ANNO 1940 
(anno 1940 - Settima  Parte)

LA BATTAGLIA  D'INGHILTERRA


1 Agosto - Hitler dirama la direttiva ultrasegreta n. 17 con l’ordine categorico per l’aviazione tedesca di “schiacciare l’aviazione inglese con tutti i mezzi a sua disposizione".
L'operazione viene battezzata "Adlertag", il “Giorno dell’aquila”.
L’Inghilterra dispone di 704 caccia operativi, di cui 620 tra Hurricane e Spitfire, appoggiati da 350 bombardieri. La Germania, dal canto suo, può disporre di ben 2669 velivoli, in buona parte bombardieri: bombardieri orizzontali (1015 tra Do-17, Do-217, Do-215, He-111, Ju-88); 346 sono i bombardieri in picchiata (Stukas) Ju-87, monomotori; 375 caccia-bombardieri Me-110,bimotori. mentre la caccia comprende 933 velivoli monomotori Me-109.

Anche Churchill, come ha fatto Hitler il 19 luglio, con un altrettanto storico discorso (si dice essere uno dei migliori della storia) ha preparato il morale agli inglesi, ha pure previsto il peggio, ha promesso "lacrime e sangue", ha sferzato con il suo "non ci arrenderemo mai!", e nello stesso  tempo sta preparando una grande trappola agli aerei tedeschi, cominciando a spostare molto a nord della capitale gli aeroporti, gli aerei e i rifornimenti, in modo che se arrivavano i temuti caccia tedeschi (con solo 60-80 minuti di autonomia fra andata e ritorno) questi sarebbero stati agganciati e non avevano più scampo; o desistere o accettare il duello, che inesorabilmente li spingeva all'interno a perdere tempo. In questo caso o finivano abbattuti, o se scampavano, al ritorno finivano nei flutti della Manica senza carburante. 2750 aerei tedeschi nel corso soprattutto nella successiva seconda fase fecero proprio questa brutta fine.
I pochi aerei che Mussolini inviò, senza radio, senza carlinga, provarono una sola volta ad attraversare la Manica; si persero nella nebbia, al ritorno non trovarono nemmeno più la base da dove erano partiti, fecero un atterraggio di fortuna su quattro stati diversi. (questi fatti li leggeremo nella seconda parte)

L'attacco aereo Churchill lo attendeva, ma il "Piano" di sgombero detto sopra era appena iniziato. Certo che più Hitler ritardava l'attacco più lui aveva tempo per portarlo a termine.

(in verità la mente di questa operazione fu merito di un anziano generale
di cui qui diamo la biografia HUGH DOWDING )

La prima ondata di caccia e bombardieri -come leggeremo più avanti- riuscirono nei primi giorni a distruggere alcune attrezzature aeree inglesi con gravi danni. La notte del 24-25 agosto alcune bombe caddero anche sulla città di Londra. Hitler poi si scusò alla radio con i londinesi spiegando "è stato un errore'", ma Churchill vendicativo (ma con un tremendo effetto psicologico positivo per la sua gente e scioccante per i tedeschi, osò il massimo; e proprio mentre l'Isola era violentemente attaccata da 1500 aerei tedeschi, inviò una squadriglia di bombardieri in pieno giorno su Berlino, sul Reichstag, proprio nel momento in cui vi era la delegazione russa per fare nuovi patti e decidere la spartizione dei territori inglesi, che Hitler era sicuro di aver già vinto. La delegazione si dovette rifugiare nei bunker. Poi  Churchill per radio ai berlinesi a missione compiuta fu sarcastico "noi non ci scusiamo affatto, e il nostro non é stato per nulla un errore".
(questo bombardamento ebbe poi un ruolo decisivo sulla fallita invasione dell'Inghilterra. Lo vedremo più avanti. L'ira fa brutti scherzi!).

La delegazione russa ne fu sconvolta, non capivano come Hitler considerato ormai imbattibile su tutti i fronti, che faceva addirittura già le spartizioni dell'isola britannica, poi aveva gli aerei inglesi sopra la testa che lo bombardavano addirittura in casa . "Considerate l'Inghilterra già sconfitta; ma queste non sono bombe?" fu la considerazione piuttosto sarcastica di un russo. 
Se ne ritornarono a Mosca impressionati e  cercarono di convincere per questo episodio (oltre le inaccettabili pretese di Hitler su alcune spartizioni) Stalin -il "diavolo"- a valutare seriamente un'alleanza con l'altro "diavolo": Churchill.

Ma torniamo ai primi giorni della  BATTAGLIA D'INGHILTERRA...
( PER L'INTERVENTO DELL'ITALIA VEDI PARTE VIII - testimonianza )

...che inizia con un forte ritardo: i tedeschi sono costretti a rimandarla di otto giorni a causa delle avverse condizioni atmosferiche.

Il 13 Agosto - Dopo i preparativi e le tante discussioni negli alti comandi su come fare l'invasione, è Goring (già un asso dell'aviazione già nel 1915-18) che va in cerca di gloria e che vuole imporsi con la sua "creatura": la Luftwaffe. Vuole essere lui il protagonista assoluto; vuole passare alla Storia pensando forse a Cesare. 
Nei suoi piani quattro giorni avrebbero dovuto essere sufficienti per distruggere la Raf inglese.

Con il piano "Operazione Aquila", dovevano decollare dalle basi tedesche ogni giorno 1500 aerei per annientare subito le basi aeree inglesi, distruggere gli impianti, polverizzare una specie di "radar" sulle coste (il Radio Direction  Finding), mettere fuori uso le navi nei porti.
Secondo lo Stato Maggiore tedesco, 4 giorni dovevano essere sufficienti per demolire la difesa aerea inglese a sud della linea Londra-Gloucester e 4 settimane per eliminare la RAF al completo.
In questa prima giornata i tedeschi impiegano complessivamente 1485 velivoli e ne perdono 45. Gli inglesi perdono 13 caccia.

Dopo due giorni Goring inizia ad avere delle amare sorprese. Un'altra trentina aerei sono abbattuti, altrettanti finiscono in mare, poi nel Surrey e del Sussex, perde altri 71 apparecchi e in più commette una fatale errore. Perde il controllo della situazione lasciandosi prendere dall'ira (non sappiamo quanto incise anche quella di Hitler)

Per ritorsione contro il bombardamento di Churchill su Berlino, come a volersi vendicare, Goring impegna tutti i suoi bombardieri per attaccare Londra. A seminare rovina e distruzione al centro della città.
Londra è una immensa città, grande come una media provincia italiana. Facile colpirla al cuore, ma non facile colpirla nei tanti dislocati punti strategici militari dove erano appunto dislocati gli impianti. 
 Gli attacchi sulla città sono gravissimi, in vite umane e cose, ma mentre il centro di Londra brucia e cade in rovina, Churchill ha tutto il tempo per organizzarsi, per arretrare a nord tutti gli impianti, gli aerei e i rifornimenti (che nella stupida vendetta, in questa seconda fase, sono stati trascurati come obiettivi primari).
Hitler dichiara: “Ho tentato di risparmiare gli inglesi. Essi hanno scambiato per debolezza la mia umanità e rispondono assassinando donne e bambini tedeschi....Raderò al suolo la loro città.”
E Goring non vede l'ora di farlo.

Churchill ammetterà in seguito che se i tedeschi avessero continuato i loro attacchi diretti agli impianti come i primi due giorni, la Raf non sarebbe più stata in grado di combattere. E sempre nelle sue memorie scriverà "ci preparammo seriamente sull'isola, ma sarebbero bastati qualche altro attacco e un paio di divisioni di paracadutisti come quelle di Student per mettere in ginocchio l'Inghilterra se impiegate così cinicamente  come furono impiegate a Creta" (metà di loro morirono prima di prendere terra. Ndr)

7 Settembre - Goring ha purtroppo - lo abbiamo già detto- perso il controllo di sè; dall'attacco sulle basi aeree è passato all'attacco terroristico; lo possiamo sentire in questo suo discorso alla radio dalle sue stesse parole; e sono già 22 giorni che insiste su Londra (22 giorni utili a Churchill).
"L'intervistatore: Abbiamo qui  il condottiero del Furher, a pochi chilometri dalle porte della capitale inglese, che impartisce ai suoi piloti gli ordini che dovranno portarli a colpire il punto vitale dell'avversario. "Sono lieto -interviene Goring- di avere questa occasione per dire alcune parole alla radio, poiché questo è il momento di portata storica. Dopo i provocatori attacchi inglesi contro Berlino, il Fuhrer ha deciso di impartire l'ordine di vibrare un formidabile colpo di rappresaglia contro la capitale dell'impero britannico. Io stesso ho personalmente assunto il comando di questa operazione e ho udito sopra di me il rombo delle sempre vittoriose ali germaniche che colpiscono in pieno giorno il cuore stesso del nemico...questa è l'ora storica della Luftwaffe".
(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

10 Settembre - Gli risponde tre giorni dopo Churchill, dopo quaranta notti consecutive di incursioni su Londra, ma intanto non disturbati i dintorni, non solo Churchill ha salvato gli aerei, ma sono proprio questi aerei che iniziano a fare con quelli tedeschi il gioco del "gatto col topo". Cascheranno nella trappola 2750 aerei. Ma sentiamo cosa dice lo stesso Churchill, che sfrontatamente e ironicamente mette in risalto gli errori di Hitler, e nello stesso tempo gli consiglia (come strategia) di girare al largo, prima che arrivi la disfatta totale.
Deride perfino il suo operato e... lo sfida pure:

"When I said in the House of Common the other day that I thought it improbable....L'altro giorno, quando ho detto alla Camera dei Comuni che ritenevo improbabile che l'attacco aereo nemico in settembre potesse essere più di tre volte superiore a quello di agosto, naturalmente non mi riferivo ai barbari attacchi contro i civili, ma alla grande battaglia aerea che si sta combattendo fra i nostri caccia e l'aeronautica tedesca. Questo sforzo di assicurarsi il dominio diurno del cielo d'Inghilterra è ovviamente il punto cruciale dell'intera guerra. Finora è fallito palesemente. Gli è costato molto caro, e noi ci siamo sentiti più forti, e in realtà siamo un bel po' più forti.
Non c'è dubbio che il signor Hitler sta bruciando i suoi caccia molto velocemente, e che se continua di questo passo per molte settimane ancora, logorerà e distruggerà questa parte vitale della sua forza aerea. E questo ci darà un grandissimo vantaggio. D'altronde, se egli tentasse di invadere questo paese senza essersi prima assicurato il dominio dei cieli, questa sarebbe una impresa molto rischiosa. Se questa invasione si deve tentare, a quanto sembra non si può rimandare di molto. Il tempo può cambiare da un momento all'altro; a parte ciò, è difficile per il nemico mantenere questi raggruppamenti di navi in attesa per un periodo imprecisato, mentre ogni notte i nostri aerei le bombardano e le nostre navi da guerra, che le aspettano in mare aperto, molto spesso fanno fuoco su di esse. Perciò la prossima settimana - più o meno- dobbiamo considerarla una settimana cruciale per la nostra storia paragonabile al giorno in cui l'armata spagnola si stava avvicinando alla Manica  e l'ammiraglio Drake stava concludendo la sua partita a bocce"

(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).


il 17 Settembre la "Battaglia d'Inghilterra" é teoricamente già terminata. La Luftwaffe non é riuscita a conquistare il dominio dei cieli inglesi, né può la marina tedesca fare quell'invasione che era stata tanto ottimisticamente (ma non da loro) programmata con gli ottimistici (gli altri) quattro giorni di attacchi degli aerei della Luftwaffe guidata da Goring; sono già diventati 40 i giorni ma senza aver concluso nulla. Anzi Goring  ha "bruciato" 433 aerei (alla fine ne perderanno 2750) mentre la Raf sull'isola è quasi integra, con 247 perdite.

Il giorno dopo, il 18 settembre, Hitler non si era ancora  convinto di "girare al largo";  ha solo deciso di rinviare l'operazione "sbarco in Inghilterra" ma intanto inizia a rivolgere le sue attenzioni a est, dove ha in progetto di fare quello che gli aveva consigliato Mussolini a gennaio: prima tradire l'alleato rosso, poi aggredirlo invadendo la Russia e puntare su i  21 milioni di Kmq., al grano dell'Ukraina, ai pozzi petroliferi del Caucaso.
Il 2 ottobre - Hitler non ha ancora perduto la speranza di poter effettuare lo sbarco in Inghilterra ma i comandanti dell’esercito e della marina suggeriscono di abbandonare il piano per evitare di esporre inutilmente alle incursioni dei bombardieri inglesi le unità che già sono state ammassate nei porti. Churchil lo aveva promesso nel suo discorso e così ha fatto, non in modo massiccio ma per giorni e giorno gli aerei della Raf hanno con delle incursioni veloci e notturne sempre mandato a picco diverse decine di migliaia di tonnellate di naviglio.
Più tardi il generale Alfred Jodl, capo dell’ufficio operativo del Comando Supremo della Wehrmacht, il più ascoltato dei consiglieri militari di Hitler, consegna al Fuhrer un rapporto in cui si sostiene l’impossibilità  di uno sbarco tedesco in Inghilterra. L'11 novembre Hitler ha definitivamente messo da parte l'idea dell'invasione dell'Inghilterra.

Hitler crede che alle spalle sarà lasciato in pace dall'Inghilterra solo perché non ha insistito nello sbarco. Ma Churchill, pur contento che Hitler rivolga le sue attenzioni ai bolscevichi, i suoi nemici da sempre, manterrà fede alla promessa fatta e non gli ricambia nessun favore -semmai il favore lo farà proprio ai russi-  a Hitler non darà più nessun tregua. Churchill si prepara a organizzarsi meglio per quando verrà il colpo finale. Siamo appena alla fine del 1940. Ma tutto viene deciso in questi giorni. Il resto saranno solo operazioni militari, per quanto drammatiche, in una guerra ancora tutta da fare.

E' il momento piu' oscuro della storia. Hitler abbandona gli inglesi e tradirà fra alcune settimane i russi con un attacco a sorpresa. Hitler sta giocandosi tutto il suo futuro aprendo due fronti. Ed é ben cosciente che da Mussolini non riceverà mai un aiuto apprezzabile. Lui - pensa-  di aiuti non ne ha bisogno, e l'invasione alla Russia sarà una passeggiata. 
Ma non tenne conto che una manciata di sabbia proprio di Mussolini, nel suo perfetto ingranaggio bellico, poteva compromettere tutto. Ed è proprio quello che poi accadde già a fine anno.

Aveva vinto sull'intera Europa. L'Italia era alleata e plagiata; la Francia davanti a lui in ginocchio. Tutti i paesi mitteleuropei e balcanici, cioé l'Ungheria, la Iugoslavia, la Romania, la Bulgaria, la Grecia avevano al potere regimi nazisti o simpatie filo-naziste, non di meno in Spagna anche se Franco era ancora più indeciso di Mussolini a intervenire a fianco di Hitler.
Tutte le economie di questi Paesi non erano che appendici di quella tedesca. Perché mai Hitler mise   a repentaglio il suo trionfo attaccando senza provocazione i russi; non ascoltando i suoi generali, non tenendo conto della storia, visto che aveva citato Napoleone, e anche il grande errore del 1915-18? (quello dei due fatali fronti)
  Nessuno fino ad oggi ha dato una spiegazione. L'unica ipotesi, la più valida, espressa da uno psichiatra neurologo, é quella che Hitler era nato con la "vocazione alla catastrofe". Non follia; nelle scelte politiche, nello scegliersi gli uomini, nelle strategie, fu geniale, lucido, un abile giocatore. Ma nato come pessimista che gioca di rimessa. Spesso irrazionalmente e con attacchi d'isteria. 
E se a Londra perse la razionalità rovinandosi per una rappresaglia (lui o Goring non sappiamo chi volle veramente l'inutile e dispersivo attacco su Londra), nella vendetta su Belgrado che leggeremo nella prossima primavera  perse addirittura le staffe e perse tempo; accumulò un ritardo di giorni e giorni, che gli fecero poi perdere la guerra davanti le porte di Mosca.

(L'attacco ai Russi, dopo aver lasciato alle spalle una Inghilterra prostrata ma nemmeno poi tanto attaccata, resta un mistero. Salvo che abbia fatto un patto con Churchill. Patto che però appena Hitler ebbe la "sorpresa-trappola" a Smolenks, Churchill -quasi incredulo delle risorse russe- si affrettò - dopo nemmeno tre settimane- a fare il patto col "diavolo").
 
A seguire Hitler in questa illogica strategia, troviamo Mussolini non isterico come lui, ma irrazionalmente ostinato come lui, e nonostante i fatti già accaduti e quelli che gli accadranno nel corso dell'anno con altre esperienze negative, Mussolini, Hitler seguita a cercarlo, lo implora prima di prenderlo al suo fianco  poi gli contravviene, riceve umiliazioni poi lo scavalca, apre la sua guerra parallela poi si impantana; porta allo sfascio le armate fuori d'Italia e quel che è più grave sfascia il consenso all'interno del Paese (oltre che all'interno di certi ambienti militari -i badogliani e i regi). Un Paese che a fine anno subisce un'altra oscillazione negli stati d'animo, questa volta in negativo anche se molte cose sui giornali sono messe a tacere e si comminano sei mesi di galera chi ascolta Radio Londra.
Eppure Mussolini, non desiste. "gli italiani per mandarli in guerra ci vogliono i calci in culo, sono delle puttane". Sposa la pazza idea di Hitler, anzi vuole emularlo, e così ipoteca la sua catastrofe e quella del suo amico. Che già verso fine anno "sulla carta" - la catastrofe appare già annunciata.

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