ANNO 1972 - (provvisorio)
( Anno 1972 -Parte Tupamaros )

I TUPAMAROS

(qui una pagina di storia di MARIA BELÉN GARCIA) > >

Tupamaros � il nome che si sono dati i primi terroristi uruguayani poi tutti i terroristi dell'America del Sud ma presto divenuto il nome generico di tutti i movimenti di lotta politica urbana omicida, fatta di attentati, saccheggi, sequestri, ricatti e altre gesta terroristiche, in ogni parte del mondo. Il nome viene da molto lontano, 

da due Re Inca Tupac-Amaru i, e JOSE' GABRIEL TUPAC AMARU...

.. ucciso il primo dagli spagnoli, dal vicer� Francisco de Toledo, nel 1572, guidando l'ultima disperata lotta nel periodo coloniale spagnolo. Ci furono altri movimenti insurrezionali, ma nessuno raggiunse l'importanza e lasci� il segno come la ribellione dell'inca  T�pac Amaru,  brutalmente soffocata nel sangue.  Per� il desiderio di libert� seminato dall'Inca trov� terreno fertile, crebbe e sbocci�  due secoli dopo. Infatti,   in Surimana (nella valle di Tinta, Per�) che si trova a 4.000 metri di altezza, il 24 marzo del 1740 nacque Jos� Gabriel T�pac Amaru, discendente per via materna dello sfortunato inca T�pac Amaru I.
 La persistente arrogante cupidigia dei corregidores spagnoli fu la scintilla che fece esplodere un'altra sanguinosa insurrezione. Fu anche questa soffocata nel sangue e persero la vita pi� di centomila persone....  (vi lasciamo alla storia indicata sopra) 

Diventato il simbolo della ribellione di tutta l'America latina per secoli, il nome viene ripreso dai nuovi rivoluzionari sudamericani degli anni del dopoguerra.  Sprona tutti i movimenti di sovversione del sistema stabilito a cerca altre strade per ribaltare l'organizzazione interna di molti paesi e per rivoluzionare l'equilibrio mondiale dove dominano ormai due blocchi, Usa e Urss, che hanno stabilito i propri interessi in una bilancia di forze e di zone d'influenza che creano, specie nei giovani un senso di frustrazione che li spinge alla violenza e alla contestazione. E' ormai chiaro nel mondo che non ci saranno pi� scossoni; molti Paesi rimarranno sudditi delle due potenze con un sistema non certo stabilito dai cittadini, come invece era stato detto durante la guerra contro il nazismo e fascismo.

L'abbiamo gi� visto questo equilibrio in questi ultimi anni.  Gli Stati Uniti non si sono mossi per Praga, n� per Budapest, e i sovietici non hanno mosso un dito nei Paesi d'influenza americana dove i colonnelli spadroneggiano; in alcuni paesi in modo palese, in altri  messi pi� al riparo,  ma comunque attivi.

I primi a partire facendo una drammatica scelta, con dimostrazioni, contestazione, violenza di piazza sono gli studenti Venezuelani a Caracas nel 1962. Scuotono tutta l'America latina, e fanno covare e nascere una nuova coscienza politica che "sogna" l'abbattimento di tante facciate democratiche di molti paesi. Alcuni ci riescono, come gli "eroi rivoluzionari" tipo Castro (ma per farsi un feudo familiare mica per altro - lui da sempre � uno degli uomini pi� ricchi del mondo!), altri eroi per liberare la Bolivia cadono nella lotta, come Che Guevara. Cadono ma hanno infiammato il mondo dei frustrati. Siamo nel '67, e la lotta si sposta, adotta un'altra strategia, � a una grossa svolta. Non pi� nelle montagne e nelle pianure, ma si concentra nel cuore del sistema, nelle grandi citt� con la guerriglia urbana, con gli attentati, ai politici, ai giornalisti, ai banchieri, agli industriali (con questi ultimi hanno meno coraggio; preferiscono il gregario, non osano toccarli i "calibro 90")

Una lotta esportata ovunque. Esploder� in sordina anche Europa nel '68. Una strategia che allarma. Che preoccupa la Francia e uno statista come de Gaulle, e preoccupa la Germania di Bonn, mentre in Italia si dorme; sembra che nessuno segua gli avvenimenti mondiali, non solo i politici ma anche i giornalisti di fama  (che patetici !!!) e considerano gli avvenimenti nostrani delle "pagliacciate" di ragazzi satolli;  "smettete di giocare alla guerra" scrive uno.  Mentre nell'aria invece c'� ben altro che nessuno stronca sul nascere (Anche se in certi ambienti � ben conosciuta questa emergenza e ha riferito cosa bolle in pentola).

I parigini non sono disposti a trasformare la Francia, dove gli squilibri sociali, le ingiustizie e le disuguaglianze di classe sono identici;  non proprio come in Sudamerica ma abbastanza allarmanti: gli inviti a reagire dell'estrema sinistra, che come in Italia scavalca il partito comunista e gli stessi sindacati, cadono nel vuoto. Abbiamo gi� visto come fu stroncata sul nascere la contestazione nel '68, ma dopo il maggio francese anche in Francia erano rimasti come in Italia i gruppuscoli convinti di "far paura", convinti del "si pu�".

All'inizio di questo 1972 la situazione era quasi identica in Italia. I gruppuscoli di estrema sinistra si stanno organizzando per compiere gesta imitando i tupamaros, sequestrando e processando davanti al "tribunale del popolo" i "nemici degli operai". I primi sequestri li fanno quasi in contemporanea.

 In Italia il 3 marzo sequestrano un dirigente della Siemens (e lasciano la firma "Brigate Rosse") mentre in Francia l'8 marzo sequestrano un dirigente della Renault Auto. Un copione nei minimi particolari, come esecuzione, tecnica, obiettivo, sequenza. Identico a quello che accade dopo dieci giorni a Buenos Aires  (vedi sotto) (In Italia, alla Fiat, il 10 Dic. del prossimo anno).

In Francia il sequestro fu fatale, fu l'immediato suicidio dei maosti. La notizia del sequestro atterr� i francesi. In poche ore l'opinione pubblica si fece sentire. Intervenne il partito comunista e i socialisti e perfino Alain Krivine, il capo dei trotzkisti, che intimava ai maoisti di mettere subito in libert� il dirigente. Dopo 24 ore il dirigente fu  liberato. Finivano ingloriosamente cos� i maosti francesi che volevano imitare i Tupamaros. La Francia tir� un sospiro, e invece di indebolire la sinistra, questa con il suo atteggiamento legale ne usc� rafforzata, spianando le alleanze nelle successive battaglie parlamentari; cogliendo persino clamorosi successi.

In Italia, invece i politici non capirono nulla. E sappiano come and� a finire! Che il sequestro italiano seguisse un copione dei tupamaros o che ci fossero collegamenti ci viene da un altro fatto che accadde pochi giorni dopo a Buenos Aires, il 21 marzo quando il massimo dirigente della Fiat di quel paese, SALLUSTRO, fu sequestrato dai tupamaros, rinchiuso nelle "prigione del popolo" per essere processato e condannato a morte. I tupamaros chiedono la liberazione di 50 tupamaros in carcere, e alla FIAT un milione di dollari e la riassunzione di 300 operai licenziati da Sallustro. Il governo argentino si oppone e impedisce persino alla Fiat di aprire trattative per il pagamento. Finir� in un bagno di sangue.

Da notare che con la stessa tecnica e motivazione in Italia il 10 dicembre del prossimo anno, proprio alla FIAT, sar� rapito il capo del personale, AMERIO. "E' rinchiuso nelle carceri del popolo", "dovr� rispondere dei licenziamenti" affermava il comunicato delle BR. Ma in Italia non ci fu la reazione politica come in Francia. Seguitarono a dire che erano "pagliacciate", "caciare". Ci fu qualche discorso di circostanza, e vaghe promesse di ordine pubblico.

Andiamo ora in Germania, dove gli imitatori dei tupamaros, contemporaneamente stanno compiendo le stesse gesta; ma anche qui avranno vita breve. E' un gruppo guidato inizialmente da ANDREAS BAADER, un giornalista di 28 anni, che semina il terrore con la sua "Frazione armata rossa". Inizia a Francoforte spadroneggiando, poi � catturato e processato, ma evade con la complicit� di una sua collega giornalista; un nome che diventer� famoso e da subito il terrore della Germania: � ULRIKE MEINHOF. Rapinano le banche e supermercati che chiamano "espropri proletari". In pochi mesi giustiziano uno dopo l'altro 5 commissari di polizia; con le bombe incendiarie sconquassano le redazioni di giornali in tutta la Germania seminando dappertutto il terrore. Compiono attentati, incendi nei grandi magazzini, e li rivendicano inviando veline circostanziate alla stampa sfidando la polizia. L'Interpol � sguinzagliata, e la CIA statunitense temendo attentati contro il personale e le basi USA si allarma; si � andati oltre la barriera, ed entra in azione. Con alcune formidabili operazioni per decisione e tempestivit�, in 15 giorni dal 1� al 16 giugno, distruggono il terrorismo tedesco; catturano  Baaden e la Meinhof.

Un rapporto della CIA a conclusione dell'operazione, rivela che i tupamaros tedeschi di Francoforte sono legati a quelli uruguayani, argentini, boliviani, venezuelani, francesi, palestinesi, irlandesi dell'IRA e.... alle Brigate Rosse italiane. Perfino i giapponesi, autori della strage a Tel Aviv il 31 maggio, che possedevano passaporti falsi fatti a Francoforte,  facendo tappa a Roma, si erano incontrati con degli italiani prima della strage. Non dimentichiamo che a Francoforte era nata la "Frazione armata rossa" di Baader  e che nella citt� tedesca era di casa pure Feltrinelli. Alla grande operazione di polizia del 12 aprile (di cui abbiamo accennato - aprile 1972 - morte di Feltrinelli)  trovarono a casa sua carte compromettenti ed alcuni collegamenti; infatti, a Milano giunsero due funzionari della Intelligence impegnati in Germania alla caccia di Baaden e Meinhof quando questi iniziarono a temere obiettivi militare Nato.

Abbiamo visto quindi qui in Italia singolari coincidenze. Tanti   atti terroristici e azioni dimostrative molto simili. Tanti slogan con frasi e parole, sequestri e processi del popolo, espropri e assalti, somiglianti a quelli tipici dei tupamaros. Non sono solo coincidenze, ma esistono dei fatti e dei rapporti che messi cronologicamente insieme e comparandoli hanno un unico filo conduttore.

In Italia lo abbiamo gi� affermato, il problema non era internazionale, inoltre non ci fu mai fino al '78 un attentato o un sequestro di un grande personaggio politico. Rimase il terrorismo solo nelle "teste" (ma meglio dire ventre) delle vendette personali; rancori con qualche magistrato inflessibile, o sindacalista, o capi del personale o con qualche giornalista che non aveva dato giusto risalto alle loro imprese. Tutte cose che non interessavano l'Intelligence, ma quando debordando oltre la linea toccarono un generale americano, in pochi giorni fu ritrovato, liberato e catturati tutti i  sequestratari. Venne poi con una escalation il fatto Moro. C'erano le stesse possibilit� di catturarli tutti, molto prima del sequestro e della strage della scorta, ma mancava una volont� politica e nonostante fosse una "morte annunciata" non ci si mosse, n� prima n� dopo.

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