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CRONOLOGIA

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1878

 Il Congresso di Berlino 

(vedi anche le numerose pagine di IL TEMPO DI BISMARCK )

Uno dei limiti della politica italiana, di quella estera in particolare, era che nessun governo rimaneva in carica abbastanza a lungo per elaborare una propria politica: dal 1861 al 1881 l'Italia ebbe 19 ministri degli esteri!

Quando le potenze europee si riunirono a Congresso a Berlino nel 1878, Presidente del Consiglio era CAIROLI  e ministro degli esteri, il conte Corti, il quale rimase in carica appena sei mesi. Corti arriv� al Congresso assolutamente impreparato, non avendo conoscenza alcuna dei problemi l� in discussione.

L'Italia dovette accontentarsi dello scherno: quando il rappresentante italiano fece un vago tentativo per ottenere all'Italia il Trentino (a titolo di compensazione per l'espansione di fatto della monarchia asburgica nei Balcani) Gorciakov osserv� (con un chiaro riferimento alla guerra del '66) che l'Italia doveva aver perduto un'altra battaglia se chiedeva di annettersi un'altra provincia

oppure di vaghe promesse e incoraggiamenti, quelli di Bismarck che suggeriva di cercare compensi in Albania (o a Tunisi, come provocatoriamente propose il rappresentante della Gran Bretagna).

Cairoli, dal passato limpidissimo, forse troppo idealista e troppo poco diplomatico, non volle saperne di cercare "compensi" in trattative segrete. La sua politica delle "mani nette" gli faceva certamente onore ma non gli valse i consensi dell'opinione pubblica italiana che gli rimprover� di non aver saputo difendere gli "interessi nazionali".

In verit� l'Italia aveva conseguito un gande successo: per la prima volta aveva partecipato ad un Congresso come grande potenza riconosciuta; ma questa novit� non fu compresa da quanti si erano illusi che le maggiori spese militari avrebbero aperto la strada verso grandi e facili vittorie. La convinzione di aver subito un rovescio diplomatico (tesi sostenuta con particolare foga da Crispi) fu rafforzata nel 1881 quando i francesi occuparono Tunisi, pur sapendo che l'Italia nutriva qualche aspirazione sui territori tunisini.

Isolata in Europa, l'Italia abbandon� una politica estera di disimpegno e lontana da ogni avventurismo e si leg� a Bismarck: nel maggio del 1882 diventava membro di secondo piano della TRIPLICE ALLEANZA.


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