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CRONOLOGIA

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< vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1899
I Personaggi politici di questo periodo

* LE BIZZARRE INVENZIONI CHE POI FANNO EPOCA

STORIA IT. Guida il governo del dopo tumulti, PELLOUX; dopo i fatti dello scorso anno, inizia subito una politica ancora più repressiva; il suo ministro degli interni RUDINÌ invia a tutti i prefetti d'Italia disposizioni anticlericali, cioè di tenere sotto controllo i 3892 comitati parrocchiali, le 930 società operaie cattoliche, le 700 associazioni giovanili e vieta infine ai cattolici le riunioni esterne.

RUDINÌ colpisce in modo definitivo le libertà di stampa (punendo penalmente i direttori, gli autori degli articoli e perfino i tipografi), le associazioni e le riunioni di qualsiasi genere, di cui si arroga l'ampia facoltà di intervento, e vieta di portare cartelli, emblemi, insegne. Infine abolisce il diritto di sciopero. La Camera approva con 310 voti contro 93 contrari. 
Passa l'autoritarismo!

Siamo ancora nello Stato Liberale, il fascismo di Mussolini é ancora lontano, ma i metodi di quest'anno, sono proprio quelli che userà nè più e nè meno poi il fascismo.
Mussolini che ha ora 17 anni sta vivendo questo clima, e sta ricevendo dei "bellissimi" esempi di democrazia e di libertà (ostentata, teorizzata,  ma non ancora applicata)

***  L'ITALIA IN CINA  - Russia, Inghilterra, Francia e Germania con la forza hanno occupato basi commerciali e strategiche in Cina; l'Italia con il sostegno (ambiguo) dell'Inghilterra sta ottenendo con altri mezzi piu' o meno diplomatici la cinese San-Mun Chekiang, ma gli inglesi stornano il favore fatto all'Italia in Africa a Adua, l'abbandonano nelle trattative che si arenano in un nulla di fatto. Gli inglesi infatti stanno pensando a Honk Kong, e l'Italia rimane a guardare!

Alla Camera, sedute burrascose per le "misure eccezionali" di PELLOUX, ma anche per non essere riuscito il governo in carica a imporsi in una politica più autorevole con gli inglesi. L'Italia senza consultarsi con l'Inghilterra, aveva infatti mandato un Ultimatum" di 3 giorni all'Impero Cinese, ma gli ambigui inglesi mandarono a dire all'Italia che si astenevano di dare un appoggio per non rovinare i loro buoni rapporti diplomatici nelle delicate trattative che stavano conducendo per "prendersi"  Honk Kong.

*** Una parte dell'organizzazione del cattolicesimo intransigente, non rispetta più il non expedit papale che invitava a non partecipare alla vita politica italiana. Stanchi di stare a guardare (da 38 anni!), MURRI chiede ai cattolici d'impegnarsi nella battaglia politica, e lo fa attraverso un giornale "Democrazia Cristiana".
Papa LEONE XIII (nonostante la sua famosa enciclica Rerum novarum del '91,   non vuole assolutamente che un partito di cattolici entri dentro quel Parlamento che lui seguita a considerare dopo trent'anni, ancora un gruppo di avventurieri usurpatori, di briganti senza Dio. Il suo predecessore Pio IX, l'aveva chiamata una "banda di delinquenti" e con a capo il re "capo dei delinquenti"  che ha occupato Roma  in una forma ingiusta, violenta e invalida"

*** STORIA IT.: Un gruppo di industriali è intenzionato a costruire una piccola fabbrica di automobili. Il luogo ideale dove desiderano far nascere lo stabilimento é scelto a Padova: ma una agitata riunione degli amministratori locali alla locale Camera di Commercio Agricoltura (prevalentemente composta da proprietari terrieri) bocciano la delibera e rifiutano l'insediamento industriale dell'ipotetica futura FIAP .
"non avremmo piu' braccia per i campi, sconvolgerebbe tutto il territorio"

Nasce nel marzo di quest'anno invece la FIAT a Torino con 850.000 lire di capitale. Inizia dentro una piccola officina la sua produzione di auto con una cinquantina di operai. Nel corso dell'anno produrrà 8 auto, 107 nel 1902 nel suo nuovo stabilimento in Corso Dante, che diventano già 1000 nel 1906. Fra i soci fondatori e dirigenti c'è un abile giovanotto poco più che trentenne un certo GIOVANNI AGNELLI (vedi foto di G. Agnelli e la sua prima famosa auto (la Fiat 0) , nell'anno 1901)

AGNELLI filo-giolittiano, "volerà" poi  in America a curiosare alla FORD. Poi liquidati gli altri soci diventa unico proprietario, in seguito nel 1912 introduce nella sua azienda il modello taylorista americano; "la catena di montaggio", che fa subito decollare l'azienda e le vendite. Ma quella del 1912 e' una mossa soprattutto vincente nel particolare clima europeo, dove in previsione di una grande guerra, il governo sta riorganizzando in un modo più moderno e tecnologico l'esercito. Nel programma del riarmo ci sono le commesse delle forniture militari. Che sono già iniziate nel 1911 con la guerra Italo-Turca (la guerra in Libia).

Se da una parte, l'attività dell'azienda, inizia in un periodo sfavorevole per i consumi per la crisi che attanaglia l'intera Europa, e' proprio questa crisi con le tensioni sociali e quelle irredentistiche (dove la borghesia ha tutto da guadagnarci con la produzione di guerra) che determina la fortuna di questa impresa.
Infatti, la Fiat (altrettanto la Ansaldo) dopo pochi mesi, con le imponenti forniture militari per la guerra, si trasforma - diversificando la produzione in tanti segmenti - nella più grande e unica fornitrice d'autoveicoli, motori marini, aerei e materiale bellico  vario.

Da 4000 operai prima della guerra, passera' a 50.000 dipendenti a guerra conclusa,  con gli impianti decuplicati,  poi subito riconvertiti nella produzione pacifista per il primo periodo del fascismo.
Poi si ripetera' il "miracolo" con i sogni di grandezza degli italiani e di Mussolini, dove troviamo Agnelli opportunisticamente prendere la "tessera" e affiancarsi al Duce per essere il primo privilegiato nelle nuove forniture belliche; si ripeterà così il secondo miracolo.
(vedi anche STORIA DI AGNELLI )

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*** Il 20 dicembre 1899 muore a Poggio Imperiale (Firenze) la Marchesa Marietta Piccolomini Caetani della Fargna. Era nata a Siena il 5 marzo 1834. 
La sua carriera iniziò nel 1852, anno in cui debuttò alla Pergola di Firenze con Lucrezia Borgia di Donizetti, e terminò nel 1861 quando, reduce dai gloriosi successi inglesi e americani, cantò alla presenza di sua maestà Vittorio Emanuele II un inno di Josuè Carducci musicato da Carlo Romani: "Alla Croce di Savoia".
Questa grande senese "amica di tutti i patrioti" ammaliava il pubblico di tutto il mondo oltre che con la sua eccellente voce di soprano con le doti attoriali definite dai critici dell'epoca impareggiabili.

La sua voce dette vita a prestigiose opere liriche; soprattutto fu ricordata per la sua magistrale interpretazione della Violetta verdiana (La Traviata) (24 maggio 1856) al Teatro di Sua maestà a Londra. 
Lo stesso Giuseppe Verdi le scrisse delle lettere e addirittura Giuseppe Mazzini, insomma era una grande figura al suo tempo. Esempio sommo di grandezza artistica e interpretativa e di forte rigore morale si ritirò dalle scene nel 1863 allorquando sposò il marchese Caetani della Fargna.

L'Enciclopedia dello Spettacolo curata da Silvio d'Amico sbaglia, Marietta morì il giorno 10.
Lo so con certezza perchè ho visto l'archivio della famiglia e infatti la Corale lirica dove canto (UNIONE CORALE SENESE) eseguirà nel Duomo di Siena il giorno 10 dicembre 1999 alle sei del pomeriggio una messa in ricordo della grande soprano.(By: Giampaolo)

*** Maria Teresa Violante Piccolomini Clementini in arte Marietta Piccolomini, nacque a Siena il 5 marzo 1834 e morì a Firenze il 10 dicembre del 1899. 

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*** Il secolo "termina" (la disputa fu identica a quella del 1999 . secolo si secolo no) con 2 scoperte epocali; una di fisica e una di biologia.
RUTHEFORD ha individuato i raggi alfa, beta, gamma e sara' lui a far conoscere nel 1911-1914 la
"STRUTTURA DELL'ATOMO"

*** Mentre C.BENDA ci fornisce, scoprendo poi in seguito anche i mitocondri, la mappa della
"STRUTTURA DELLA CELLULA"

Il secolo dove gli uomini avevano fatto piu' scoperte che nei 5000 anni precedenti non poteva che finire in bellezza. Gli scienziati infatti, si concentreranno nell'intero XX secolo sulla conoscenza di queste due strutture verso altre prestigiose tappe

XIX SECOLO!

Una grande tappa dell'umanita', e con davanti tante altre tappe di un percorso, verso chissa' dove, verso chissa' cosa.
Tutti costruiamo qualcosa, o siamo collaboratori di qualcosa, che va sempre al di la' di noi stessi.

Soprattutto è la massa degli stupidi che collabora al progresso; se non acquistassero irrazionalmente le cose piu' stupide, gli intelligenti non saprebbero a chi vendere le loro realizzazioni, che loro dicono quasi sempre essere intelligenti.

L'intelligenza di alcuni uomini si alimenta con la stupidità di altri.

Le novità, i prodotti delle menti creative quando appaiono sul mercato, coloro che hanno una grande cultura e un universale metro di valutazione codificati da loro stessi, le respingono sempre con orrore; gli stupidi non si fanno invece tante domande, le acquistano e le usano.
E sono loro a far cambiare il costume e a dare le svolte.

Questo e' sempre accaduto, nell'arte, nella musica, nella letteratura, nella scienza, o nei prodotti più banali. C'e' nel colto sempre il rifiuto viscerale; e' sempre estremamente supponente, per non dire sprezzante. Solo lui crede di avere il metro della valutazione tramite il suo scrigno di sapere che crede infinito e universale, e anche se vede l'utilita' nella nuove realizzazioni, afferma subito con la sua dialettica che sono fuori dai canoni universali dell'estetica, e spesso della stessa tecnologia che lui crede già messa a punto e quindi definitiva.

Il motivo e' sempre uno, non vuole mai rimettere in discussione le sue conoscenze. Lo stupido (coraggioso, avventato) non ha questi problemi, acquista, e da' normalmente il primo colpo al volano di una nuova idea, fa iniziare il mercato, lo incentiva. Solo un bizzarro che irresponsabilmente non teme critiche si mette l'orribile vestito creato da uno stilista "creativo e bizzarro" quanto lui, e che puo' contare solo su questi "ribelli", non su quelli che hanno codificato un costume, un canone, dei parametri estetici (scaturiti - dicono loro- da un attento sapere).

Così nella tecnologia. Chi scrive ha venduto i primi computer in Italia, spiegando cosa facevano e per che cosa erano utili. I piu' grandi ostacoli li ha trovati in quelli che avevano proprio una cultura accademica, ma ormai cristallizzata. Ti ridevano in faccia architetti e ingegneri quando presentavi loro un Cad; ti facevano vedere con aria di sfida la matita, quella che secondo loro non sarebbe tramontata mai per disegnare un progetto.
In una grande banca dissero che il modem non avrebbe mai avuto un futuro "la banca ha una sua gelosa riservatezza".
Ma il piu' grande ostacolo fu nelle scuole di ogni grado, si era semplicemente compatiti: "Si puo' vivere e sopravvivere anche senza quel giocattolo, del tutto inutile al nostro sapere e alla nostra didattica logico verbale; con quella figurativa ci si potranno fare al massimo solo i giochi, e forse, passata la moda, neppure quelli!". Basta leggere gli interventi dei migliori scrittori sui giornali dei primi anni '80.
Ma e' sempre accaduto tutto questo, ecco perche' "anche il piu' umile e il piu' stupido ha fornito anche lui qualcosa che e' andato oltre se stesso". (è un pensiero di Nietzsche).

I jeans li mettevano negli anni 60 gli "stupidi", i "teppisti"; i "saggi" li criminalizzavano anche. Sono poi nati degli imperi e hanno fatto "moda". Un giorno li mise Agnelli. Dopo di lui li indossarono anche tutti i borghesi "pappagalli". Alla direzione della Fiat, il mattino dopo, si presentarono a centinaia con quel capo di vestiario, quasi con aria di sfida, e il capo ufficio non sapeva più cosa dire! "Padrone docet".

Van Gogh (giudicato dai sapientoni, non dal volgo) aveva offeso l'arte con il suo modo di dipingere. Dante ricevette da Virgilio il disprezzo perche' aveva scritto in volgare un Poema. (dopo lo si chiamò "Stil Novo", e Lui  il "padre della lingua italiana").
Così la miseria di Mozart: fu decretata dai sapientoni, non dai plebei.

Come abbiamo letto in questi ultimi anni, Marconi fu ridicolizzato per la sua invenzione. La Radio fu subito bollata da tutti gli intellettuali. "E' utile solo agli imbecilli senza cultura". Leggere i giornali dell'epoca! Dalla borghesia e dagli intellettuali fu rifiutata in blocco. "musica dalla radio? Ma volete scherzare? E' da plebei. Noi abbiamo l'intelligenza e una cultura, che ci permette di scoprire, cosa non possibile al plebeo, il fascino e il piacere di un concerto. Se non è dal vivo non è un concerto!".
La televisione fu dichiarata senza futuro proprio dai borghesi, adatta solo per gli ebeti plebei "tutti seduti a guardare una scatola, quando il mondo fuori corre, viaggia, vola, si diverte, fa viaggi, sport, ha i circoli di golf, di tennis, il club dell'auto, della boxe, della vela, del calcio, la mondanità. Ma si puo' essere cosi' stupidi? La Televisione? Si forse utile ai paranoici, ai visionari, ai poveri di spirito, a coloro che vivono fuori dalla realtà del mondo. Poveretti! La nostra realtà invece è il dinamismo del nostro secolo, non quel bussolotto."

FINE DEL XIX SECOLO

(che invece terminerebbe il 31   dicembre 1900)
ma la disputa fu identica a quella del 2000

Ci aspettano ora i prossimi cento anni, che sono pieni di eventi e molti di questi eventi hanno accompagnato molti lettori o i loro  genitori o i loro nonni.

CONTINUA ANNO 1900 >