ANNO 1965 - (provvisorio)
( Anno 1965 - Seconda Parte )

Amintore Fanfani (Arezzo 1908).

5 MARZO - Ad AMINTORE FANFANI, messo da parte per favorire Saragat nello scorso dicembre per la corsa al Quirinale, gli viene dato (come contentino) proprio il dicastero che ricopriva il presidente della Repubblica, quello degli Esteri. Di prestigio, ma poco influente sulla politica italiana, anche se la situazione mondiale porta a diverse atteggiamenti di alcuni nostri governanti  per quanto riguarda l'intervento degli americani in Vietnam. Alcune stesse correnti cattoliche della maggioranza si schierano contro la politica estera del governo (filoamericana) e creeranno verso la fine dell'anno anche un "caso" per le due diverse linee di condotta sull'ammissione della Cina all'ONU e sull'intervento americano.

11 MARZO - Vengono emanati con la legge n.123 i provvedimenti per i finanziamenti straordinari alle aziende in sofferenza: sono fondi speciali per le aziende i cui livelli di occupazione sono stati compromessi dalla crisi. L'IMI ha una grossa facoltà A) Assumere partecipazioni a società; B) Costituire o concorrere a costituire nuove società; ma soprattutto concedere finanziamenti ad A e B.
Ma la scelta a chi era demandata ?
Se alla precedente legge (la n. 623 emanata nel 1959) gli "aiuti" erano riservati alle piccole e medie imprese con capitali autonomi senza però specificare la quantità di capitale (quindi anche un artigiano vi poteva accedere per costruire la sua azienda) con questa nuova legge si specifica che gli aiuti andranno a quelle aziende che hanno un capitale investito non superiore ai sei miliardi, e che possono essere finanziate - se nuove - fino a 500 milioni. 

Sembra fatta apposta la legge per escludere le grandi aziende e favorire le piccole, invece è l'incontrario, le grandi costituiscono diverse società con un capitale di poco inferiore ai sei miliardi e sono quindi queste a fare man bassa dei finanziamenti. Alcune aziende (e già questo è un altro grosso vantaggio) decentrano la loro produzione nelle aziende subalterne "satelliti" (scompongono il ciclo produttivo, quindi con meno rivendicazioni dei sindacati - dove questi sembrano attenti solo al proletariato delle grandi fabbriche) mentre altre aziende sono solo dei veri e propri paraventi solo per ottenere gli incentivi, i finanziamenti e lo sgravio dagli oneri sociali (aziende del tipo... vedi in Seconda Parte 1961 - Un modello emblematico di azienda in cui ha vissuto chi scrive).

I due punti sopra, A e B, che permettono di creare una miriade di aziende private o a partecipazione statale sull'intero territorio, sembrano provvedimenti emanati esclusivamente per intenti elettorali. Ogni pratica passa dal referente locale del partito di maggioranza, e se si traccia una cartina geografica degli uomini politici più influenti di questo periodo (o meglio la loro corrente) scopriamo che tali incentivi hanno preso una ben precisa direzione geografica.
Le banche (incaricate a erogare contributi) tutte confessionali (il 90% delle Casse di Risparmio sono i mano alla DC, quelle venete cattoliche lo sono al 100%) sono quelle che provvedono all'erogazione dei finanziamenti e sono queste che vanno a permettere la creazione della "Terza Italia", quell'"economia periferica" che non nasce solo per la laboriosità della gente del territorio, ma nasce per l'abbondanza e il dirottamento di questi finanziamenti clientelari (laboriosi si diventa se si hanno i soldi, perchè se fosse stato un fatto genetico il fenomeno Nord Est sarebbe nato prima e non dopo Rumor).

Invece ancora nel 1964 (per citare solo l'anno piu' vicino a questo 1965 (prima era ancora peggio) nel reddito italiano complessivo il Veneto è inferiore del 5% (7,40) alla media nazionale, di due terzi a quello della Lombardia (21,22), e di poco superiore alla meridionale Campania (6,50).

Per le aziende che risultano improduttive o sbagliate come tipologia (tanto cosa importa) niente paura, ci sono gli interventi delle partecipazioni statali, dove basta che il management (tipo Cefis) di una grande azienda permetta a quella di lavorare o non lavorare per farla o decollare o fallire, e in questo ultimo caso poi venderla per quattro soldi (non e' difficile indovinare a chi) a chi sa, dopo, come farla nuovamente decollare dandogli le commesse delle aziende a partecipazione statale.

Il gioco è semplice, e facciamo un piccolo esempio: se a un piccolo produttore gli viene data la concessione a rifornire tutte le mense delle aziende statali, dopo un mese il suo fatturato è pari a quello della Cirio. A sua volta se alla Cirio le vengono tolte (per ovvi motivi) tutte le mense che fornisce, va sul lastrico e a fagocitarla diventa un gioco da ragazzi. (Alla Montedison, proprio con Cefis, questo modo di fare diventera' un "arte" sopraffina).

Non per nulla che in questi fatidici anni '60 le imprese a partecipazione statale riescono a manovrare così bene che conoscono un incremento nell'occupazione di circa il 60%. E se il politico si avvale delle aziende (dal dirigente all'ultimo operaio raccomandato) per creare il suo immenso potere personale (le tessere - quelle che contano nelle varie correnti che formano poi i governi), le aziende si avvalgono dei padrinaggi di partito per diventare forti, talmente così forti che alla fine condizioneranno esse stesse il padrino, con tutti gli effetti devastanti del fenomeno.

In alcuni casi la produttività, l'efficienza, e la redditività delle imprese quasi non interessano più, c'e' sempre a disposizione un "salvataggio", un "finanziamento" ad hoc, e come riconoscenza un contenitore di maestranze beneficiate che all'occorrenza sono molti utili ai fini elettorali. Inizia cioè il parassitismo. Si è partiti con l'intenzione di finanziare con i soldi pubblici le imprese, ma alla fine saranno le imprese a finanziare con i soldi pubblici i partiti.

15 MARZO - Nell'intento di ridare piena occupazione ai settori andati in crisi con la recessione, si vara un altro decreto sull'economia per favorire l'occupazione promuovendo grandi opere pubbliche, fiscalizzando oneri sociali nelle nuove aziende, e dando forti agevolazioni anche nel campo edilizio. Nascono così le cooperative, le società immobiliari dal nulla, le Carovane (una specie di caporalato) e i gruppi immobiliari. (Abbiamo letto nel 1962 come nacque l'Aeroporto di Fiumicino, un semplice ex ufficiale, creò dieci società tra i suoi parenti e si aggiudicà tutti i vari lavori, dagli scavi alle matite per l'ufficio. Ma nulla di strano sotto il sole di Roma, proprio a Fiumicino era accaduto la stessa cosa nell'anno 103 d.C.- vedi)

10 APRILE - Viene inaugurato uno dei più grandi impianti siderurgici d'Europa. E' quello di Taranto. A tagliare il nastro è il Presidente della Repubblica Saragat. L'impianto entra in funzione con una produzione annua di 2,5 milioni di tonnellate di acciaio.
L'unico inconveniente è che si apre quando si è chiusa una fase ottimistica. Comunque nonostante i venti contrari, fra il '66 e il '68 la produttività riprenderà a salire con un nuovo ritmo, ma sarà lenta, e con una ripresa solo passeggera. Troppi gli sprechi, gli investimenti nelle "cattedrali nel deserto", e in fortissimo aumento il parassitismo mirato ai fini elettorali.
Nasce il diffuso assistenzialismo nelle sacche povere del Paese. Erano in molti a temere che se si dava troppo benessere, la sicurezza economica, il piacere del possesso delle cose, gli idoli del consumismo, la divinità denaro, le popolazioni avrebbero cambiato anche ideologia.
Come diceva Pasolini, "raggiunti certi stadi di benessere, la gente non sa piu' cosa farsene della Chiesa, della Famiglia e della Cultura", perde alcuni valori, si sente "Autosufficiente" con l'A maiuscola, e ha l'impressione di avere il potere e potersi scegliere da solo il proprio destino.
(basterebbe ancora l'esempio del Nord Est anni '90: territorio che ha accarezzato la balena bianca della DC per una generazione, poi esploso il "fenomeno" del benessere, ha ributtato a mare la balena, ha fatto a pezzi le ideologie cattoliche; è diventata metà leghista e l'altra metà rossa; un matrimonio su quattro va subito a rotoli; ha smesso di fare figli; e quei pochi messi al mondo molti hanno già deciso di non più proseguire gli studi perchè vogliono fare come i padri, subito a "fare gli schei", a fare soldi. E mirano ora perfino all'indipendenza, al distacco dal resto del Paese).

22 APRILE - Dopo che al VI Congresso della CGIL il 5 aprile a Bologna la corrente socialista e comunista hanno dato giudizi diversi sulla programmazione economica del governo Moro; al Congresso la CISL si dichiara disposta a sostenerlo, ma respinge ogni ipotesi di blocco salariale.

21 MAGGIO - Gli interventi finanziari al meridione, quelli che erano stati chiamati fondi della "cassa del mezzogiorno", aiuti che dovevano terminare quest'anno, con una nuova legge viene riproposta per altri quindici anni, fino al 1980. Altro colpo da maestro. Sono interventi che più avanti ne vedremo la destinazione e anche la prassi per distribuirli e come fare per riceverli.

La valorizzazione della produzione agricola, il miglioramento delle condizioni ambientali, il decollo di nuovi nuclei industriali e il rafforzamento di quelli esistenti, insomma tutte queste opere straordinarie di pubblico interesse avrebbero dovuto favorire lo sviluppo economico del Sud, ma furono aleatorie, si arenarono in partenza.

Risulteranno alla fine solo dei massicci interventi in piccoli territori e fra l'altro vanificati per il troppo sperpero di denaro pubblico ai fini assistenziali, soprattutto clientelare, o servirono ad alcune (molte) fabbriche del Nord a creare virtuali strutture nel Sud per ottenere i benefici di legge, gli incentivi, attingere all'erogazione di denari a fondo perduto, per poi ritornarsene al Nord dopo aver lasciato sul posto la sede legale che virtualmente gestiva anche quella settentrionale con la relativa defiscalizzazione degli oneri sociali sull'organico di quella che in precedenza nel nord era la sede casa madre. Insomma si crearono giochi di prestigio, del tipo "tre carte", sono quì, sono là, e dove mai l'azienda sarà".
Chi scrive, le fabbriche del sud e del nord le ha visitate tutte negli anni '65-'75. (27.000 clienti) E sa dove erano gli uffici. La sede "giù" con quattro impiegati, ma il management e migliaia di dipendenti "su". Però tutti iscritti (compreso chi scrive) negli uffici di collocamento e Inps del Sud per imbrogliare le carte e le statistiche .

3 GIUGNO - Una industria che tira in questi anni è quella del cinema. Anche a questo importante settore vengono riservati aiuti governativi mirati a quell'indirizzo ideologico speculare della maggioranza. La produzione a Cinecittà è comunque in piena salute. La media è di 2-300 film all'anno e procurano nelle sale circa 700.000.000 di biglietti all'anno (il record fu di 820 milioni nel 1950, mentre negli anni '90 la media annua scenderà a circa 80 milioni)

Film belli, film impegnati, film qualunquisti, film di evasione (iniziano i Western all'Italiana), ma anche molti film boccacceschi detti all'italiana, film che ironizzano alcuni aspetti della dura vita quotidiana, e molti film anche "volgarotti" che alcuni produttori sfruttano ai fini della speculazione commerciale, naturalmente (perchè nelle sale vanno anche questi film nazionalpopolari) mettendoci un pizzico della tematica sessuale ma che alle volte sono cosi casti da risultare molto meno volgari delle procaci penose attrici oche che vi recitano.
Proprio nel varare gli aiuti a questo importante settore, scoppia la polemica alla Camera. Il democristiano (non poteva essere diversamente) Zaccagnini, vorrebbe escludere dagli aiuti le produzioni che abbiamo elencate per ultime "per il rispetto dei principi etico sociali". Tiro' fuori insomma parole grosse per dei piccoli topolini che al massimo rodevano solo le pruderie di qualche italiano immaturo.
 
Divampano le polemiche sui "pregiudizi della libera espressione". Affermava qualcuno "si comincia con questi metodi poi si arriva alla "discriminazione ideologica". Lo si ipotizzava ma in effetti era lì che si voleva mirare e colpire. Film come Mani sulla città davano fastidio, Pasolini con Mamma Roma o con Il Vangelo era un perturbatore di coscienze; Fellini con La dolce vita aveva calunniato l'intera città di Roma, la sua popolazione, e offeso la capitale del cattolicesimo; Ferreri con Ape regina, Antonioni con Eclisse, riflettevano alcune situazioni che non bisognava portare sullo schermo, c'era il rischio di fare nuovi seguaci dell'edonismo, si amplificava il malessere della borghesia, si rischiava di promuovere l'identificazione in questo  "malessere delle coscienze" che alcuni avvertivano come un era di Sodoma e Gomorra. Malesseri che minavano la famiglia, le istituzioni, i solidi principi della morale e della religione. Si affermava dai pulpiti che si mettevano troppo in piazza i temi sociali scabrosi, quelli scottanti, quelli esistenziali, quelli del dissenso cattolico, quelli antimilitaristi: "Creano disagi nella coscienza del cristiano, del patriota e dell'uomo virtuoso".

Con questi ambigui pregiudizi cavillosi, trovare qualcosa da censurare (accumulandoli a quelli di bassa macelleria) in un film di Pasolini, Ferreri, Fellini ecc. non era difficile. E se prima venivano solo bollati i film con "esclusi dalla visione", ora li volevano bollare "esclusi dagli aiuti". (abbiamo visto che al Rocco e i suoi fratelli di Visconti negarono perfino le riprese esterne all'idroscalo di Milano; non bastò nemmeno pagare di tasca propria, non venne l'autorizzazione. Bolognini regista e Gina Lollobrigida attrice con Le bambole si prenderanno pure due mesi di reclusione).

Ci furono dunque polemiche nella maggioranza fra DC e PSI, e forti attacchi dall'opposizione. La maggioranza giunse a un accordo. I provvedimenti furono varati il 24 giugno con 271 si' e 30 no. Ma tutti gli altri (compreso il PSIUP) abbandonarono l'aula. Nasceva così la Legge sul Cinema, che costò caro alle nuove espressioni. Cioè scomparvero.

5 GIUGNO - Acque agitate nel PCI. Forte dissenso con esiti clamorosi. Al Comitato alcune relazioni sono il pretesto per far spaccare il partito nelle due correnti di destra di AMENDOLA, e di sinistra, dove troviamo ACHILLE OCCHETTO unito a COPPOLA, MILANI, LUIGI PINTOR.

24 GIUGNO - Scoppia  il primo caso giudiziario per illecito finanziamento di un partito. Un illecito nel malgoverno, e gli italiani sono impotenti; d'ora in avanti si dovranno quasi rassegnare. Per farlo finire questo "fenomeno che sta diffondendosi ora" dovranno attendere, la rottura di certi equilibri all'interno dei partiti e la relativa faida politica, e non solo per merito della magistratura, ma perchè le grandi aziende con l'aggiuntivo costo delle tangenti erano escluse dalla competizione europea, i cui concorrenti non pagavano questa (in alcuni casi pesante) "tassa"; e nei primi anni '90 decisero di ribellarsi.

Quello di quest'anno era legato allo scandalo dei tabacchi. Il ministro delle Finanze (DC) in carica finisce "sotto inchiesta per contrabbando di tabacchi, peculato e interesse privato" (dalla Raccolta dei Comunicati dell'Agenzia Ansa - Sergio Lepri, Mezzo secolo della nostra vita).
L'accusa al ministro è quella di aver favorito due suoi amici (ex deputati DC) per la concessione della licenza di importazione dei tabacchi, un monopolio che procura ingenti profitti. Scatta anche l'accusa penale di abuso di poteri d'ufficio. Il fatto è grave e dev'essere portato davanti alla corte Costituzionale. Si riuniscono le due Camere per l'autorizzazione a procedere.

GIUSEPPE TRABUCCHI, è lui il ministro in causa, si difende: "era solo un illecito finanziamento per il partito". Con questa singolare giustificativa affermazione (che sentiremo molto spesso negli anni '90) i suoi colleghi (dove chi più chi meno sta appena iniziando a spartirsi qualcosa per finanziare le rispettive correnti - e la politica purtroppo costa!) gli evitano la messa in stato di accusa. 476 votano a non doversi procedere e 461 sono contrari.
E' il primo avallo a quel sistema di finanziamento illecito dei partiti. Nella Tangentopoli del 1992, Craxi dirà, "i soldi? li prendevano tutti".
Trabucchi finirà la sua carriera politica, ma non va' davanti alla Corte Costituzionale. La corporazione è salva, gli "amici" sono solidali. D'ora in avanti ci si darà una mano, ma poi qualcuno si prenderà anche il braccio. Ha inizio la "dazione ambientale", che volera' sempre piu' in alto, impunemente. E qualcuno stava certamente e arrogantemente pensando "Siamo intoccabili, ci è permesso tutto".
Costui aveva quasi ragione, infatti i processi di Tangentopoli termineranno come i responsabili del disastro del Vajont (15 luglio) con molte assoluzioni degli imputati.

28 GIUGNO - Primo dissidio nel Parlamento della Comunità Europea. La Francia respinge certi regolamenti che in alcuni settori, come quello dell'agricoltura, penalizza la sua economia. Ha la Francia - non come certi paesi come l'Italia vera cenerentola agricola della Comunità- un'agricoltura meccanizzata, efficiente, razionale, altamente produttiva, molto al disopra del suo fabbisogno interno. In dieci anni è aumentata del 40% e l'incremento ha mantenuto un ritmo del 5,4% all'anno, superiore persino a quello di alcuni settori industriali. Una produzione rivelatasi molto utile per le sue esportazioni. Ma le norme comunitarie fissano delle quote che la porterebbe a dover ridurre i quantitativi. Ma la Francia non si piega a questo diktat. Il rappresentante francese alla conferenza non accetta dalla Comunità questi poteri sui regolamenti agricoli, si alza dal banco del Parlamento Europeo e abbandona la sessione mettendo in crisi il funzionamento dello stesso Parlamento.
De Gaulle ha dato disposizioni precise al suo rappresentante,  e la crisi si estende, per ripicca, anche nei normali altri rapporti di import export. A farne le spese è anche l'Italia in alcuni settori dove è carente, come l'alimentazione. Ma rimandiamo il tutto a diciassette giorni. Infatti il.......


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