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IL POLITICO - ieri come oggi


IL  SIGNOR COMESIDEVE

IL SIGNOR COMISIVUOLE

Un deputato! 

Ci si aspetta che sia intelligente, abbia vasta cultura, in pi� sia ferratissimo in un certo campo per potersi distinguere nelle sedute parlamentari. 
Deve essere un abile oratore e un buon scrittore, compenetrato dalla salutare idea del parlamentarismo, cio� che un deputato collabora alla costruzione dello Stato ed � stato scelto dai cittadini per armonizzare l'opera delle autorit� con i bisogni dello Stato. 

Si suppone che oltre all'intelligenza gli sia necessario un tatto particolare per subordinare la volont� spesso turbolenta dei suoi elettori, privi per la maggior parte di capacit� di giudizio, alle necessit� pi� generali. Non deve guardare in faccia a nessuno ed essere abituato ai contatti sia con i potenti che con gli umili. Non scambiare la politica per una professione, cos� da non rendersene dipendente, ma nemmeno ridurla a uno sport, come capita facilmente a gente troppo importante e ricca che finisce per non sbrigare il molto lavoro anonimo e faticoso che pure deve essere sbrigato.
 Si dovrebbe pensare che non promette a vanvera e respinge subito tanto le richieste irrealizzabili quanto le dimostrazioni di riconoscenza per quelle realizzate; ch� considera la sua carica un dovere rispetto ai suoi elettori e allo Stato.

 Abbiamo tracciato qui un quadro ideale, ma non vogliamo dire che non trovi mai riscontro nella realt�. Solo osservare l'aspetto purtroppo frequente di questa realt�.

Le difficolt� iniziano subito, quando si tratta di far passare una candidatura, nel dibattito del comitato ristretto. Chi si potrebbe prendere in considerazione? 

Il signor COMESIDEVE? 
 Certo costui � intelligentissimo, colto, onesto e indipendente, sarebbe il migliore - nel comitato infatti siedono assennati esponenti di un partito - ma come politico � troppo intransigente e nella circoscrizione elettorale non � molto amato; quindi offre agli attacchi degli avversari punti deboli che si prestano ad essere sfruttati e c'� da aspettarsi una dura opposizione; inoltre � troppo intelligente per la massa degli elettori, e la cosa non piace a moltissimi di loro. Infine, ha troppi soldi e quindi � troppo invidiato. Dunque dovremo ripiegare sul signor COMESIVUOLE.

E' vero, lui purtroppo non ha le qualit� del COMESIDEVE, per� tutti lo amano ed � molto popolare; quindi � presumibile che venga appoggiata la sua candidatura. Inoltre lui smania da anni per avere un mandato, mentre COMESIDEVE � piuttosto recalcitrante e lo accetterebbe solo per amore del suo Paese.

Adesso viene convocata una riunione di tutti gli uomini di fiducia in cui COMESIVUOLE fa la sua comparsa e per la prima volta espone il suo programma: Cio�, non proprio il suo programma, dato che lui su molti punti la pensa diversamente; per� si risolve a pronunciare esattamente le parole che tutti si aspettano: COMESIDEVE non ne sarebbe stato capace e probabilmente avrebbe fatto fiasco gi� in questa riunione.

Ma COMESIVUOLE ha altre frecce al suo arco, la sua faccia tosta. Si presenta senpre sorridente alle riunioni delle singole categorie professionali e dalle sue parole sembrerebbe che la categoria a cui in quel momento sta parlando sia la prima e la pi� necessaria dello Stato.
Promette mare e monti, aggiungendo che s�, non pu� garantire ogni realizzazione, ma ricorre poi a un abile giro di parole che suscita nel suo uditorio l'impressione della massima energia.

Insomma, in tutte queste riunioni viene considerato come l'uomo che ci vuole. Poi arriva finalmente la grande adunata degli elettori, in cui la sua candidatura deve essere ufficialmente accettata. Qui naturalmente il nostro d� fuoco a tutte le polveri, secondo il detto di Goethe "chi porta molto, porta qualcosa a parecchi, e tutti  se ne tornano a casa contenti". Quest'ultima � la cosa principale, perch� chi sorride di pi� sar� eletto.

Adesso � deputato. Si potrebbe pensare che ora, rafforzato nella mente e nel corpo in vista dei cinque anni sicuri di potere politico, ceda al suo impulso interiore che lo chiama a un impetuoso attivismo per il bene dello Stato. Ma quando mai! E' un politico di professione e deve pur vivere anche dopo lo scadere dei cinque anni; conseguenza: un continuo corteggiamento del corpo elettorale.

Dov'� il nobile compito del deputato di dare leggi allo Stato? Lui non pu� staccarsi gli elettori dalle gonnelle. Deve mettere a disposizione delle ore di udienza in cui accoglie richieste e lamentele dalle circoscrizioni, deve tenersi dei segretari per sbrigare la corrispondenza giornaliera con gli elettori, insomma si trasforma in una specie di avvocato tanto pi� insistentemente ricercato in quanto la sua attivit� non richiede pagamenti. In breve, onori e oneri.

E cosa non gli tocca difendere! A volte faccende addirittura nocive per il bene, superiore all'interesse del singolo, di una comunit�, di una regione, persino dello Stato. Un certo elettore vuole una concessione; la richiesta viene respinta dal comune, perch� in loco non se ne vede la necessit�: il deputato deve intervenire (l'interessato �, guarda caso, un fidato uomo di partito - e a che scopo altrimenti lo sarebbe?) e far passare la cosa alla seconda istanza. Se non � abbastanza influente o temuto, si nasconde dietro a un collega di partito pi� in vista, di fronte al quale l'autorit� in questione � costretta a cedere.

Dunque, non solo il deputato COMESIVUOLE non d� vita a nessuna legge, ma in pi� interviene nei procedimenti amministrativi e inceppa le leggi esistenti o al limite ne emana una a personam. Si aggiungano poi le innumerevoli richieste economiche del territorio che egli rappresenta! Ferrovie, strade, canalizzazioni, tutta roba da costruire. Lui fa approvare una cosa o l'altra e viene esaltato come padre della patria, cio� della sua parrocchia.
Si pu� star certi che il  pensiero se i costi di quella ferrovia o strada o altro siano compatibili con la loro importanza all'interno del loro organismo statale, non l'ha neppure sfiorato. Lo stesso giorno, un altro Tizio vuole un impiego, anche se non ci � affatto portato. Caio desidera un avanzamento, Sempronio vuole un titolo, un altro ancora un'onorificenza. E il deputato interviene di nuovo non in base a considerazioni obiettive, ma personali. Nel frattempo gli vengono trasmesse delibere di circoli e assemblee politiche, le cui ingenuit� lo fanno sorridere. Ma che importa, � tenuto a rispondere e a darsi da fare per questioni che considera, a ragione, del tutto insensate e dannose per lo Stato. Laddove succede una cosa qualsiasi, lui spedisce telegrammi di saluto, va a tutte le riunioni, a tutti gli spettacoli, e non � tranquillo fin quando non legge il suo nome nel giornale tra gli "ospiti d'onore presenti".

D'accordo si dir�, ma questi sono aspetti secondari, fastidi che un deputato deve assumersi, per� in compenso ha l'occasione di spiegare il volo dei suoi pensieri nelle aule del tempio legislativo. Qui deve anzitutto associarsi a un club, e lo fa con gioia, vi trova amici con cui scambiare le idee, e lavoro fecondo a bizzeffe. 
Ma non � esattamente cos�. Nel club dominano i pezzi grossi del partito che non lasciano spazio a nessuno. La politica si fa nei corridoi e in salette riservate dove quelli si incontrano e prendono le loro decisioni nella massima segretezza. L'onorevole Comesivuole girella a vuoto e si annoia, una volta scomparso il primo brivido di riverenza. S�, certo che COMESIDEVE si sarebbe trovato meglio, avrebbe potuto far pesare la propria influenza, l� dentro sono tutti soltanto dei COMESIVUOLE; e i COMESIDEVE sono purtroppo pochi, perch� non vengono eletti. Ma il nostro COMESIVUOLE si consola pensando: verr� anche la mia volta e terr� un bel discorso, dir� cose nuove e importanti, diventer� famoso. Intanto � solo un COMESIVUOLE e ben difficilmente avr� qualcosa di importante da dire, e poi anche tenere un discorso non sar� cos� facile.

E' gi� tutto stabilito in precedenza, tanto che i discorsi in parlamento non sono nemmeno più necessari, al massimo si tratta di dichiarazioni che ovviamente possono essere pronunciate solo dai pezzi grossi. Per� pu� accadere che una volta tanto gli si offra l'opportunit� di parlare. Il nostro COMESIVUOLE presenta - naturalmente su richiesta dei suoi elettori - una mozione d'urgenza. Adesso potr� spaziare sulla tastiera della sua eloquenza; ma toh, la sala � vuota, le gallerie sono deserte, il presidente siede  con l'aria annoiata e di tanto in tanto ricorda all'oratore meccanicamente che dovrebbe parlare di questioni urgenti. Il tentativo di diventare famoso � fallito. COMESIVUOLE prova persino un po' di vergogna e viene deriso come un pivello dai vecchi che in proposito la sanno lunga.

Il nostro COMESIVUOLE, peraltro, ha il suo ben da fare. Deve correre nei vari ministeri per occuparsi delle incombenze affidategli dai suoi elettori. Allungando una mancia al portiere viene introdotto - con sollecitudine e dopo lunga attesa a seconda della consistenza della mancia; dal capodivisione, talvolta persino da Sua Eccellenza il Ministro, viene quasi sempre interpellato con un "onorevole" e trattato con cortesia. E' soddisfatto, altrettanto quanto il capodivisione che lo ha felicemente accompagnato alla porta. Anche qui un COMESIDEVE sarebbe stato pi� indicato, perch� avrebbe fatto colpo sul capodivisione presentando in maniera intelligente e risoluta la sua richiesta.

Tutto il parlamentarismo odierno � disgregato in una sequela di interessi particolari di sconfinata irrilevanza. Pu� darvi un'apparenza di dignit� e il potere reale che ne consegue, essi vengono associati a interessi di partito o subordinati a quelli gi� esistenti. I partiti considerano loro compito primario superarsi a vicenda, e a pagarne le conseguenze sono ovviamente l'obiettivit� e lo Stato. 
Questo vale sia per i partiti di maggioranza che per le opposizioni. La maggioranza siede accanto alla fonte del potere e in tutto quello che dovrebbe fare, si chiede, per prima cosa, se sia idoneo a rafforzare la sua posizione.

La minoranza, se � meno pericolosa per l'attivit� legislativa, lo � molto di pi� per l'andamento regolare dell'amministrazione, che cercher� di disturbare in tutti i modi pur di attirare l'interesse su di s�; tanto, la responsabilit� di tutto ci� che avviene ricade sulla maggioranza.
Questa a sua volta, sar� pronta a respingere l'attacco a mettere il partito avversario dalla parte del torto. Insomma, � un continuo giocare con le cose che ai rappresentanti dei partiti sembrano enormemente importanti, l'alfa e l'omega della loro esistenza politica, ma che considerate obiettivamente sono del tutto infruttuose. 
L'interesse dello Stato, anzi tutto ci� che esula dall'interesse partitico, viene cos� completamente ignorato.

Poich� associarsi in partiti non potr� mai essere impedito, il rimedio contro le innegabili degenerazioni del parlamentarismo pu� venire solo da due parti; dall'elettore, che al momento di scegliere deve considerare la persona  e eleggere non dei COMESIVUOLE, ma solo autentici COMESIDEVE, senza per� pretendere poi dal suo deputato ci� che questi non pu� dargli, - e dalle autorit�, che dovrebbero sbattere la porta in faccia ai deputati occupati solo a sbrigare le faccende dei loro elettori. 


Il deputato non pu� e non deve mai ingerirsi nell'attivit� amministrativa, per quanto importante e necessario sia il controllo che su di essa esercita la totalit� dei deputati, la camera.

Deve combattere implacabilmente la corruzione in ogni forma, non deve mai diventare lo strumento per la realizzazione di esigenze particolari. 
Deve essere al servizio di tutto il popolo e dello Stato, e solo il bene del popolo e l'interesse dello Stato devono guidare le sue parole e le sue azioni.

Robert Musil (*)

 ( era il 1916 !!!!)

 

Bibliografia
 (*) Herr Tuchting und Herr Wichting, di Robert Musil -
Soldaten Zeitung, n.12 (27 agosto 1916, pp.3-4
(Tutta la "serie" del famoso giornale di guerra di Robert Musil
pubblicato durante il suo servizio a Pal� in Valsugana
� conservata alla Biblioteca di Bolzano).
Un'altra versione � stata pubblicata in Musil-Forum, .4, n.2 (1978) pp.187-193.
E un'altra ancora su "La guerra parallela" pubblicata da Reverdito Editore, Gardolo(TN) 1987 


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