ANNO 1960 (provvisorio)
( Anno 1960 - Terza Parte )

Si va al Nord, con il "treno della speranza"
Si "svuota" il Sud. Restano i vecchi.
Secondo alcuni calcoli, oltre 5 milioni.
Nel 2000 però, saranno cinque milioni di 
pensionati che graveranno sul Nord.

E' insomma il Boom Italiano per molti ! Tutto basato sulla carta (cambiali) e non sulla moneta circolante. Si spende e si campa sui "paghero'". Del resto le aziende commerciali a loro volta fanno altrettanto con i propri fornitori, che invece dei soldi cedono le cambiali dei clienti saltando perfino le banche (a quest'ultime gli arrivano quando hanno fatto gia' il "Giro d'Italia", dopo 10 passaggi, e nel retro figurano gia' 5-8-10 firme di avalli. Perfino nei negozi alimentari il 70% del venduto (e anche il 90% in certi piccoli paesi) viene fatto a credito, "segni" dice la massaia dopo aver fatto la spesa all'alimentarista, che ha davanti a se' non una cassa, ma una "cassetta" dove tiene tutti i libretti dei clienti sempre a portata di mano, e dove non tutti saldano interamente il conto a fine mese con lo stipendio, ma si fa il riporto; "sa questo mese ho avuto delle spese extra". E giù a inventarsi mille scuse per fare il riporto di una parte del non saldato, al successivo mese.

Il sistema distributivo in Italia è carente: solo il 3% e' affidato ai negozi della grande distribuzione organizzata; cioe' i primi piccoli supermarket o gli affiliati. Si affacciano infatti i primi Gruppi Acquisti (il primo l'A & O -mutuato dalla vicina Germania dove sono invece già molto diffusi) decolla in Alto Adige nel '61, ma siamo in una terra mitteleuropea). In Germania, tale sistema (l'affiliazione) che riduce molto i costi ai piccoli negozianti che si consorziano negli acquisti rappresentano gia' il 33% del venduto, in Francia al 25%, Inghilterra 35%, in Belgio 18%, mentre la Spagna come l'Italia è ferma al 3%; cioe' cenerentole !!!!

Ma e' l'anno del risveglio, alcune aziende fanno un salto di qualità. Utilizzano un proprio rappresentante: l'Agente. E in parallelo, con i primi furgoni finalmente usciti dalla Fiat, nasce la Tentata Vendita (il piazzista) che visita direttamente il negoziante, scavalcando il grossista locale che monopolizzava in precedenza con alcuni prodotti di prima necessità tutto il comparto dei dettaglianti locali. In una città media di 50 mila abitanti, ad esempio, un solo Grossista ha lo zucchero, e per averlo un negoziante è costretto a rivolgersi solo a lui, che però gli lesina il quantitativo se non gli ordina (ma è quasi un ricatto) altri articoli che ha a disposizione, e spesso a prezzi superiori di mercato.

La tipologia dell'alimentarista di questo periodo è anacronistica: mettere su una "bottega" di alimentari non è difficile, lo diventa quando ci si vuole procurare le merci da vendere. Significa, dover accettare le condizioni dei grossisti locali, che sono poi gli unici a disporre di mezzi (carissimi) per il trasporto delle merci, inoltre trattano solo loro con il fabbricante. Si crea dunque nel Paese un comparto distributivo di sudditanza di gente senza mestiere che vuole in questi settori, (il commercio diventa un rifugio) sbarcare il lunario. Nei piccoli paesi (6.000, con accanto 11.000 frazioni) ma anche nelle grandi citta', normalmente opera un bottegaio che sa leggere, fare conti e sa scrivere quel tanto che basta. La legge Disciplina Del Commercio (REC) con certi requisiti verrà varata solo l'11 Giugno del 1971! Per i prossimi 10 anni il commercio è sì libero, ma è anche selvaggio, in mano a improvvisatori, spesso senza scrupoli.

Per il momento in una media città-tipo, (es.Vicenza, quindi Nord) 80 licenze per l'apertura di una latteria vengono rilasciate a chi ha solo il requisito di vedova o orfano di guerra (naturalmente iscritto alla DC o conosciuto in parrocchia). In un mio rapporto fine '61 (quando entro, come ispettore, incaricato speciale, per tutte le citta' italiane, nella piu' grande azienda alimentare italiana (allora era la Galbani) il 78% degli alimentaristi non aveva la quinta elementare, ne' era in grado di calcolare le percentuali o fare una divisione. Inoltre il 58 % dei negozi non possedeva una addizionatrice a mano.

In una città come Bolzano, pur con una mentalità tedesca già più avanzata, e con un alto tasso di scolarizzazione, solo l'8% ( possedeva un auto) si riforniva con i suoi mezzi  presso i produttori, il rimanente 92% provvedeva unicamente il grossista locale, che era dunque l'unico punto di appoggio del produttore;  e a sua volta il grossista, era l'unico a possedere i mezzi idonei (camion, costosissimi) per distribuire le merci, quindi monopolizzava i prodotti di qualsiasi tipo e genere, quei pochi presenti sul mercato fra l'altro carenti come quantità e varieta'.
Nelle città del Sud invece, si era ancora a una distribuzione arcaica, erano i piccoli artigiani e i contadini a provvedere direttamente a rifornire i vetusti e disadorni negozi (ma molto più spesso direttamente anche le stesse famiglie). Con prezzi inferiori anche dell'80% sugli ortofrutticoli, e le altre merci di circa un 50-70% più bassi rispetto al nord.
Perfino sul pane se a Milano o Torino costava 140 al chilo, in quasi tutte le città del sud costava meno della metà, dalle 50 alle 70 lire, mai oltre.

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