CHARLES DARWIN - ORIGINE DELL'UOMO

CAPITOLO IX.
Caratteri sessuali secondari nelle classi inferiori del Regno animale.

Mancanza di questi caratteri nelle classi più basse – Colori brillanti – Molluschi – Anellidi – Crostacei, caratteri sessuali secondari fortemente sviluppati; dimorfismo; colore; caratteri non acquistati prima dello stato adulto – Ragni, loro colori sessuali; stridulazione dei maschi – Miriapodi.

Nelle classi più basse non di rado accade che i due sessi sono uniti nello stesso individuo e perciò i caratteri sessuali secondari non possono venire sviluppati. In molti casi in cui i due sessi sono separati, entrambi stanno permanentemente attaccati allo stesso sostegno, e l’uno non ha d’uopo di cercare l’altro o di lottare per esso. Inoltre è quasi certo che questi animali hanno sensi troppo imperfetti e forze mentali troppo basse per sentire una mutua rivalità, od apprezzare vicendevolmente la bellezza o altre attrattive.

Quindi in quelle classi o sotto-regni, come i protozoi, i celenterati, gli echinodermi, gli scolecidi, non si trovano veri caratteri sessuali secondari; e questo fatto concorda colla credenza che cosiffatti caratteri sono stati acquistati nelle classi più elevate mercè la scelta sessuale che dipende dalla volontà, dai desideri, e dalla scelta dei due sessi. Tuttavia si osservano alcune poche apparenti eccezioni; così, come ho udito dal Dr. Baird, i maschi di certi entozoi, o vermi parassiti interni, differiscono lievemente nel colore dalle femmine; ma non abbiamo ragione per credere che queste differenze siano state aumentate dalla scelta sessuale.

Molti fra gli animali inferiori, sia ermafroditi o con sesso separato, sono ornati delle tinte più splendide, o sono ombreggiati e screziati in modo elegantissimo. Questo è il caso per molti coralli ed anemoni marine (attinie), in alcune meduse (meduse, porpite, ecc.), in certe planarie, ascidie, in moltissime stelle di mare, echini, ecc.; ma noi possiamo conchiudere, per le ragioni sopra esposte, cioè l’unione dei due sessi in alcuni di questi animali, il difetto di locomozione di altri, e le scarse forze mentali di tutti, che cosiffatti colori non servono loro di attrattiva sessuale, e non sono stati acquistati per opera della scelta sessuale. Negli animali più elevati il caso è molto differente; perchè in essi quando un sesso è più brillantemente o vistosamente colorito che non l’altro e non v’ha differenza nel modo dì vivere dei due sessi che possa spiegare questa diversità, abbiamo ragioni per credere all’azione della scelta sessuale, e questa credenza è fortemente confermata quando gli individui più adorni, che sono quasi sempre i maschi, fanno pompa delle loro attrattive innanzi all’altro sesso. Possiamo pure estendere questa conclusione ai due sessi quando sono ugualmente coloriti, se i loro colori sono semplicemente analoghi a quelli di un sesso solo in certe altre specie dello stesso gruppo.

In qual modo, dunque, spiegheremo noi i belli e talora splendidi colori di molti animali delle classi più basse? Sembra molto dubbio che quei colori servan loro solitamente a proteggerli; ma andiam molto soggetti a sbagliare per quello che riguarda tutte le sorta di caratteri in correlazione colla protezione, come riconosceranno tutti quelli che abbiano letto l’eccellente lavoro del sig. Wallace intorno a questo argomento. Per esempio, a nessuno potrebbe venire in mente che la perfetta trasparenza delle meduse possa servir loro di protezione; ma quando Fläckel ci fa osservare che non solo le meduse ma molti molluschi galleggianti, crostacei, ed anche pesciolini oceanici hanno la stessa struttura vitrea, non possiamo guari mettere in dubbio che essi così riescono a sfuggire agli uccelli pelasgici e ad altri nemici.

Malgrado la nostra ignoranza intorno al limite cui può giungere la protezione operata in molti casi dal colore, la ragione più probabile da assegnare alle splendide tinte di molti fra gli animali più bassi sembra essere che quei loro colori sono l’effetto diretto o della natura chimica o della minuta struttura dei loro tessuti, indipendentemente da qualunque benefizio che così ne derivi. Pochissimi colori son più belli di quelli del sangue arterioso; ma non v’ha ragione per supporre che il colore del sangue sia in se stesso un vantaggio; e sebbene dia maggior bellezza alla guancia di una fanciulla, nessuno pretenderà che sia stato acquistato per questo scopo. Parimente, in molti animali, specialmente nei più bassi, la bile è riccamente colorita; così la somma bellezza delle eolidie è dovuta principalmente, come ho imparato dal sig. Hancock, alle ghiandole biliari che si scorgono attraverso gli integumenti translucidi; e questa bellezza non è probabilmente di nessun utile a questi animali. Le tinte delle foglie appassite delle foreste americane sono descritte da tutti siccome splendide; tuttavia nessuno può supporre che quei colori siano di alcun vantaggio per gli alberi. Ripensando alle tante sostanze intimamente analoghe ai composti organici naturali che sono state recentemente composte dai chimici, e che spiegano i più splendidi colori, sarebbe stato un fatto ben strano, se certe sostanze colorite nello stesso modo non fossero state spesso originate, indipendentemente dall’essere acquistate per un qualunque scopo benefico, nel complicato laboratorio degli organismi viventi.

Sotto-regno dei molluschi. – In tutta questa grande divisione (presa nel suo più ampio significato) del regno animale, non si presentano mai, per quanto io abbia potuto vedere, caratteri sessuali secondari come quelli che stiamo qui considerando. E neppure si può sperar d’incontrarli nelle tre classi più basse, cioè nelle ascidie, nei polizoi e nei brachiopodi (che costituiscono i molluscoidi di Huxley), perchè la più parte di questi animali sono attaccati permanentemente ad un sostegno oppure hanno i due sessi riuniti sopra un medesimo individuo. Nei lamellibranchiati, o conchiglie bivalvi, non è raro l’ermafrodismo. Nella vicina classe più elevata dei gasteropodi, e conchiglie univalvi, i sessi sono talora uniti, talora separati. Ma in questo ultimo caso i maschi non posseggono mai organi speciali per trovare, tener ferme, o allettare le femmine, o per combattere con altri maschi. La sola differenza esterna fra i sessi consiste, siccome ho saputo dal sig. Gwyn Jeffreys, nell’essere la conchiglia talora di forma un po’ differente; per esempio, la conchiglia del maschio della littorina litterea è più stretta ed ha una spira più allungata che non quella della femmina. Ma cosiffatte differenze, come si può comprendere, sono direttamente connesse coll’atto della riproduzione o collo sviluppo delle uova.

I gasteropodi, sebbene dotati di locomozione e forniti di occhi imperfetti, non sembrano dotati di sufficienti forze mentali perchè i membri del medesimo sesso combattano fra loro per rivalità, e così acquistino caratteri sessuali secondari. Nondimeno nei gasteropodi polmonati, o chiocciole e limacce terrestri, l’accoppiamento è preceduto dal corteggiamento; perchè questi animali, sebbene ermafroditi, sono obbligati per la loro struttura ad accoppiarsi insieme. Agassiz osserva: “Quiconque a eu l’occasion d’observer les amours des limaçons, ne saurait mettre en doute la sèduction déployée dans les mouvements et les allures qui préparent et accomplissent le double embrassement des ces hermaphrodites”. Questi animali sembrano pure suscettivi di qualche grado di permanente affetto; un accurato osservatore, il sig. Lonsdale, mi ha informato che egli pose un paio di chiocciole (Helix pomatia), una delle quali era debole, in un piccolo e mal fornito giardino. Dopo un po’ di tempo l’individuo robusto e sano scomparve, e fu osservato che le tracce della sua viscosità si dirigevano verso il muro di un vicino giardino molto ben fornito. Il sig. Lonsdale concluse che egli aveva abbandonato il suo malato compagno; ma in capo a ventiquattro ore ritornò, e sembra comunicasse a quello l’esito della sua esplorazione, perchè entrambi si avviarono lungo la stessa traccia e scomparvero sul muro.

Anche nelle classi di molluschi più elevate, cioè i cefalopodi, in cui i sessi sono separati, non si osservano i caratteri sessuali secondari della sorta di quelli che stiamo considerando, almeno per quanto io abbia potuto scoprire. Questa è una circostanza straordinaria, perchè questi animali posseggono organi dei sensi sviluppatissimi ed hanno notevoli facoltà mentali, siccome si potrà riconoscere da chiunque abbia osservato l’astuzia che adoperano per cercar di fuggire ai loro nemici. Tuttavia certi cefalopodi sono caratterizzati da uno straordinario carattere sessuale, cioè, che l’elemento maschile sta dentro uno del bracci o tentacoli, che viene poi staccato e si attacca per le sue ventose alla femmina, e vive per un certo tempo di vita indipendente. Questo braccio staccato rassomiglia tanto ad un animale separato, che fu descritto da Cuvier come un verme parassita col nome di ectocotile. Ma questa meravigliosa struttura può venir meglio classificata come un carattere sessuale primario che non secondario.

Quantunque non appaia che nei molluschi sia venuta in giuoco la scelta sessuale, tuttavia molte conchiglie univalvi e bivalvi, come le volute, i coni, i pettini, ecc., hanno belle forme e sono vagamente colorite. Nella maggior parte dei casi non sembra che i colori servano di protezione; sono probabilmente l’effetto diretto, come nelle classi più basse, della natura dei loro tessuti; la forma delle conchiglie e il modo in cui sono scolpite deve dipendere dal modo del loro accrescimento. Sembra anche che la maggiore o minore luce abbia fino ad un certo punto una tal quale azione; perchè quantunque, come afferma ripetutamente il sig. Gwyn Jeffreys, le conchiglie di alcune specie che vivono in grande profondità siano brillantemente colorite, tuttavia vediamo generalmente le superfici più basse e le parti coperte dal mantello meno bene colorite che non le superfici superiori e più esposte. In alcuni casi, come per le conchiglie che vivono fra i coralli o le alghe brillantemente colorite, i colori vivaci possono servire come protezione. Ma molti fra i molluschi nudibranchiati hanno colori tanto vivaci quanto le conchiglie, come si può vedere nella stupenda opera dei signori Alder ed Hancock; e secondo le informazioni cortesemente comunicatemi dal sig. Hancock, è molto dubbio se questi colori servano usualmente come una protezione. Questo può essere il caso per alcune specie, come per una che vive fra le verdi foglie delle alghe, ed è essa medesima di un bel verde. Ma molte specie brillantemente colorite, bianche o altrimenti vistose, non cercano di nascondersi; mentre pure certe specie ugualmente vistose, come pure altre di colori oscuri, vivono sotto le pietre e in luoghi bui. Quindi da quanto pare il colore di questi molluschi nudibranchiati non ha relazione alcuna colla natura del luoghi nei quali dimorano.

Questi nudibrandichiati sono ermafroditi, tuttavia si accoppiano assieme, come le chiocciole terrestri, molte delle quali hanno conchiglie sommamente piccole. Si comprende che due ermafroditi, attratti vicendevolmente dalla maggior bellezza l’uno dell’altro, potrebbero unirsi e lasciare figli che ereditassero la più grande bellezza dei genitori. Ma in queste creature di così bassa organizzazione ciò è sommamente improbabile. Non è neppure per nulla ovvio come i figli delle coppie più belle di ermafroditi possano avere un qualche vantaggio, tanto da crescere in numero, rispetto a prole meno bella, se non coincidono generalmente la bellezza ed il vigore. Non abbiamo qui un numero dl maschi che divengono adulti prima delle femmine, le più vigorose delle quali scelgono i più belli. Se invero, i colori brillanti fossero utili ad un animale ermafrodito in relazione cogli usi generali della vita, gli individui dotati dei colori più brillanti riuscirebbero meglio e crescerebbero di numero; ma questo sarebbe un caso di scelta naturale e non già di scelta sessuale.

Sotto-regno dei vermi: classe, Anellidi. – In questa classe, quantunque i sessi (quando sono separati) differiscano talora l’uno dall’altro per caratteri tanto importanti che sono stati collocati in generi distinti od anche in distinte famiglie, tuttavia le differenze non sembrano di tal sorta da potersi con certezza attribuire alla scelta sessuale. Questi animali, come quelli delle classi precedenti, stanno, da quanto pare, in un posto troppo basso della scala perchè gli individui dei due sessi possano esercitare una qualche scelta nel cercarsi un compagno, o perchè gli individui del medesimo sesso possano per rivalità battersi fra loro.

Sotto-regno degli artropodi: classe, Crostacei. – In questa grande classe cominciamo ad incontrare caratteri sessuali secondari non dubbi, sovente sviluppati in un modo notevole. Per sfortuna i costumi dei crostacei sono troppo imperfettamente conosciuti, e noi non possiamo spiegare gli usi di molte strutture particolari ad un sesso. Nelle specie parassite più basse i maschi hanno piccola mole, e soli sono forniti di zampe natanti, di antenne, e di organi dei sensi perfetti; mancano alle femmine questi organi, e il loro corpo sovente non è altro che una semplice e malfatta massa. Ma queste straordinarie differenze fra i due sessi hanno senza dubbio relazione col modo di vivere molto differente, e quindi non ci riguardano. In vari crostacei, appartenenti a famiglie distinte, le antenne anteriori sono fornite di corpi particolari filiformi, che si credono fare ufficio di organi olfattori, e questi sono molto più numerosi nei maschi che non nelle femmine. Siccome i maschi, senza un qualche insolito sviluppo dei loro organi olfattori, avrebbero potuto, senza dubbio, un po’ più presto o un po’ più tardi, trovare le femmine, quei fili olfattori di maggior numero sono stati probabilmente acquistati mercè la scelta sessuale, per ciò che i maschi meglio forniti sono riusciti meglio ad accoppiarsi ed hanno lasciato un numero maggiore di prole. Federico Müller ha descritto una notevole specie dimorfa di tanais, nella quale il maschio è rappresentato da due forme distinte, che non si graduano mai l’una nell’altra. In una forma il maschio è fornito di moltissimi fili olfattori, e nell’altra forma di chele o pinze più forti e più lunghe che servono per tener ferma la femmina. Federico Müller dice che queste differenze fra due forme maschili della stessa specie devono essere state originate in certi individui che hanno variato nel numero dei fili olfattori, mentre altri individui variavano nella forma e nella mole delle loro chele; cosicchè nei primi quelli che erano più acconci per trovare la femmina, e nei secondi quelli che sapevano meglio tenerla quando l’avevano incontrata, hanno lasciato un maggior numero di figli per ereditare i loro rispettivi vantaggi.

In alcuni fra i crostacei più bassi l’antenna anteriore destra del maschio differisce grandemente nella struttura dalla sinistra, mentre quest’ultima rassomiglia nelle semplici aguzze giunture alle antenne della femmina. Nel maschio l’antenna modificata è talora rigonfia nel mezzo o piegata ad angolo, o convertita in un organo prensile elegante e talvolta meravigliosamente complesso. Esso serve, da quanto ho udito da sir J. Lubbock, per tener ferma la femmina, e per questo scopo uno dei bracci posteriori dello stesso lato del corpo viene convertito in un forcipe. In un’altra famiglia le antenne inferiori o posteriori sono curiosamente a ghirigoro, nei soli maschi.

Nei crostacei più elevati le zampe anteriori formano un paio di chele o pinze, che in generale sono più grandi nel maschio che non nella. femmina. In molte specie le chele dei lati opposti del corpo non sono di grandezza uguale, la destra è, come fui informato dal signor C. Spence Bate, generalmente, sebbene non invariabilmente, la più grande. Questa disuguaglianza è sovente molto più grande nel maschio che non nella femmina. Parimente le due chele differiscono sovente nella struttura e le più piccole rassomigliano a quelle della femmina. Non si conosce quale sia il vantaggio ottenuto per questa disuguaglianza nella mole di questi membri dei due lati opposti del corpo, e quale pel fatto che questa disuguaglianza è molto maggiore nel maschio che non nella femmina; nè perchè, quando sono di eguale mole, spesso entrambi sono molto più grandi che non nella femmina. Talvolta le chele sono tanto lunghe che non è possibile che possano servire, come ho sentito dal signor Spence Bate, per portare il cibo alla bocca. Nei maschi di certi gamberelli d’acqua dolce (Palaemon) la zampa destra è attualmente più lunga di tutto il corpo. È probabile che il grande volume di una zampa colle sue chele possa agevolare il maschio nel combattere i suoi rivali, ma questo servizio non spiegherebbe la loro disuguaglianza nella femmina sui lati opposti del corpo. Nel Gelasimus, secondo un esempio citato da Milne-Edwards, il maschio e la femmina vivono nello stesso buco, cosa degna di essere notata perchè dimostra che vivono appaiati, ed il maschio chiude l’ingresso del buco con una delle sue chele, che è enormemente sviluppata; cosicchè in questo caso serve come mezzo di difesa. Tuttavia il loro uso principale è probabilmente quello di afferrare e mantenere stretta la femmina, e ciò in alcuni casi, come nel Gammarus, è conosciuto essere così per l’appunto. Nondimeno i sessi del granchio comune (Carcinus maenas), siccome mi ha riferito il signor Spence Bate, si uniscono subito che la femmina ha deposto il suo duro invoglio, e quando è tanto tenera che sarebbe ferita qualora fosse afferrata colle forti pinze del maschio; ma siccome è presa e portata in giro dal maschio prima che abbia fatto la muta, allora può essere afferrata impunemente.

Federico Müller asserisce che certe specie di Melita si distinguono da tutti gli altri anfipodi perchè le femmine hanno “le lamelle coxali del penultimo paio di piedi terminate con un processo unciniforme, di cui i maschi si impadroniscono colle braccia del primo paio”. È probabile che lo sviluppo di questi processi unciniformi derivi da ciò che queste femmine, che nell’atto della riproduzione erano tenute più ferme, hanno lasciato un maggior numero di prole. Un altro anfipodo Brasilano (Orchestia Darwinii), è descritto da Federico Müller come rappresentante un caso di dimorfismo, come quello della Tanais; perchè là vi sono due forme maschili, che differiscono nella struttura delle loro chele. Siccome le chele dell’una e dell’altra forma avrebbero bastato a tener ferma la femmina, perchè entrambe sono ora adoperate a questo scopo, le due forme maschili vennero probabilmente originate da ciò che alcune variarono in un modo ed alcune in un altro; le due forme avendo prodotto certi speciali ma quasi uguali vantaggi dai loro organi diversamente costrutti.

Non si sa che i crostacei maschi combattano fra loro pel possesso delle femmine, ma questo è probabile; perchè in molti animali quando il maschio è più grande che non la femmina sembra che egli abbia ottenuto la sua maggior mole per avere durante molte generazioni sconfitto altri maschi. Ora il signor Spence Bate m’informa che nella maggior parte degli ordini dei crostacei, specialmente nei più elevati o brachiuri, il maschio è più grosso della femmina; tuttavia i generi parassiti, in cui i sessi conducono un differente modo di vivere, e moltissimi Entomostraci, vanno eccettuati. Le chele di molti crostacei sono armi molto acconce per combattere. Così il Portunus puber fu veduto da un figlio del signor Bate combattere con Carcinus maenas, e quest’ultimo fu rovesciato in un istante, colle membra strappate dal corpo. Quando parecchi maschi di un Gelasimus Brasiliano, specie fornita d’immense pinze, furono collocati insieme da Federico Müller in un vaso di vetro, essi si mutilarono e si uccisero fra loro. Il signor Bate mise un grosso Carcinus maenas maschio in una terrina d’acqua, ove stava una femmina appaiata con un maschio più piccolo; quest’ultimo fu in breve privato della sua proprietà, ma, come soggiunse il signor Bate, “se vi fu combattimento la vittoria è stata incruenta, perchè non vidi ferite di sorta”. Questo medesimo naturalista separò un maschio del gammaro detto Pulce di mare (tanto comune sulle nostre spiagge marine), Gammarus marinus, dalla sua femmina, e i due furono racchiusi in vasi con molti individui della stessa specie. La femmina divorziata in tal modo si unì ai suoi compagni. Dopo un certo tempo il maschio venne nuovamente messo nello stesso vaso, ed egli allora, dopo aver nuotato un tantino qua e là, penetrò nel fitto della comitiva, e senza nessun combattimento riprese sua moglie. Questo fatto dimostra che negli anfipodi, ordine basso della scala, i maschi e le femmine si riconoscono scambievolmente, ed hanno l’uno per l’altro una certa affezione.

Le forze mentali dei crostacei sono probabilmente più elevate di quello che si potrebbe credere. Chiunque ha cercato di prendere uno dei granchi tanto numerosi su molte coste tropicali, si sarà accorto quanto cauti e svelti essi siano. Vi ha un grosso gambero (Birgus latro), che si trova nelle isole di corallo, e si fa in fondo ad un buco profondo un fitto letto colle fibre della noce di cocco sminuzzate. Si ciba col frutto caduto di quest’albero, togliendo via la scorza fibra per fibra; e comincia sempre dal lato dove stanno le tre depressioni a mo’ di occhi. Egli allora lo rompe in uno di questi occhi battendolo colle sue forti pinze frontali, e facendolo girare ne estrae l’interno albuminoso colle sue pinze posteriori che sono più strette. Ma probabilmente queste azioni sono istintive, cosicchè esse potrebbero essere compiute tanto da un animale giovane quanto da un vecchio. Tuttavia il caso seguente può appena in tal modo venire considerato; un naturalista degno di fede, il signor Gardner, mentre osservava un gelasimo (Gelasimus) che stava facendo il suo buco, lo vide gettare in quella direzione alcune conchiglie. Una di queste rotolò nel buco, e le altre tre rimasero a poca distanza dalla sua apertura. In poco meno di cinque minuti il granchio tirò fuori la conchiglia che era caduta dentro, e la portò via alla distanza di trenta centimetri; vide allora le tre altre conchiglie là vicine, pensando evidentemente che avrebbero potuto cadere nel buco, le portò nel luogo ove aveva messa la prima. Credo che sarebbe stato difficile distinguere questo fatto da uno compiuto dall’uomo col sussidio della ragione.

Rispetto al colore, che differisce così spesso nei due sessi degli animali che appartengono a classi più elevate, il signor Spence Bate non conosce nessun esempio bene spiccato nei crostacei dell’Inghilterra. Tuttavia in alcuni casi il maschio ha una tinta un po’ diversa da quella della femmina; ma il signor Bate crede che questo si possa semplicemente riferire al loro differente modo di vivere, perchè il maschio è più girovago e quindi rimane più esposto alla luce. In un curioso granchio di Borneo, che abita nelle spugne, il signor Bate potè sempre distinguere i sessi da ciò che il maschio non aveva la sua epidermide tanto liscia. Il dottor Power cercò di distinguere i sessi della specie che abitano le isole Maurizie dal loro colore, ma sbagliò sempre, tranne in una specie di squilla, probabilmente la S. stilifera, il maschio della quale è descritto come colorito di “un bell’azzurro verdiccio”, con alcune appendici rosso-ciliegia, mentre la femmina è ombreggiata di bruno e di grigio “colla tinta rossa che l’adorna molto meno vivace che non nel maschio”. In questo caso possiamo sospettare l’opera della scelta sessuale. Nella Saphirina (genere oceanico di Entomostracei, e quindi basso nella scala) i maschi sono forniti di minuti scudetti o corpi celliformi, che mostrano bellissimi colori cangianti; mentre questi mancano nelle femmine, e nel caso di una specie nei due sessi. Sarebbe tuttavia una ben grande temerità conchiudere che questi curiosi organi servano puramente come mezzo per attirare le femmine. Nella femmina della specie brasiliana di Gelasimus, tutto il corpo, siccome ho imparato da Federico Müller, è di un grigio-bruno quasi uniforme. Nel maschio la parte posteriore del cefalotorace è di un bianco puro, colla parte anteriore di un bel verde, che sfuma in bruno-scuro; ed è notevole che questi colori vanno soggetti a mutare nel corso di pochi minuti, il bianco diviene un grigio sucido o anche nero, il verde “perde molto del suo splendore”. Apparentemente i maschi sono molto più numerosi che non le femmine. Merita singolare notizia il fatto che essi non acquistano i loro bei colori se non quando hanno raggiunto lo stato adulto. Differiscono pure dalle femmine nella mole più grande delle loro chele. In alcune specie del genere, forse in tutti, i sessi vivono in coppie o dimorano nello stesso buco. Sono pure, siccome abbiamo veduto, animali intelligentissimi. Da queste varie considerazioni sembra molto probabile che il maschio in queste specie abbia acquistato i suoi begli ornamenti allo scopo di attrarre o eccitare la femmina.

È stato recentemente affermato che il maschio del Gelasimus non acquista i suoi bei colori finchè non è adulto e quasi prossimo a riprodursi. Sembra che questa sia la regola generale in tutta la classe quando vi sono notevoli differenze di struttura fra i due sessi. Vedremo in seguito la stessa legge prevalere in tutto il grande sottoregno dei vertebrati, e in tutti i casi è eminentemente distintiva dei caratteri che sono stati acquistati mercè la scelta sessuale. Federico Müller riferisce alcuni esempi notevoli di questa. legge; così l’Orchestia maschio (Orchestia) non acquista i suoi grandi uncini, che sono fatti in modo molto diverso da quelli della femmina, finchè non sia quasi adulto; mentre da giovane i suoi uncini rassomigliano a quelli della femmina. Così pure, il Brachyscelus maschio possiede, come tutti gli altri anfipodi, un paio di antenne posteriori; la femmina, e questa è una circostanza straordinarissima, ne è priva e così pure segue nel maschio finchè non è adulto.

Classe, Aracnida (Ragni). – Sovente i maschi sono più scuri, ma talora sono più chiari delle femmine, come si può vedere nel bellissimo lavoro del signor Blackwall. In alcune specie i sessi differiscono grandemente fra loro nel colore; così la femmina dello Sparassus smaragdulus è verde sbiadito, mentre il maschio adulto ha l’addome di un bel giallo, con tre strisce longitudinali di un rosso vivace. In alcune specie di Thomisus i due sessi si rassomigliano moltissimo; in altre differiscono grandemente; così nel T. citreus le zampe ed il corpo della femmina sono di un giallo-pallido o verde, mentre quelli del maschio sono rosso-bruno; nel T. floricolens, le zampe della femmina sono verde pallido, quelle del maschio sono rigate ad anella in un modo vistoso e con varie tinte. Si potrebbero citare numerosi casi analoghi nei generi Epeira, Nephila, Philodromus, Theridlon, Linyphia, ecc. Sovente è difficile dire quale dei due sessi si allontani più dal colorito ordinario del genere a cui appartiene la specie; ma il signor Blackwall crede che, in regola generale, sia il maschio. Finchè i due sessi sono giovani, come ho imparato dallo stesso autore, per solito si rassomigliano; ed entrambi sovente van soggetti a grandi mutamenti di colore durante le successive mute prima di giungere allo stato adulto. In altri casi il maschio solo sembra mutar colore. Così il maschio del suddetto Sparassus tanto brillantemente colorito rassomiglia dapprima alla femmina ed acquista le sue vaghe tinte soltanto quando è vicino ad essere adulto. I ragni sono forniti di sensi acuti, e mostrano grande intelligenza. Le femmine dimostrano sovente, come tutti sanno, il più grande amore per le loro uova, che portano ravvolte in un morbido tessuto. Nel complesso sembra probabile che le differenze bene spiccate nel colore che esistono fra i due sessi sieno derivate in generale dalla scelta sessuale, sia nel maschio come nella femmina. Ma si possono avere ancora molti dubbi su questo particolare per la somma variabilità nel colore di alcune specie, per esempio del Theridion lineatum, i sessi del quale differiscono quando sono adulti; questa grande variabilità indica che i loro colori non sono andati soggetti a nessuna sorta di scelta.

Il signor Blackwall non ricorda di aver mai veduto i maschi di nessuna specie battersi fra loro pel possesso della femmina. Nè questo, se giudichiamo dall’analogia, può esser probabile; perchè in generale i maschi son molto più piccoli che non le femmine, e sovente in un grado straordinario. Se i maschi avessero avuto costume di combattere fra loro, avrebbero gradatamente acquistato maggior mole e maggior forza. Il signor Blackwall ha talora veduto nella stessa ragnatela due o più maschi con una sola femmina; ma il loro corteggiamento è cosa troppo lunga e noiosa per potervi tener dietro agevolmente. Il maschio è molto cauto nel fare i primi passi, perchè la femmina spinge la ritrosia fino a un punto molto pericoloso. De Geer vide un maschio che “nel mezzo delle sue carezze preparatorie fu afferrato dall’oggetto delle sue cure, ravvolto da lei in una ragnatela e poi divorato, vista che, soggiunge egli, lo riempì di orrore e di sdegno”.

Westring fece la scoperta interessante che i maschi di parecchie specie di Theridion hanno la facoltà di produrre un suono stridulante (come quello di molti coleotteri ed altri insetti ma più deboli), mentre le femmine sono al tutto mute. L'apparato consiste in una sporgenza dentata alla base dell'addome, contro la quale batte la parte dura inferiore del torace; e non si rinviene traccia di questa struttura nelle femmine. Dalla analogia degli ortotteri e degli omotteri, che descriveremo nel prossimo capitolo, possiamo dedurre quasi certamente che la stridulazione deve servire, come osserva Westring, per chiamare od eccitare la femmina; e questo è il primo caso nella scala ascendente del regno animale, che io mi conosca, di suoni emessi per questo scopo.

Classe, Myriapoda. – In nessuno dei due ordini di questa classe, che comprende i millepiedi e i centopiedi, ho potuto trovare qualche caso ben spiccato di differenze sessuali, della sorta di cui ci occupiamo particolarmente. Tuttavia nella Glomeris limbata, e forse in alcune altre poche specie, i maschi differiscono lievemente nel colore delle femmine; ma questa Glomeris è una specie variabilissima. Nei maschi dei Diplopodi le zampe di uno dei segmenti anteriori del corpo o del segmento posteriore sono modificati in uncini prensili, che servono loro per assicurarsi della femmina. In alcune specie di Julus i tarsi del maschio son forniti di ventose membranose per lo stesso uso. È una circostanza molto più insolita, come vedremo parlando degli insetti, che nel Lithobius è la femmina la quale è fornita di appendici prensili all’estremità del corpo per tener fermo il maschio.

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