Breve storia dei partiti in Italia 

I PARTITI

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Democr. Cristiana  - P. Comunista It.   -    Socialisti  - Socialisti Dem.  -  Liberali  -  Mov. Sociale  -  Repubblicani

 

 di LUCA MOLINARI


Democrazia Cristiana

è stato il partito di maggioranza relativa fin dal 1946. Venne fondata nel 1943 da De Gasperi, Gronchi, La Pira e Mattei a Milano in casa dell’industriale Falck. Fu fin dalle origini partito di mediazione e, per bocca di Vanoni, partito interclassista che prevedeva una collaborazione tra le varie classi sociali per realizzare un’economia sociale di mercato, cercando di conciliare le dottrine capitaliste e liberiste con una visione sociale dell’economia. Tradizionali alleati dello scudo crociato sono stati i partiti laici (Psdi, Pri, Pli) e, dalla metà degli anni ’60, il Psi (Psi). Durante la stagione del terrorismo e della crisi economica degli anni ’70 vi è stata la collaborazione a livello parlamentare con il Pci (la cosiddetta Solidarietà nazionale Pci). In precedenza alcuni gabinetti monocolori democristiani si sono retti con i voti determinanti dei monarchici e dell’estrema destra del Msi (Msi). Al proprio interno la Dc è sempre stata fortemente frammentata e divisa in correnti con alto grado di conflittualità reciproca. Segue una breve mappa delle più importanti correnti democristiane:

*  MOROTEI o AREA ZAC, BASE, FORZE NUOVE (sinistra interna): sono state le tradizionali correnti di sinistra dello scudocrociato che hanno avuto in Amintore Fanfani (almeno fino alla fine degli anni ’60), Aldo Moro e Benigno Zaccagnini i principali leader. Si fecero portavoce, prima della collaborazione con il Psi (realizzatosi con il centro-sinistra), poi della necessità di aprire al Pci (ipotesi abbandonata dopo la morte di Moro);

* DOROTEI o GRANDE CENTRO: sono stati la maggioranza del partito ed hanno mantenuto il partito su posizioni moderate, fortemente anticomuniste e di provata fedeltà atlantica. Massimi leader della corrente dorotea furono Arnaldo Forlani, Guido Gonnella, Emilio Colombo e Flaminio Piccoli;

*  PRIMAVERA: è la corrente della destra democristiana ed ha avuto in Giulio Andreotti il suo unico e maggiore leader. 

La crisi dei primi anni ’90 ha segnato la fine dell’esperienza politica della Dc i cui militanti si sono divisi in numerosi piccoli partiti posizionati sia a sinistra, sia al centro, sia a destra (Ppi, Democratici, Ri, Udeur, Ccd, Cdu, ecc.)

Partito Comunista Italiano

Ha rappresentato il maggior partito d’opposizione. Nasce a Livorno nel 1921 da una scissione del Partito socialista guidata da Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga e che vedeva nella Rivoluzione d’Ottobre una via per l’emancipazione del proletariato. Il legame con l’Urss, seppur in maniera sempre più critica, rimarrà forte fino alla vigilia del crollo del Muro di Berlino ed alla crisi dell'Unione Sovietica. Dopo il grande sforzo compiuto durante la guerra di liberazione da parte dei partigiani comunisti, il Pci contribuì con Psi, Dc e partiti laici alla stesura della Costituzione repubblicana. Il tentativo di tutti i leader di Botteghe Oscure, da Palmiro Togliatti a Achille Occhetto, passando per Enrico Berlinguer, è stata quella di giungere al governo attraverso la collaborazione con gli altri partiti di massa (cattolici e socialisti) e quelli laici minori (Pri, Psdi). La strategia di Moro (Dc) e di La Malfa (Pri) all’inizio degli anni ’70 sembrava rendere possibile tale obiettivo, ma l’omicidio del leader democristiano fece naufragare tale opzione. La crisi del comunismo internazionale ha spinto la maggioranza del gruppo comunista a mutare nome ed accentuare l’opzione socialdemocratica del partito giungendo fino alla trasformazione del Pci in Pds (1991, si noti che una parte del partito non ha accettato questa scelta dando origine al Partito della Rifondazione Comunista da cui si è distaccato, nel 1998, il Partito dei Comunisti Italiani) che è giunto al governo nel 1996 (governo Prodi) e che ha conquistato la guida dell’esecutivo nel 1998 con Massimo D’Alema.

Partito Socialista Italiano

Era il più antico partito politico italiano, nato a Genova il 15 agosto del 1892 e ha caratterizzato tutta la storia italiana a partire dalla fine del XIX secolo. Protagonista, con la Dc ed il Pci, della lotta partigiana e della stagione costituente, il Psi fu strettamente legato ai comunisti (frontismo) fino, contrariamente a quanto fatto del Pci, alla condanna dell’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 (Fatti d’Ungheria) che segnò un profondo solco tra i due partiti della sinistra italiana. Iniziava, sotto la guida del leader storico Pietro Nenni, l’avvicinamento alla Dc di Fanfani e Moro fino a giungere alla stagione del primo centro-sinistra (governi Fanfani e Moro), epoca di grandi riforme strutturali dell’intero sistema italiano. La crisi del centrosinistra e l’aborto della solidarietà nazionale aprirono le porte ad una nuova leadership in seno al Psi, quella di Bettino Craxi che, usando spregiudicatamente il forte ruolo di interdizione al limite del ricatto (vedi quello a ZACCAGNINI) che il partito deteneva nel nostro sistema politico, fu il fulcro della vita politica italiana per 15 anni. 

Tale ruolo permetterà a Craxi (1983-1987) di formare due governi (il primo dei quali, detiene attualmente il record di durata) con i partiti laici e la Dc, le cui correnti moderate (i dorotei di Forlani e Primavera di Andreotti) hanno rappresentato gli interlocutori preferiti del leader di Via del Corso. Gli avvenimenti successivi al 1992 ed il coinvolgimento dello stesso Craxi e dei suoi più stretti collaboratori in alcune indagini relative alla corruzione politica, hanno segnato la fine del Partito Socialista, ponendo termine, in maniera triste ed amara alla storia del più antico e per molti decenni glorioso partito politico italiano che si è dissolto in gruppi minori tra i quali merita menzione, per peso politico e ruolo politico i Sdi (Socialisti Democratici Italiani) guidati da Enrico Boselli a cui hanno aderito sia esponenti provenienti dalla tradizione socialista, sia da quella socialdemocratica (Psdi).

Partito Socialdemocratico Italiano

Nacque da una scissione a destra del Psi nel 1947 da parte di quei socialisti che, guidati dal Presidente dell’assemblea Costituente in carica Giuseppe Saragat, non accettavano la linea frontista coi comunisti voluta da Nenni nell’immediato dopoguerra, preferendo la collaborazione con la Dc e gli atri partiti laici (Pli, Pri).
La nuova via socialista autonoma dal Pci ed il ritiro di Saragat dopo il suo settennato quirinalizio e il coinvolgimento di due segretari del Psdi in scandali giudiziari, hanno segnato il declino irreversibile e definitivo del partito nato a Palazzo Barberini. 

Partito Repubblicano Italiano

è uno dei più antichi partiti italiani (nacque a Bologna nel 1895) ed è l’erede della tradizione risorgimentale della sinistra mazziniana non marxista a cui si aggiungono molti illustri intellettuali provenienti dal Partito d’Azione (La Malfa, Valiani, Visentini) approdati al partito dell’edera dopo il repentino scioglimento del Pd’A. il Pri, piccolo, ma influente, sarà, sotto la guida di Ugo La Malfa, uno degli artefice dell’apertura a sinistra ai tempi del primo centro-sinistra e sostenitore dell’ipotesi di allargamento della maggioranza di governo ai comunisti dopo il 1976.
 Dopo la morte di La Malfa (1979) leader del Pri diventerà il senatore Giovani Spadolini, uomo illustre, storico di chiara fama ed intellettuale di vaglia, che, nel 1981, sarà il primo Presidente del Consiglio dei Ministri non democristiano della storia repubblicana.

Partito Liberale Italiano 

Nasce ufficialmente nel 1921, ma è l’erede delle classe dirigente liberale che ha guidato l’Italia fino all’avvento del fascismo. Collabora con la Dc e gli atri partiti laici (Psdi, Pri) negli anni del centrismo degasperiano. Sotto la guida di Malagodi (fortemente influenzato da ambienti confindustriali) esce dal governo all’avvento del centro-sinistra. All’opposizione, salvo una parentesi all’inizio degli anni ’70 (governo Andreotti- Malagodi, 1972), fino all’avvento del pentapartito (governo Spadolini, 1981), ha rappresentato un partito posto su posizioni più conservatrici rispetto ai partiti liberali tedesco, britannico e scandinavi.

Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale

Viene fondato a Napoli nel 1946 da reduci della Repubblica Sociale Italiana (RSI) e da nostalgici del regime che si rifanno alla mussoliniana Carta di Verona. Perennemente all’opposizione, tranne che per l’appoggio ad alcuni governi monocolore democristiani negli anni ’50 (Dc), il Msi ha raccolto il maggior numero di consensi nei primi anni ’60 sotto la guida dell’ex dirigente della RSI Giorgio Almirante. La crisi del sistema politico italiano nei primi anni ’90 e la guida di Fini ha fatto si che il Msi, seguendo le teorie del politologo Domenico Fisichella e l’evoluzione della destra spagnola (da Alleanza Popular a Partido Popular), si trasformerà in Alleanza Nazionale (da cui si è staccato un gruppo di nostalgici guidati da Pino Rauti), tentativo di creare una destra conservatrice italiana che ha partecipato alla fulminea esperienza del governo Berlusconi (1994).


Sono esistiti anche altri partiti politici italiani (Svp, Uv, PSd’A, ossia i tre partiti regionali rispettivamente dell’Alto Adige-Sudtirolo, della Valle d’Aosta e della Sardegna; vari partiti monarchici e socialisti frutto delle molte scissioni avvenute in seno al Psi; il Pr, piccolo partito radicale che ha visto crescere le proprie fortune sotto la guida di Marco Pannella e di Emma Bonino ed il movimento ecologista dei Verdi; ma solo i sette partiti di cui abbiamo parlato in precedenza hanno partecipato a tutte le competizioni nazionali a partire dal 1948 con un insediamento organizzativo ed elettorale diffuso su tutta la penisola. Negli anni ’90 del XX secolo sono stati fondati altri due partiti rilevanti, la Lega Nord, partito populista che ha a lungo perseguito la via della secessione dell’Italia settentrionale dal resto del paese, e Forza Italia, partito che si definisce liberale, liberista e popolare fondato dal magnate delle tv Silvio Berlusconi che hanno governato insieme con gli ex democristiani del Ccd (Dc) ed il Msi-An (Msi) per 7 mesi nel 1994. 

Dopo l’introduzione di un sistema elettorale tendenzialmente maggioritario (1993) il sistema politico sta cercando i ritrovare un suo equilibrio sulla formula delle coalizioni le cui più importanti sono l’Ulivo (centrosinistra) ed il Polo delle Libertà (centrodestra): questi eventi non appartengono alla storia, ma alla cronaca ed è appunto all’ambito della cronaca che, per onestà intellettuale, sembra opportuno lasciarli.

Luca Molinari


vedi anche

IDEOLOGIA DEI PARTITI

'800 NASCITA DESTRA-SINISTRA          '900 LA SINISTRA INGLESE

MURRI E I CATTOLICI

DON STURZO E LA DEMOCRAZIA CRISTIANA

DAL CROLLO DEI LIBERALI - AGLI ANNI DEL FASCISMO

CHE COSA E' IL FASCISMO - SCRIVE MUSSOLINI


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