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CRONOLOGIA

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ANNO 468 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo dal 432 al 476 ) >

*** UNA FLOTTA ARDIMENTOSA 
FINITA NEL "DISONORE"

 Parte la grande spedizione per sconfiggere il re dei Vandali, GENSERICO
ormai da quasi quarant'anni padrone assoluto dell'Africa.

Costantinopoli fatto il patto con RICIMERO in Italia, fa scattare il piano strategico preparato personalmente  dall'Imperatore LEONE I. Il piano previsto � l'attacco da tre fronti.

Da Costantinopoli sarebbe partita una armata comandata da MARCELLINO che scortava ARTEMIO in Italia per salire sul trono imperiale, poi l'intenzione era quella di unirsi con altre navi che RICIMERO stava preparando in Italia. Tutte queste dovevano poi scendere verso l'Africa attaccando da nord. Da Est invece un altro contingente di navi partite dalla Grecia avrebbero confluito su Cartagine. Mentre da Ovest Eraclio e Marso con altre due flotte avrebbero stretto in una morsa a tenaglia mortale GENSERICO.

Preparativi in grande stile per annientare in un sol colpo il temibile avversario. 

Furono cos� per il grande giorno, approntate 1100 navi, con 150.000 uomini sopra. Ma GENSERICO  questo attacco lo aveva gi� previsto e temuto da 40 anni; cio� da tutti quelli che erano passati sui due troni, che essendo tanti - e molti anche inetti- quasi non ricordiamo pi� quanti di numero. Comunque non uno certamente all'altezza del capo Vandalo.

 Genserico da anni aveva disseminato sulle coste del Mediterraneo numerose trappole che consistevano semplicemente in questo: mettere in ogni porto delle truppe mimetizzate, uomini fedeli, tutti pronti ad intervenire pi� che con le armi con il sabotaggio; erano innocui pescatori, innocui contadini disseminati sulle coste. Questo tipo di attacchi si erano gi� verificato in Spagna, a Cartagena nel 460. In quel porto alla prima sosta fatta dalla flotta guidata dall'imperatore Maggiorano, un commando di Vandali gi� preavvertiti distrusse, incendiandole tutte le navi pronte a partire per l'Africa.

Non si esclude che in questa allestimento di trappole (e sulle navi stesse alcuni uomini dell'equipaggio) ci fossero dei complici di GENSERICO fatti salire a bordo o da lui  o da quell' ASPAR che a Costantinopoli gridava vendetta; ricordiamoci che non fu fatto (dal patriarca e dalla corte bizantina) nominato imperatore perch� era barbaro alano e ariano (come Genserico in Africa e come Ricimero a Roma). Sul trono sal� Leone I che lo stesso Aspar aveva suggerito (dopo l'uccisione di Marciano) convinto di poter utilizzare questo anonimo tribuno militare. Poi come abbiamo letto in precedenza l'uomo si era messo a fare veramente l'imperatore esautorando  in brevissimo tempo il suo protettore. Quindi qualche vendetta Aspar doveva pur covarla.

Quando scatt� l' invasione proveniente dal Mediterraneo, scatt� anche la serie di trappole e di sabotaggi. Nessuna nave arriv� a Cartagine, oltre 600 furono bruciate da commando o da infiltrati sulle navi che facevano scoppiare a bordo gli incendi; 300 incapparono in fortunali; e 200 si diedero alla fuga scampando al totale disastro.
 Pi� nessuno os� attraccare in un porto della costa. Alcune senza pi� comandanti dispersi in mare con la loro nave, disordinatamente trovarono scampo sulle coste della Sicilia.

 Piu' catastrofica di cos� la spedizione non poteva andare. Una disfatta peggiore della prima a Cartagena.

Una impresa inizialmente ardimentosa finita poi nel "disonore".

GENSERICO pu� farsi altri 9 anni in perfetta tranquillit� dentro le sue acque territoriali e nei suoi domini ancora vergini di assalti, mentre tutto il resto nei due imperi sta andando allo sfacelo.
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*** A ROMA viene nominato PAPA SIMPLICIO
Pontefice per 15 anni, fino al 483.

Di famiglia romana originaria di Tivoli, Simplicio fu eletto papa il 3 marzo del 468. Un lungo pontificato segnato da grandissime traversie :
- tutto il pontificato fu percosso dall'eresia "monofisistica";
- nel 470 i vandali di Ricìmero saccheggiarono Roma per la terza volta;
- nel 472 fu la volta di una diffusa pestilenza e di una gravissima carestia;
- nel 476 si spense definitivamente l' Impero Romano d' Occidente quando, Odoacre depose dell'imperatore-bambino Romolo Augustolo. ( nda: Odoacre fu un re ostrogoto a capo di orde barbariche indefinite quali i Rugi, Eruli, Sciri e Turcilingi, calato nella penisola italica a seguito degli unni di Attila).

Il "monofisismo" era stato suscitato da Dioscoro, patriarca di Alessandria d'Egitto, e soprattutto dal monaco Eutiche: la sua tesi centrale, che le dava anche il nome, era che in Cristo vi è una sola natura, quella divina. Nonostante l'importante ed energico intervento di S. Leone Magno, l'eresia trionfò in occasione del cosiddetto "latrocinio di Efeso", ma due anni dopo la dottrina ortodossa venne affermata con chiarezza nel concilio di Calcedonia, che assunse come articolo di fede il documento di S. Leone Magno.

Questo concilio emanò anche il famoso canone 28, che riconosceva una preminenza del patriarcato costantinopolitano, che venne contestata come innovazione pericolosa dagli inviati di S. Leone Magno e venne combattuta anche da S. Simplicio. La controversia sul monofisismo andò avanti ancora per qualche tempo: ne fu responsabile anche l'imperatore Zenone che nel 482 tentò un impossibile compromesso con il suo Henoticon, contro il quale papa Simplicio prese netta posizione.

La carestia e la pestilanza furono concause delle ripetute invasioni da parte di popolazioni transalpine condotte in Italia attraverso le "comode" strade romane e provenienti dai quattro angoli dell'impero.
Mentre, per quanto attenne l'aspetto politico- temporale,. Romolo Augustolo fu relegato in una villa di Napoli e gli fu, comunque assegnata una rendita annuale di 6.000 libbre d'oro, in cambio della rinuncia delle insegne imperiali che furono inviate a Zenone, imperatore romano d' oriente.

Nonostante l'arianesimo di Odoacre la chiesa cristiana potè avere un buon vanto, attraverso la conoscenza del territorio e soprattutto delle "anime" abitanti il territorio stesso.
In pratica, Simplicio riuscì a sopperire al caos statale dovuto alla caduta dell'impero d'occidente e la conseguente caduta di tante teste, sostituendolo con una "buro-teocrazia" ben radicata.

In conseguenza a questa sua innata abilità diplomatica Simplicio riuscì quindi a riproporre l' ulteriore ricostruzione dei luoghi di culto distrutti ( nda: dopo la terza incursione vandalica, il liber pontificalis riporta la sopravvivenza della sola basilica di San Pietro e della zona di quella che ora è lo Stato Vaticano.) e a consolidare l'affermazione del potere teocratico in sostituzione del decaduto impero.

San Simplicio morì il 10 marzo del 483 e fu sepolto nel sagrato di San Pietro. Ancor oggi viene festeggiato il 2 marzo.

(nda: va da sè che l'aspetto religioso divenne solamente un fatto di appartenenza ad una sorta di inclave. Certo è che per gli strati più poveri della popolazione , l'adesione o la non adesione ad una certa forma di consociativismo poteva sicuramente determinare la sopravivvenza di interi nuclei familiari. Altrettanto certo è che, le mire "temporali" del potere cristiano iniziarono ad avere la stessa connotazione di tutte le "altre" mire espansionistiche ... passate e future).

CONTINUA CON L'ANNO 469 >