opinione pubblica - acqua chiara al mulino della DC).

2000 miliardi dei contribuenti sono finiti nelle tasche di poche persone con la complicità di uomini di potere corrotti, industriali, parlamentari e governanti. A pagare salato ai successivi processi saranno solo gli artefici materiali della colossale truffa, alcuni ufficiali della Guardia di Finanza, alcuni petrolieri come Musselli, o ex uomini del "potere Moro" come Sereno Freato.
Gli italiani scoprirono così che le 100 lire dell'aumento sulla benzina non era causato dal rincaro del petrolio (come dicevano i vari comunicati del governo sui giornali), ma per alimentare la colossale truffa (che era poi quella di far passare il carburante per autotrazione o gasolio da riscaldamento, incassando la differenza)
Essendo questi ultimi dei colossali quantitativi, risultava che in Italia in inverno i cittadini consumavano e vivevano dentro le case come in Africa equatoriale, sudando dal caldo.

22 DICEMBRE - Non sudavano invece, ma facevano finta, i calciatori quando scendevano nei campi di calcio delle più prestigiose squadre,  già con il risultato concordato con le organizzazione delle scommesse clandestine. Dove puntavano (ma guarda un po') anche loro. Insomma quando scendevano in campo facevano finta di giocare. Il 22 dicembre come regalo di Natale, arrivano le condanne per il clamoroso scandalo delle partite truccate. Molti miti del calcio, 27, i "golden boy", i superpagati (come Paolo Rossi) sono infangati, alcuni con la squalifica a vita.
Uno scenario umiliante per questi penosi personaggi; ma molto mortificante per chi credeva nella loro onestà sportiva. Una bella "mazzata" per i tifosi del mondo del calcio.

L'anno non poteva chiudersi nel modo peggiore. Un '80 da dimenticare, e come abbiamo già detto, è andata ancora bene! A settembre-ottobre poteva andare peggio! Molto peggio.

fine 1980

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(pagine in continuo sviluppo -(sono graditi altri contributi o rettifiche)